Teatro Dimora Mondaino. ‘Oltre il giardino’, una residenza lunga un anno

MONDAINO (Rimini). Luogo di accoglienza e cura dei processi creativi, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, a partire dal 2016, ha dato vita ad un progetto speciale chiamato Oltre il giardino. L’idea è quella di accogliere per un anno un artista nomade in residenza, con la facoltà di vivere il Teatro Dimora e il bosco dell’Arboreto come se fossero una “seconda dimora”. Quest’anno l’artista nomade è Roberto Latini – Fortebraccio Teatro. 

Il progetto speciale Oltre il giardino dà linfa a un desiderio che Fabio Biondi – direttore artistico de L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino – coltiva da molto tempo: “accogliere per un anno un artista nomade in residenza, con la facoltà di vivere il Teatro Dimora e il bosco dell’Arboreto come se fossero una “seconda dimora”. Ogni anno, Oltre il giardino, sarà un laboratorio del contemporaneo per riflettere e agire sui processi di creazione e produzione, lavoro e convivio, solitudini e incontri. Quest’anno l’artista nomade è Roberto Latini – Fortebraccio Teatro.” 

Così, dal 20 al 22 aprile Roberto Latini accompagnato dal musicista Gianluca Misiti, torna per la seconda volta in residenza creativa al Teatro Dimora, impegnato nel processo di ricerca e produzione dello spettacolo Amleto – Die FortinbrasMaschine, una produzione di Fortebraccio Teatro con la collaborazione di L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino. 

Roberto Latini racconta così la sua partecipazione al progetto Oltre il giardino: 

“L’arboreto – Teatro Dimora mi propone di avere a che fare col tempo.

Di prendermi tempo. Di mettermici dentro.

E’ un lusso al quale non sono abituato.

Mi sono addestrato nel tempo a non avere tempo, addestrato nel tempo a scardinarlo il tempo, a contrastarlo, inseguirlo, certe volte a precederlo, spesso a rimpiangerlo.

Impararlo.

Ascoltarlo.

Il tempo è un lusso, ma in teatro è quasi tutto.

Un dono, a volte, una sintesi, una grazia, un balsamo, un rifugio, il mezzo, ritmo, musica, dinamica, da starci dentro, da starci dentro per un soffio, da soffiarci dentro.

L’arboreto – Teatro Dimora mi propone un tempo possibile e non sono abituato.

Provo sempre a perderne il più possibile e aspetto di vedere in cosa si trasforma, come mi diventa.

Accetto come si trattasse di un appuntamento. Di uno solo, lungo un anno, forse, o quasi e che abbia il tempo di farlo scorrere il tempo. Scivolare.

In questo appuntamento il tempo cambia nome, si chiama produzione e produzione per me vuol dire sempre avere appuntamento con la capacità di perdersi nel sensibile. Spingersi oltre, oltre il giardino, mettersi nell’occasione e nell’ascolto della direzione.

Produzione è il tentativo di andare verso, di muovere, muoversi, immaginare.

Non c’è niente di più stimolante dell’occasione creativa che ha bisogno di far la conta di tutti i passi fatti per arrivare al punto da cui muovere nuovamente.

Si fa l’appello e manca sempre quel percorso che è iniziato già.

Oltre il giardino è il modo che abbiamo scelto di chiamare il pensiero in movimento, il luogo dell’appuntamento, immagine per l’immaginazione.”   Roberto Latini 

Per informazioni: 0541.624474 – 331.9191041 info@arboreto.org; www.arboreto.org

Ufficio stampa | Linda Valenti 335 6036080 linda.valenti86@gmail.com 

Approfondimenti: 

Amleto – Die FortinbrasMaschine

di e con Roberto Latini

musiche e suoni Gianluca Misiti; scena Luca Baldini; luci e tecnica Max Mugnai

drammaturgia Roberto Latini, Barbara Weigel

regia Roberto Latini 

produzione Fortebraccio Teatro

con la collaborazione di L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino 

Die FortinbrasMaschine è la riscrittura di una riscrittura. Nel 1977 Heiner Müller componeva un testo che era liberamente ispirato all’Amleto di Shakespeare. Oggi, tentiamo una scrittura scenica liberamente ispirata all’Hamletmachine di Heiner Müller. Lo facciamo tornando a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio, con l’architettura di Müller, su un palcoscenico sospeso tra l’essere e il sembrare. Intitoliamo a Fortebraccio il nostro sguardo sul contemporaneo, la caccia all’inquietudine nel fondo profondo del nostro centro, per riscriverci, in un momento fondamentale del nostro percorso. Ci siamo permessi il lusso del confine e abbiamo prodotto da quel centro una deriva. Una derivazione, forse; alla quale riferirci nel tempo, o che probabilmente è il frutto maturo di un tempo che già da tempo è il nostro spazio. (Roberto Latini) 

Fortebraccio Teatro

è una compagnia teatrale riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 1999.

Volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale, vive della collaborazione artistica di Roberto Latini, Gianluca Misiti e Max Mugnai.

http://www.fortebraccioteatro.com/  

Roberto Latini

attore, autore e regista, si è formato a Roma presso lo Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992.

Vincitore negli anni dei premi intitolati “Wanda Capodaglio”, “Prova d’Attore”, “Bruno Brugnola” e “Sergio Torresani”, ha ricevuto il PREMIO SIPARIO nell’edizione 2011, il PREMIO UBU 2014 come Miglior Attore e il PREMIO DELLA CRITICA dall’Associazione Nazonale dei Critici di Teatro nel 2015.

Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro.



Comunicato Stampa

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