San Marino. Rf e le assunzioni in Carisp: “Dov’è un piano che punti al contenimento dei costi?”

“Cosa è cambiato? È così che vengono usate le decine, o meglio centinaia di milioni di euro che il Governo ha buttato in Cassa di Risparmio nell’ultimo anno, tra rimborso di prestiti pregressi e titolo irredimibile? Per fare assunzioni di figure certamente non essenziali alla banca?”.

Sono le domande che Repubblica Futura pone a mezzo stampa in merito alla gestione del primo istituto di credito della Repubblica di San Marino, da diversi anni ormai interamente di proprietà dello Stato.

A scatenare la perplessità del partito di opposizione è la notizia dell’assunzione nell’istituto di Marco Nicolini, consigliere di Rete, sottolineando che l’amministratore delegato è il prof. Gianfranco Vento, “nominato proprio da Rete ed il cui CDA è per 4 consiglieri su 5 espressione della maggioranza”.

“Noi siamo fra quelli – scrive Rf – che pensano che un consigliere, al pari di ogni altro residente in questa Repubblica, nel momento in cui si trova disoccupato (in quanto la politica non garantisce una retribuzione certa) abbia tutto il diritto di cercarsi una occupazione, partecipando a tutti i concorsi o selezioni che ritenga, compresi ovviamente quelli banditi da Cassa di Risparmio (che pare abbia avviato, qualche tempo fa, la ricerca di 4 figure professionali aprendo una “selezione” pubblica). Certo – continua – a parti invertite Rete avrebbe gridato al complotto, al clientelismo più becero, avrebbe fatto interpellanze e inondato i giornali di sospetti, veleni e illazioni, e certamente avrebbe parlato di assunzioni pilotate di politici di maggioranza.
Ma noi siamo orgogliosamente diversi da Rete ed invece di spargere illazioni preferiamo pensare che Nicolini sia stato scelto per le sue capacità ed esperienza, non per la sua appartenenza politica. E gli facciamo i migliori auguri di buon lavoro”.

Nel mirito di Rf è “la gestione di Cassa di Risparmio e le sue logiche”.

“Qualche mese fa – si legge ancora – bisognava ridurre i costi e la maggior parte dei dipendenti ex Asset sono stati lasciati a casa.
Poi bisognava ancora ridurre i costi, e allora sono stati fatti da Carisp una serie di prepensionamenti (spesso con significativi “incentivi” per l’esodo) pur di ridurre il personale.

Oggi, invece, vengono fatte 4 assunzioni.
Una delle quali addirittura per una figura certamente non essenziale, cioè un operatore di sportello, il cosiddetto “cassiere” (almeno così era emerso dagli avvisi pubblici emessi da Carisp).

Dov’è un piano di gestione per Carisp, che non si basi solo sul continuo foraggio dello Stato e che punti al contenimento dei costi?”.

Leggi il comunicato integrale

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