Sulla riforma della Pubblica Amministrazione

Nella seduta di giovedì 23 luglio, il Consiglio Grande e Generale ha approvato quattro progetti di legge che danno avvio al processo di riforma della Pubblica Amministrazione. Dopo anni di tentativi di riordino di questo settore e di promesse non mantenute, il governo e la maggioranza del Patto per San Marino hanno onorato uno dei più qualificanti impegni del loro programma dopo pochi mesi dall’inizio della legislatura.
Il pacchetto dei provvedimenti comprende, oltre ad una legge quadro che indica i percorsi e le finalità della riforma, la separazione delle competenze fra la parte politica e quella amministrativa; la responsabilità dei dipendenti pubblici; le modalità di selezione del personale; compiti, responsabilità e incompatibilità dei dirigenti il cui arruolamento non prevede più la “chiamata” del Congresso di Stato.
Il risultato conseguito rappresenta un successo di straordinario rilievo. Grazie alla volontà ed alla determinazione di governo e maggioranza, è stato portato a compimento un lavoro apprezzabile nei contenuti e importantissimo dal punto di vista politico. Questo spiega il fastidio e la rabbia di alcuni consiglieri di opposizione che, durante il dibattito, anziché riconoscere che i progetti approvati erano in gran parte gli stessi – nell’impostazione, nella filosofia ma anche nei contenuti – su cui si erano confrontati governo e maggioranza di centro-sinistra, hanno preferito prendere le distanze dalla riforma adottando incomprensibilmente la scelta politica del “muro contro muro”.
Probabilmente l’opposizione non dava molto credito al Patto per San Marino sulla riforma della Pubblica Amministrazione. La presunzione che solo la sinistra è capace di realizzare le riforme di cui il Paese ha bisogno e la previsione che la parte “conservatrice” del Patto avrebbe agito da freno ad ogni provvedimento innovativo, sono state clamorosamente smentite. I fatti dimostrano che le riforme che Alleanza Popolare non è riuscita a fare con la sinistra, ha cominciato a farle con la Democrazia Cristiana e gli altri alleati.
Alleanza Popolare esprime soddisfazione per questo grande risultato e ringrazia il Segretario di Stato Valeria Ciavatta per l’impegno che ha profuso al suo raggiungimento. Le cornacchie che volevano il governo in crisi prima di ferragosto sono state spennate, l’opposizione è divisa, Riforme e Libertà è defunta. Così sia.

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