San Marino. Titano bond piazzato, titoli per 340 milioni di euro

Piazzato il Titano bond. Titoli per 340 milioni di euro al tasso del 3,25%

Antonio Fabbri

Il Titano bond è stato piazzato sul mercato. Si tratta di titoli per un importo di 340milioni di euro con scadenza a tre anni con interesse del 3,25%. Il via libera alla collocazione del Titano bond, dopo il roadshow della scorsa settimana, era stato dato ieri in mattinata dal governo.

I parametri iniziali vedevano una collocazione di titoli per un importo complessivo pari a 300milioni di euro, ad un tasso del 3,75%. L’interesse suscitato dall’emissione sammarinese ha visto raccogliere in poco tempo offerte per quasi 1,4 miliardi di euro. Questo ha consentito di chiudere l’operazione con un tasso del 3,25%, inferiore rispetto a quello con il quale si era partiti e, stante la grande richiesta, si è pensato di allargare l’offerta iniziale di emissione dei titoli da 300 milioni a 340 milioni.

“Questo consente di dare soddisfazione a chi ha creduto in maniera importante nel nostro Paese, e allo stesso tempo di avere una diffusione maggiore di questa obbligazione di Stato”, ha detto con soddisfazione il Segretario di Stato alle finanze Marco Gatti. “Oggi per San Marino – ha aggiunto il Segretario agli esteri Luca Beccari – è stato un giorno molto importante, perché con questa operazione alla quale stiamo lavorando da diversi mesi, attuiamo uno dei nostri primi orientamenti. Siamo sempre stati convinti che il fabbisogno di risorse finanziarie dello Stato dovesse essere soddisfatto attraverso l’accesso al mercato internazionale. Credo che il lancio di una operazione come quella di oggi, avvenuto attorno alle 9 e 30 e che ha raggiunto in poco tempo quasi 1,4 miliardi di richieste di acquisto, sia dimostrazione di una grande fiducia che il mercato ha accordato a San Marino e un grande apprezzamento per la nostra economia. Il tasso di interesse è in linea con altri titoli di Stato di pari rating rispetto al nostro e soprattutto è un tasso in linea con quello del prestito ponte, ma con un orizzonte di durata più lunga”.

L’operazione “conferma – prosegue Beccari – la capacità per San Marino di potersi proporre anche sul mercato. Questo richiede lavoro, per un Paese che non ha storia di emissione di debito pubblico sul mercato internazionale. Si è dovuta costruire una strategia di approccio al mercato, valutando il momento migliore per uscire. Si è deciso di farlo adesso e dopo aver messo a punto alcuni interventi prioritari: la conversione del 5 ter in debito irredimibile, che consente di consolidare la situazione in Cassa di risparmio; dopo un anno di analisi degli effetti del Covid nel quale la nostra economia, per quanto provata, si è dimostrata anche piuttosto resiliente. Tutte queste condizioni insieme ci hanno consentito di guardare con fiducia a questo momento. E’ un primo mattone fondamentale per la ripartenza del nostro paese – dice Beccari – Ci sono adeguate risorse finanziarie e sono un punto da cui partire per avere una stabilità finanziaria e per avere poi terreno di manovra”.

Per il Segretario Gatti “veniamo ripagati delle politiche che ha messo in campo il governo per sostenere l’economia. Hanno ripagato le politiche in atto su Carisp, che le hanno consentito di sviluppare un piano industriale credibile. Hanno ripagato le scelte di non ricercare l’obiettivo a qualunque costo, ma di avere pazienza. Ha pesato anche la fiducia accordataci con il prestito ponte cocesso da un investitore importante come Cargill”, ha detto Gatti. La platea degli investitori è ampia. “Quasi 180 investitori istituzionali diversi, cosa che dimostra un apprezzamento generale per l’emissione. Il bond verrà quindi polverizzato su un larghissimo numero di investitori”, dice il Segretario Beccari. Investitori istituzionali, dunque, interessati al Titano bond, ovvero banche, fondi, family offices e anche qualche soggetto assicurativo. Concretamente adesso dovrà essere emanato il Decreto delegato e l’emissione andrà formalizzata dal punto di vista amministrativo.

I Segretari di Stato prevedono tempi tecnici che dovrebbero vedere entro la prossima settimana l’arrivo della liquidità legata all’emissione. Remunerare il bond costerà circa 11 milioni all’anno di interessi allo Stato, mentre la remunerazione degli intermediari è “inferiore all’1% del valore complessivo del bond”, assicura il Segretario alle finanze Gatti. L’emissione oltre alle ricadute dirette dovute alla disponibilità finanziaria per lo Stato, avrà anche riflessi importanti sul piano economico complessivo, secondo gli esponenti di governo. “Rappresenterà la consapevolezza importante che il Paese può ricorrere al mercato per finanziarsi. Questo consente di gestire al meglio il debito e migliorare performance economiche dello Stato. Consentirà di onorare i debiti interni reimmettendo liquidità nelle nostre banche che potranno svolgere il loro ruolo di finanziamento e sostegno delle imprese. Ricorrere ancora alle risorse interne avrebbe rappresentato una involuzione. Introdurre una nuova risorsa finanziaria – dice Beccari – è dare ossigeno al nostro sistema, abbassare il debito interno ed estinguere il prestito ponte. Non è possibile sostenere lo sviluppo senza risorse provenienti dall’esterno, senza nuova finanza e ossigeno che abbassano il debito interno. Per operare riforme e interventi ci vuole stabilità finanziaria”. Insomma un primo passo per l’apertura del sistema verso l’esterno, rilevano i membri di governo.

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