San Marino, Salva stipendi, Marco Tura (Cdls): ‘il messaggio e’ arrivato forte e chiaro’

SALVA STIPENDI: IL MESSAGGIO E’ ARRIVATO FORTE E CHIARO

Marco Tura interviene sul risultato referendario di Domenica 20 Ottobre e rimette il suo mandato al Consiglio Confederale CDLS.

SAN MARINO 21 OTTOBRE 2013 – Ho innanzitutto  il dovere di ringraziare gli oltre 14 mila cittadini che domenica 20 ottobre si sono recati alle urne, e in modo particolare ringrazio i 10.025 elettori che hanno votato SI al referendum Salva Stipendi.

 Eppure questa grande maggioranza di elettori non è bastata per vincere: domenica sera in molti definivano il risultato referendario una sconfitta numerica, ma una chiara e robusta vittoria politica.

Avremo tempo per analizzare meglio i numeri, di certo oggi sento l’obbligo di assumermi la responsabilità di questa ‘sconfitta numerica’ e di rimettere il mio mandato al Consiglio Confederale.

E’ tuttavia sotto gli occhi di tutti la sconfitta, questa sì politica, dei due maggiori partiti della coalizione di governo. Due forze di larga tradizione popolare hanno infatti affrontato il problema delle paralisi contrattuali e della difesa delle retribuzioni dei lavoratori dando indicazioni volutamente ambigue agli elettori: uno lasciando una libertà di voto mascherata da no, l’altro indicando di votare scheda bianca.

Una scelta dettata da sottovalutazione mista a menefreghismo, una scelta sonoramente bocciata dalla loro stessa base popolare.

Più delle parole, contano e pesano i numeri. Lampante è il parallelismo: il  Referendum Salva Stipendi ha totalizzato 10.025 consensi (9.600 dall’interno); la coalizione di governo “Bene Comune” ha raccolto 10.028 voti (9.150 dall’interno). A questo punto viene da chiedersi come il Governo possa perseverare nella sua ottusa indifferenza, senza cioè prendere una decisione concreta che rispetti il risultato referendario, perché è chiaro a tutti che la maggioranza dei sammarinesi ha prepotentemente scritto sull’agenda politica e di governo il tema contratti e delle retribuzioni.

Di certo abbiamo sfiorato il miracolo, il 50% dei cittadini residenti a San Marino ci ha dato ragione e ci affidano l’obbligo di continuare questa battaglia per dare dignità al loro voto. Una battaglia che alla fine si è scontrata con illogici tecnicismi legati al calcolo del doppio quorum. Stranezze e anomalie legislative per altro riconosciute dalle stesse forze politiche e parzialmente archiviate con una nuova legge referendaria che abbassa il quorum.

Domenica 20 Ottobre il messaggio è arrivato chiaro e forte: per i sammarinesi il nodo delle paralisi contrattuali e della difesa delle retribuzioni è centrale, noi continueremo questa battaglia per non tradire le speranze di diecimilaventicinque sammarinesi.

Marco Tura

Rappresentante Comitato Promotore

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