Successo della Festa del Polo del Moderati

C’è soddisfazione in casa dei Moderati. Al termine della consueta festa al parco Ausa, che si è celebrata da giovedì a domenica, Popolari e ANS che hanno organizzato congiuntamente l’edizione2008, chiudono il bilancio in positivo. Soprattutto per quanto riguarda la partecipazione e il gradimento della gente alla formula del dibattito politico sotto il teatro tenda. Il dato più esaltante è proprio questo, probabilmente perché questo è stata l’unica vera occasione pubblica della recente crisi che si è consumata ai piani alti di Palazzo.
Una crisi non solo della maggioranza, ma della politica in generale che, per tutta una serie di cause non riesce più ad essere rappresentativa della popolazione sammarinese, né a cogliere le sue istanze, né tanto meno a risollevare il Paese da una pesante fase di oscurantismo. Il tutto acuito da una legge elettorale che ha portato all’implosione dei rapporti tra partiti, alla frantumazione esasperata e a fibrillazioni che fanno fatica a ricomporsi perfino di fronte ad obiettivi di poltrona. Un vero caos, di cui la gente ha piena consapevolezza. Al contrario dei politici, molti dei quali si ostinano ancora a descrivere una situazione da isola felice e il perseguimento di un bene collettivo di cui, invece, si è persa anche la memoria.
La formula della festa di luglio al parco Ausa è riuscita proprio in questo, cioè a trascinare la politica in mezzo alla gente e farla parlare di problemi reali. Non solo, ma anche a coinvolgere tante persone a partecipare all’organizzazione. Uno staff di circa cinquanta volontari è stata indubbiamente la carta vincente anche di questa sesta edizione: le signore della piadina, della pizza e di tutte le leccornie del finger food; il maestro del kebab, i baristi e il sommelier, i guardiani di notte, i ragazzi della pesca, i montatori che hanno montato e smontato tutte le attrezzature. E perfino i giovani dei bomboloni, alcuni dei quali, dopo la famosa notte di sabato, si sono presentati alla chiusura degli stand, in scarpe da tennis e pantaloncini, per caricare sui camion scatoloni e arredi.
Indubbiamente questo è il lato più bello di una festa politica, perché alimenta la speranza di un futuro migliore.

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