Stop in Francia alle monete da 500 euro, Italia Oggi

La Francia vieta le banconote da 500 euro.

Abolire le banconote da 500 euro per contrastare l’evasione fiscale.

Passa anche attraverso questa singolare iniziativa la crociata lanciata dal governo di Parigi contro la fuga dei capitali oltreconfine. Almeno secondo il presidente della commissione finanze dell’Assemblea nazionale francese, Didier Migaud, secondo cui «dopo la scomparsa della banconota da 1.000 dollari, la carta da 500 euro rappresenta il valore in contanti più elevato al mondo. E sappiamo che il riciclaggio del denaro sporco passa soprattutto attraverso le operazioni in contante». La provocazione di Migaud costituisce soltanto una delle 30 misure prese in esame dafl’Assemblea nazionale francese per contrastare l’azione dei paradisi fiscali. Al dl là dell’abolizione delle banconote da 500 euro, infatti, il governo di Parigi ha pensato di mettere al bando i pagamenti in contanti per somme superiori ai 3 mila e tiro al dettaglio e ai 1.100 euro all’ingrosso. Non solo. In futuro, potrebbe entrare in vigore una nuova disposizionc che prevede il divieto di ingresso nelle acque territoriali francesi di navi che battono bandiera di comodo di paradisi fiscali e la creazione di una lista dl territori che non collaborano alla lotta contro il riciclaggio di denaro sporco. Per contrastare la fuga di capitali all’estero si è mosso anche il ministro delle Finanze, Eric Woerth, che ha convocato i rappresentanti dell’Associazione bancaria transalpina, l’Fbf, che riunisce 450 banche e istituzioni finanziarie. Al centro del colloquio, il progetto di predisporre entro la fine dl settembre un sistema per lo scambio automatico di informazioni tra le banche e l’Agenzia delle entrate sul modello dl Londra o di Dublino. «Gli istituti di credito dovranno segnalare tutte le operazioni finanziarie che chiamano in causa un centro offshore», ha assicurato il ministro del bilancio francese. «Si va dall’apertura di un conto corrente fino al trasferimento di denaro o alla richiesta di un finanziamento effettuata da persone fisiche o giuridiche residenti in un paradiso fiscale». Una norma, in tal senso, era già stata Introdotta in passato dall’articolo L9OA del codice di procedura fiscale. Ma le concessioni previste dalla legge (richiesta autorizzata di informazioni alle banche nelle transazioni sospette) non sembra sufficiente per stanare la fuga all’estero di fondi ncri. Di qui, la decisione di Woerth di forzare la mano creando un sistema automatico di trasmissione di informazioni dalle banche alle autorità fiscali transalpine.

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