Territorio. Chiarimenti su D.D. ‘Disposizioni per il finanziamento delle opere infrastrutture pubbliche’

COMUNICATO STAMPA
In merito agli articoli pubblicati sulla stampa locale nella giornata di sabato scorso 11 giugno, la Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente ritiene doveroso chiarire la portata del D.D. n.76/2011 “DISPOSIZIONI PER IL FINANZIAMENTO DELLE OPERE ED INFRASTRUTTURE PUBBLICHE” oggetto di ratifica nella seduta consigliare del 9 giugno u.s.
La Segreteria di Stato si rammarica per la strumentalizzazione politica da parte di alcuni consiglieri delle forze di opposizione che ha raggiunto livelli talmente elevati da determinare una lettura volutamente distorta del Decreto Delegato n.76/2011 tale da fare dire al provvedimento ciò che, in realtà, non dice, per poi alimentare uno scontro politico su presunti “colpi di coda” e “atti gravissimi” del Segretario Venturini volti a disconoscere l’esito del referendum del 27 marzo scorso.
La Segreteria di Stato precisa, pertanto, quanto segue:
1) l’esito del referendum abrogativo del 27 marzo è chiaro e nessuno intende “cercare la furbata” per disattenderlo. L’autorizzazione al trasferimento di proprietà dei beni immobili dello Stato richiede il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti e tale previsione, riconfermata dal verdetto referendario, è stata mantenuta dall’art. 7 del Decreto Delegato n.76/2011;
2) la Legge di Bilancio di Previsione per l’anno 2011, all’art. 86, delega il Congresso di Stato ad adottare un decreto volto a disciplinare le procedure utili per addivenire alla vendita al valore di mercato di immobili pubblici che non rivestano alcuna pubblica utilità poiché, a fronte delle innegabili difficoltà di Bilancio e della volontà del Governo di realizzare opere ed infrastrutture strategiche per lo Stato, anche attraverso l’eventuale dismissione di immobili privi di interesse pubblico. Interventi questi che anche la coalizione di minoranza aveva previsto nel proprio Programma di Governo presentato in occasione delle ultime consultazioni elettorali (Elezioni Politiche 2008 – Programma di Governo Coalizione Riforme e Libertà – Capitolo 11 – POLITICHE AMBIENTALI E DEL TERRITORIO – pag.30 punto j) “una migliore gestione delle politiche territoriali con l’acquisizione di nuove aree di pubblico interesse anche attraverso una prudente ed oculata alienazione di beni immobili non strategici per la comunità”).
3) il D.D. n.76/2011, in attuazione della summenzionata delega legislativa, ha unicamente disciplinato un procedimento, senza mutare alcunché in merito alle maggioranze consigliari richieste per autorizzare le alienazioni dei beni pubblici bensì investendo il Consiglio di poteri di indirizzo e controllo delle scelte del Governo in materia di opere pubbliche e di finanziamento delle stesse; poteri di cui il Consiglio, sino ad oggi, era sprovvisto.
Il Piano – che sarà elaborato a seguito della ratifica del Decreto – sarà corredato da un elenco di immobili non strategici che possano essere alienati per finanziare le opere pubbliche e sarà sottoposto al Consiglio Grande e Generale che lo approverà, in questa prima fase, con la maggioranza semplice. Tuttavia, tale approvazione preliminare, non costituisce, come erroneamente sostenuto dai consiglieri di minoranza, autorizzazione alla cessione del bene immobile; tale autorizzazioni, ai sensi dell’articolo 7, deve, infatti, essere specificamente deliberata dal Consiglio Grande e Generale con le maggioranze previste dalle norme vigenti, ovverosia, in caso di trasferimento del diritto di proprietà, con i due terzi dei suoi componenti.
In sede di ratifica, si è evidenziata la necessità di approfondire alcuni aspetti del Decreto e, pertanto, la Segreteria di Stato proponente ha ritenuto opportuno, proprio in considerazione dell’assenza di intenti “furbeschi” o di particolare urgenza, procedere temporaneamente alla sospensione dell’iter di ratifica del Decreto Delegato.
San Marino, 14 giugno 2011/1710 d.F.R.

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