San Marino. Referendum, Rete si scaglia contro Rf

“La sua mossa non è per niente raffinata, né astuta: è una mera scappatoia per prendere tempo, per impedire che la giustizia torni a funzionare”.

Questo è il commento di Rete sulla decisione di Repubblica futura di presentare un quesito referendario sul Consiglio giudiziario plenario.

“Nel pugilato esiste la figura del journeyman, lo sconfitto annunciato. Il journeyman non sale sul ring per vincere: non ne ha le qualità e non ne ha nemmeno la voglia. Il suo mestiere è solo quello di far scivolar via la serata, senza far danni, nell’attesa del match di cartello. Il quesito referendario depositato da Fabrizio Perotto di Repubblica futura è una sorta di journeyman istituzionale. Se un pugile sconfitto viene pagato dagli sponsor, però, le ingenti risorse per lo studio, l’analisi e l’attuazione del referendum sono prese dalle tasche del cittadino”, manda a dire in un comunicato il movimento di maggioranza.

“Qual è il senso di proporre all’analisi dell’elettorato la prima azione della maggioranza di governo, quando poco più di due mesi or sono lo stesso elettorato ha deciso di premiare tale parte politica con 44 seggi su 60? Esiste una maniera più subdola del mantenere questa sfiducia nell’elettore per insultare un intero Paese?”, domanda sempre Rete.

Il movimento di maggioranza afferma nella stessa nota che “è stata parte attiva di molti referendum nei propri otto anni di attività politica, ma sempre con la volontà di vincere, nell’interesse della cittadinanza, mai piegando un così nobile istituto giuridico a ingannevoli artifizi”.

“Sulla giustizia sammarinese, però, non ci sarà buio in eterno – assicura infine Rete – perché il sole torna sempre, prima o poi. E i primi a volere questa nuova alba sono stati proprio i cittadini lo scorso 8 dicembre”.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy