Se questo è il sindacato. Loris Pironi, Fixing

EDITORIALE – Se questo è il sindacato… Di Loris Pironi        
Venerdì 29 Giugno 2012  
di Loris Pironi
Se questo è il sindacato.
Se il sindacato è quello che scrive alle aziende associate all’Anis per fare polemica non con Anis ma con il nostro giornale, “colpevole” (lo diciamo così, beatamente, con il sorriso sulle labbra) di aver scritto, nell’editoriale della scorsa settimana che “è il momento dell’unità e non della divisione” e che è sbagliato l’atteggiamento del sindacato nel mostrare i muscoli (per motivi interni è nostra opinione, ma l’abbiamo già scritto ed è un’altra storia) in questa particolare fase.
Beh, se questo è il sindacato con cui abbiamo a che fare, allora è il momento di qualche altra puntualizzazione. La prima. Confondere l’editore di un giornale con il suo direttore (l’editoriale poi era pure firmato…) è mancanza di onestà intellettuale. Significa non rispettare non solo le opinioni altrui, a questo purtroppo siamo abituati, ma anche il ruolo pubblico del proprio interlocutore. E il serio lavoro di una redazione composta di lavoratori. E questo, cari signori del sindacato, proprio da voi è inaccettabile. Una bella metaforica bacchettata sulle dita non ve la toglie nessuno.
Poiché Fixing non ha bisogno di nascondere la propria proprietà ma fa un vanto della propria trasparenza, le opinioni che i giornalisti di Fixing espongono su queste pagine non sono sottoposti a controllo preventivo, censure o suggerimenti assortiti. È la nostra voce, che vi piaccia o no. E dell’opportunità di snocciolare questo pistolotto ringraziamo i simpatici Merlini&Felici, perché ogni tanto rinfrescare la memoria, male non fa. Venendo invece ai contenuti dell’editoriale e a quelli della lettera di risposta “ad interposta persona”, ci fa sorridere il fatto che bellamente nella missiva in questione è stato dimenticato di evidenziare che abbiamo scritto che il sindacato ha le sue ragioni e che fa bene a portarle avanti. Questo avrebbe forse reso l’idea di un quadro generale che non era affatto né fazioso né strumentale, ma non importa. Il concetto resta. E il concetto, lo ribadiamo, è che lo sciopero della settimana scorsa è stato inopportuno. Ed è pure stato un flop, aggiungo adesso (mia opinione personale naturalmente, messaggio diretto ai due già citati responsabili della Fli-Csu).
Vogliamo parlare di numeri?
Se non fossimo stati stuzzicati l’avremmo evitato, per pietà. Settecento persone c’erano, sul Pianello. Molti erano italiani, frontalieri, scontenti di come sono stati trattati finora dalle autorità di San Marino. Scontenti del sindacato. L’80% dei manifestanti era composto da dipendenti di aziende ANIS, sostengono Felici&Merlini. Sarà anche vero, ma molti degli scioperanti hanno disertato la manifestazione per andare al mare. E la manifestazione intanto ha creato malumori tra i lavoratori. E anche dissidi interni alla Csu, checché ne dicano i citati. A luglio ci sarà un’altra giornata di sciopero? È vero, non è facile prevedere quale sarà la risposta dei lavoratori.
Ma se volete, io – personalmente – con Merlini e Felici potrei scommetterci una pizza. Anzi due…
 
 

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