Sulla nomina del Presidente della Fondazione San Marino

“Ogni cosa ha il suo prezzo, ma nessuno saprà quanto costa la mia libertà” – (Venderò – Eugenio Bennato – 1976). “Mi sono interrogato a lungo sulla lenta metamorfosi di Alleanza Popolare e sul significato politico della nomina di Tito Masi a Presidente della Fondazione SUMS. Il motivo di questa lunga riflessione scaturisce dal vivere una sorta di deja vu al contrario dove i pezzi si ricompongono come roteando indietro nel tempo, ma dove la sensazione generale che permane alla fine della scena è amara.

Il tutto è come una sorta di viaggio nel tempo dove si sanano gli errori commessi nel passato ma dove il giudizio sul presente si traspone in maniera non positiva.

Diverse immagini si susseguono con cadenza temporale ben definita nella mia memoria: incominciano con una mancata riconferma alla presidenza della Cassa di Risparmio e diversi gesti di irriconoscenza che si perdono nel lontano passato, poi lentamente si torna alla riappacificazione, prima con l’incarico a Strasburgo dato alla vigilia di una campagna elettorale, poi con il ritorno in pompa magna alla Segreteria agli Affari Esteri – per salvare il Paese, sia beninteso – e infine con la presidenza alla Fondazione SUMS – Cassa di Risparmio che avverrà nel prossimo Consiglio.

Niente da eccepire sulle persone, sulla loro competenza, professionalità e capacità; massima stima e massima apertura di credito fino a prova contraria, a parte qualche possibile conflitto di interessi in famiglia.


La sensazione amara che rimane è dovuta al fatto che il regista-burattinaio è sempre lo stesso: contrastato, combattuto, contestato con la massima forza quando dice di no – fino alle scissioni e alla fondazione di Alleanza Popolare nei primi anni novanta – tollerato, supportato, guardato amorevolmente quando, come oggi, riconsegna quel che prima ha tolto.


Tutta l’area di sinistra che ha votato Alleanza Popolare, ammaliata dalla fermezza morale con la quale essa combatteva il nemico, oggi si può ritrovare mestamente nelle parole della bellissima canzone di Eugenio Bennato.

I democristiani sono e saranno sempre democristiani anche se bravi, onesti e competenti”.

Alessandro Rossi

Coordinatore di Sinistra Unita

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