San Marino, una ‘cattiveria’ tutta italiana per il rappresentante fiscale

L’ abolizione del rappresentante fiscale
che potrebbe mettere a breve in seria difficoltà le imprese della Repubblica di San Marino non è una necessità derivante da una nuova normativa sull’Iva introdotta dalla Unione Europea come fino ad ora si era inteso.

Ma è, per così dire, una ‘cattiveria’ tutta italiana, che si aggiunge fra l’altro proprio in questi stessi giorni a quella del blocco dei vaglia postali.

A rivelarlo è San Marino Oggi.

L’Italia infatti, oltre a
recepire la nuova normativa
Iva in base ai dettami comunitari,
ha anche inserito di
sua iniziativa l’abolizione della
figura del rappresentante
fiscale, strumento molto utilizzato dalle aziende
sammarinesi
che commerciano con il
Belpaese.

In base infatti agli
accordi stipulati negli anni
tra Roma e San Marino, le
modalità per emettere fattura
in Italia erano in sostanza di
tre tipi. Quella classica senza
iva, in quanto San Marino è
un paese che non ha adottato
il regime dell’Iva.
Ma questo
costringe chi riceve la fattura,
ossia le imprese italiane, a
tenere un doppio registro per
l’Iva, procedura quantomeno
brigosa.

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