Stefano Elli di IlSole24Ore: Chi comandera’ sul Titano

IlSole24Ore

Denaro e frontiere

Chi comanderà sul Titano

La tengentopoli locale rischia di trasformare gli equilibri di potere interni a San Marino. Chi è il ‘pole position’

Stefano Elli

Chiamiamola Titanopoli. L’inchiesta in corso nella Repubblica di San Marino sul conto della Banca commerciale sammarinese, battezzato Mazzini, su cui sarebbe transitato un fiume di danaro destinato al pagamento di tangenti a uomini politici, ha, sin qui, portato ai Cappuccini (il carcere della Rocca) l’ex Segretario di Stato Claudio Podeschi, ma rischia di modificare completamente lo Skyline politico del Titano.Per la prima volta esponenti di primo piano dei partiti locali, sino qui considerata una casta di intoccabili, sono presi d’infilata da un’offensiva giudiziaria di cui non si rammenta precedenti. E mentre ci si interroga sul destinatario della prossima ordinanza di custodia cautelare, si cerca di analizzare i futuri assetti ed equilibri di potere che stanno delineandosi in una stagione politica e istituzionale di trasformazioni che, in realtà, ha iniziato a dare i primi segni di sé anni fa, almeno un lustro fa.

In occasione dello scudo ter, voluto da Giulio Tremonti nel 2009.2010 e che ha, di fatto, piegato le ginocchia al sistema. Uno dei primi segnali di mutazione interna va cercato nel cambio di guardia ai vertici di Banca Centrale di San Marino. Dopo la presidenza di Antonio Valentini, venne chiamato in Via del Voltone Ezio Paolo Reggia, nome noto nel sistema assicurativo italiano (ex Cattolica). Ma Reggia, diede le dimissioni poco dopo il marzo 2010, in coincidenza con l’ingresso alla direzione di Mario Giannini, fratello dell’es presidente Isvap Giancarlo, oggi indagato per corruzione a Milano. Nel dicembre dello stesso anno alla presidenza della banca venne chiamato Renato Clarizia, giurista, autore, tra l’altro, di un saggio sulla cessione del contratto e sui suoi effetti, un passato come docente all’Università di Urbino. Clarizia è un ‘pendolare’, viaggia tra San Marino e Roma dove divide lo studio con Sergio Gemma, altro nome noto a San Marino per essere stato commissario straordinario proprio della banca del conto Mazzini, la Bcs, la stessa banca da cui venne sbloccato il bonifico da 1,4 milioni diretto alla società di Claudia Minutillo, indagata a Venezia sulla vicenda Mose.

Ma soprattutto  Clarizia, in virtù dei propri trascorsi accademici urbinati, è in rapporti con un altro ex docente della medesima università. Si tratta di Antonio Nuzzo, già vicedirettore della Luiss di Roma e contitolare dello studio Bussoletti Nuzzo e associati. Lo studio conta 25 tra soci, partner e avvocati  e ha tre sedi: una a Roma, una a Bologna e una, aperta di recente, anche a Rimini.

Ma Rimini non bastava. Per non perdere di vista il Titano lo studio Bussoletti Nuzzo opera da tempo in ‘joint venture’ con un altro studio di San Marino, dato in forte ascesa: Matteo Mularoni.

Nuzzo, che tra l’altro è anche amministratore straordinario della Cit, Compagnia italiana turismo, finita in bancarotta con un  dissesto quantificato in oltre un miliardo di euro, ha ottime entrature, sempre per ragioni accademiche, anche nel Tribunale di San Marino

Valeria Pierfelici, magistrato dirigente, era sua assistente proprio a Urbino e con la supervisione di Nuzzo ha pubblicato un saggio dedicato ai compiti della banca depositaria nei fondi comuni.

Un Tribunale, quello di San Marino, in cui non mancano le tensioni ed i ruoli vacanti: di recente è uscita Rita Vannucci, commissario della legge (sostituto procuratore) e storico punto di raccordo e di riferimento per le procure italiane (Roma, Milano, Forlì, Catanzaro) che hanno indagato su vicende italo-sammarinesi.

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