San Marino. Riciclaggio, prosegue il processo a carico di Santonastaso

Prosegue il processo per riciclaggio da 1,8 milioni a carico di Michele Santonastaso

Antonio Fabbri

Prosegue il processo per riciclaggio, del denaro ritenuto frutto dei reati dei clan, a carico di Michele Santonastaso , in Italia definito “l’avvocato della Camorra”, perché in passato difensore nel processo “Spartacus” del clan Bidognetti. Il processo è ripreso davanti al giudice Battaglino. Santonastaso nel procedimento sammarinese è accusato – assieme ai figli Irene, Giuseppe e Claudio e Teodoro Iannota ritenuto un prestanome – di avere portato a San Marino il provento delle attività dell’associazione per delinquere di stampo camorristico alla quale prestava i suoi servigi legali.

Secondo l’accusa i soldi sul Titano cominciò a portarli nel 2001, quando aprì un conto presso Cassa di Risparmio sul quale versò 1.782.314,95 in contanti investendo poi il denaro in pronti contro termine.

Nell’udienza di ieri hanno deposto i funzionari dell’Aif che avevano curato le segnalazioni di operazioni sospette, poi sfociate nell’indagine penale, e l’ispettore di polizia giudiziaria. Sentito come testimone anche l’avvocato Alberto Francini, nel cui studio venne disposta nel 2015 sequestro di documentazione, in quanto era il legale che curò, a suo tempo, le pratiche di costituzione e trasferimento quote della società “Pintemps”, srl a giudizio come persona giuridica e riconducibile a Santonastaso. Tra l’altro Santonastaso, dopo la revoca della sospensione dall’ordine di Santa Maria Capua Vetere, in funzione di intervenute modifiche normative, è tornato a fare l’avvocato e nel processo sammarinese sta in sostanza conducendo la propria difesa, pur essendo domiciliato presso l’avvocato Nicola Maria Tonelli.

Nel processo di ieri Santonastaso ha fatto leva sulle vicissitudini del fascicolo, che sono state travagliate, sostenendo che la situazione non sarebbe cambiata rispetto alla prima archiviazione che ottenne sul Titano e sostenendo che il denaro sia frutto della sua attività di avvocato. Il fascicolo sammarinese, infatti, Dopo le prime segnalazioni del 2009 fu archiviato un paio di anni dopo per impossibilità di procedere per insufficienza di prove. I denari, in un primo tempo congelati, vennero quindi dissequestrati. Ricominciarono, allora, le movimentazioni di quei soldi e, nel 2014, scattarono nuove segnalazioni. Sequestro dei denari e nuovo fascicolo nel 2015 che, dopo le indagini del Commissario della legge Alberto Buriani, è sfociato nel rinvio a giudizio del marzo 2017. Durante la fase istruttoria Santonastaso e gli altri indagati poi rinviati a giudizio, fecero istanza di dissequestro dei fondi. Rigettata sia in appello che in terza istanza. L’avvocato Santonastaso, il cui nome è legato anche alla vicenda delle minacce contro Roberto Saviano e non solo, ha depositato ieri una cospicua documentazione di procedimenti italiani che lo riguardano, tra cui, appunto, le carte del processo che lo vede contrapposto a Saviano.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 6 febbraio, quando Santonastaso verrà interrogato dal giudice o potrà rendere dichiarazioni spontanee. Poi sarà fissata con tutta probabilità una successiva udienza per le conclusioni.

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