“South Out there”, 4.000 visitatori, a Palazzo Zorzi a Venezia

“South Out there”, 4.000 visitatori, a Palazzo Zorzi a Venezia

Almeno quattromila persone hanno visitato la mostra “South Out there”, organizzata dalla Repubblica di San Marino, in collaborazione con la Fondazione

Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino-Sums, tra il 14 settembre e il 23 novembre, a Palazzo Zorzi, sede veneziana dell’Unesco. La notizia e’ arrivata durante la conferenza stampa conclusiva della manifestazione, oggi a Venezia, alla presenza

del Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Fiorenzo Stolfi,

il commissario Leo Morganti, il commissario aggiunto e curatore della mostra, Gaddo Morpurgo, l’ambasciatore presso l’Unesco Edith Tamagnini, la responsabile della sezione Cultura dell’Unesco, Irina Ivancich Marchesi. La mostra e’ stata inaugurata dal

Segretario di Stato per la Cultura, Francesca Michelotti, ha ricordato il Segretario di Stato Stolfi, e oggi “faccio un bilancio di questa iniziativa che abbiamo fortemente voluto”. Il ritorno di San Marino a Venezia dopo un’assenza di oltre 20 anni e’, dunque, un evento importante e “la Repubblica ha a cuore che la collaborazione con la Biennale prosegua”, ha aggiunto il Segretario di Stato. Ora, con l’inserimento di San Marino nella lista del patrimonio Unesco, “abbiamo portato al massimo il raccordo con l’organizzazione figlia dell’Onu”.

Inoltre “la mostra ha una valenza sociale fondamentale, il nostro ritorno alla Biennale doveva avere un tocco particolare e cosi’ e’ stato”. Il Segretario di Stato ha sottolineato il piu’ vivo interesse della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri per le importanti finalita’ insite nel progetto che ben si iscrivono nel solco di una tradizione improntata ai valori del rispetto dei diritti dei piu’ deboli, dalla solidarieta’ e degli interventi di carattere umanitario. Valori, questi ultimi, che anche di recente hanno caratterizzato l’impegno sammarinese nel contesto internazionale. “Mi auguro – ha poi aggiunto il Segretario di Stato – che questa mostra possa dare dei risultati concreti. Vorremmo essere presenti anche nel 2009 alla Biennale di Arte, tanto che da qualche tempo si sta pensando di mettere insieme i piccoli Stati d’Europa” (San Marino, Monaco, Liechtestein, Islanda, Lussemburgo, Montenegro, Andorra, Malta, Cipro) con i loro artisti per una partecipazione collettiva. Nei giorni scorsi, inoltre, il presidente della Biennale si e’ compiaciuto “del nostro ritorno e ci ha invitato a proseguire per questa strada- ha concluso Stolfi -. Credo dunque che le condizioni per abbinare la presenza di San Marino alla Biennale con un occhio attento alla solidarieta’, come e’ nella tradizione della Repubblica, ci sia”. Il bilancio della mostra e’ assai positivo, ha confermato Morganti: “Era forse impensabile all’inizio che ci fosse tanta partecipazione, visto che la mostra e’ fuori dal circuito classico della Biennale”. Invece, il progetto “di grande sostanza e interesse sociale ha ottenuto molti consensi” Per Marchesi, che ha voluto ricordare con grande onore la presenza della Repubblica all’Unesco, “si puo’ creare un divario tra nord e sud del mondo, e questa mostra presenta opere che non sono solo di architetti famosi, ma anche di giovani che hanno utilizzato materiali solitamente accantonati per un riutilizzo utile per questi Paesi”. Edith Tamagnini, invece, ha detto che sapere che San Marino “viaggia sui binari dell’atto costitutivo dell’Unesco per noi e’ fonte di stimolo e di grandi idee. Ci stiamo avvicinando al 10 dicembre quando l’Onu festeggera’ i 60 anni della dichiarazione dei diritti dell’uomo”. In conclusione Morpurgo ha voluto ricordare che “la mostra e il lavoro che ne e’ uscito si e’ realizzato in pochi mesi, un’eredita’ culturale che mi auguro porteremo avanti, senza l’omologazione con cio’ che accade fuori confine”. Il segretario di Stato Fiorenzo Stolfi ha voluto ringraziare il commissario sammarinese architetto Leo Morganti, il commissario aggiunto e curatore della mostra, Gaddo Morpurgo, l’ambasciatore presso l’Unesco, Edith Tamagnini, il Console Lorenza Bottoni Mel.

(Agenzia AGI)

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