Sul presidente della Fondazione San Marino

Eccellenze,


Colleghi Consiglieri,


con questo comma, certamente uno tra i più attesi ed importanti dello scarno e – mi sia consentito – inconsistente Ordine del Giorno stilato dal Governo per la corrente sessione consigliare, si procede alla nomina del nuovo Presidente della Fondazione San Marino Cassa di Risparmio – S.U.M.S.


Un comma atteso perché, a prescindere dal risultato finale, si sancirà la definizione del vertice della Fondazione, socio unico del principale istituto di credito sammarinese che solo qualche mese fa ha visto decapitare i propri vertici a seguito di un’indagine promossa dalla procura di Forlì.

Un comma importante perché la Cassa di Risparmio, non solo è il più antico istituto di credito della nostra Repubblica -risalendo le sue origini al 1882- ma una vera e propria Istituzione del nostro Paese in cui tutti i sammarinesi si riconoscono.


La Cassa ha percorso più di un secolo di vita al fianco di tutti i cittadini sammarinesi ed ha contributo in maniera fattiva, sostanziale ed operante al progresso civile, sociale, culturale ed economico sammarinese.


Si è sempre dimostrata un’azienda solida, equilibrata e sicuramente sarà in grado di superare questo momento di difficoltà.


In questi mesi però abbiamo vissuto con molta apprensione e preoccupazione quello che è successo attorno alla CARISP.


Perché ciò che le è successo è stato alla pari di un vero e proprio terremoto.


Nei limiti del possibile e, soprattutto delle nostre possibilità di piccola forza di opposizione, abbiamo cercato di vigilare sulla CARISP affinché non ci fossero forze capaci di approfittare della situazione per mettere le mani sulla Cassa di Risparmio.


La convinzione che ci aveva, infatti, mosso era quella di non permettere che ciò avvenisse perché questo sarebbe stato un affronto che il Paese non avrebbe permesso.


In questi mesi però troppe sono state le luci e le ombre che ancora serpeggiano attorno al presente ed al futuro della Cassa.


Mi sono trovato concorde – ad esempio – con il giudizio e le parole espresse a “botta calda” ad un’agenzia di stampa da parte del Coordinatore di Alleanza Popolare Mario Venturini, quando ho appreso della nomina del nuovo Presidente del Consiglio di amministrazione CARISP.


Il nostro ovviamente non è un giudizio contro la persona designata e che, in questi mesi, opera per l’Istituto.


Però anche io, come poi lo stesso Venturini, sono rimasto “scocciato” di questa scelta ben sapendo che non era di nostra competenza ma degli organismi preposti.


Avremmo sicuramente infatti preferito di gran lunga un cittadino sammarinese alla guida della CARISP, così come abbiamo sostenuto anche per Banca Centrale.


L’aver svenduto i posti che contano non aveva giustificazioni anche perché, in questo caso, ci sarebbero stati sammarinesi con capacità tecniche e le qualità giuste per ricoprire tale ruolo.


La stessa acquisizione del Gruppo Delta da parte di soggetti italiani ci lascia molte perplessità soprattutto su quello che sarà il riposizionamento della Cassa di Risparmio terminata questa operazione e le ricadute negative che tale operazione potrà avere sul bilancio dell’istituto.


Non voglio poi parlare del memoriale anonimo circolato anche qui in Consiglio.


Memoriale che ricordiamolo comunque ha scatenato una serie di conferme da parte di alcuni soggetti direttamente interessati.

Eccellenze,


Colleghi Consiglieri,

Il Consiglio Grande e Generale è, oggi, chiamato a deliberare sul nome del nuovo Presidente della Fondazione “SUMS”, ovvero la proprietà della Banca.

Già da inizio estate circolava il nome di un candidato eccellente alla presidenza della Fondazione, il collega Tito Masi.


Oggi vi è l’ufficializzazione di questa candidatura, da parte del Governo, per conto della maggioranza.

E’ difficile e sempre sgradevole dare un giudizio su un collega, che oggettivamente ha un curriculum professionale rilevante e ha fra le esperienze passate anche la Presidenza della stessa Cassa di Risparmio.


I Democratici di Centro, in fasi alterne, hanno avuto momenti di scontro e di collaborazione con il collega Tito Masi.


Gli abbiamo riconosciuto anche recentemente, da Presidente della Commissione Affari di Giustizia, un impegno costante teso al dialogo tra le parti sia esse di maggioranza che di opposizione e soprattutto un’autonomia marcata anche rispetto alla stessa maggioranza di fronte a situazioni e vicende oggettivamente complesse.

Ci siamo anche duramente scontrati, durante la recente campagna elettorale, quando AP ha scelto di rompere l’alleanza di centro sinistra.


Nonostante i toni e lo scontro pesante non possiamo che dire però che il rispetto personale non sia mai mancato.

E questo non è un fattore secondario, specialmente in politica.

Eccellenze,

la maggioranza ha indicato il suo candidato.

Ne ha la facoltà e, sulla carta, i numeri per poterla esprimere: è una regola della democrazia.


Il nostro non è un atteggiamento né consolatorio, né dimesso.


Sta al Patto per San Marino l’onere della prova, non certamente a noi.


A prescindere dall’esito finale la nostra attenzione sul futuro della Cassa di Risparmio non potrà che rimanere inalterata.


E’ un impegno che i DdC devono e vogliono mantenere con il popolo sammarinese.

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