San Marino. Riciclaggio altra condanna definitiva, Antonio Fabbri

Riciclaggio, altra condanna definitiva: 1,5 milioni verranno incamerati dallo Stato

Antonio Fabbri

Era denaro frutto di frode, bancarotta e fatture false Annullata, invece, la confisca per equivalente

Sentenza definitiva per il caso che vedeva imputato Flavio Montini, imprenditore bresciano accusato di avere movi- mentato e occultato sul Titano denaro ritenuto frutto di reati di frode fiscale, appropriazione indebita, bancarotta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Si è trattato di movimentazioni di denaro ingenti, per un ammontare complessivo di oltre dieci milioni di euro.

Il Giudice delle appellazioni David Brunelli ha nella sostanza confermato la sentenza di primo grado, riconoscendo come confermata la provenienza illecita del denaro. Ha tuttavia rilevato come, secondo al norma, nel caso del riciclaggio possano essere sottoposte a confisca le somme che risultano essere “il profitto” della movimentazione di denaro sporco. Profitto che, verosimilmente, corrisponde all’intera massa di denaro movimentata nel caso dell’autoriciclaggio, laddove l’autore dell’occultamento del denaro è anche l’autore del reato presupposto e, quindi, colui che percepirebbe l’intero profitto dei reati commessi.

Nel caso del riciclaggio, invece ad occultare il denaro è un terzo – nel caso specifico era il fratello dell’autore del reato presupposto – e quindi va in tale caso calcolato quale è il profitto che deriva all’accusato di riciclaggio dalla sola azione di occultamento e non anche dal reato presupposto. Questa la spiegazione per la quale il Giudice delle Appellazioni David Brunelli, anche richiamando le sentenze emesse dal collega Caprioli, ha ritenuto di confermare la confisca del denaro già sotto sequestro, ritenuto appunto il profitto del riciclaggio, pari a 1.5050.594,97 Euro. Allo stesso tempo ha però annullato la confisca per equivalente che in primo grado era stata stabilita fino a 10,3milioni. La sentenza è stato confermata, per le restanti parti, confermata con una condanna a 5 anni e mezzo di prigionia , due anni di interdizione dai pubblici uffici e multa di 1.200 euro.

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