UPR, non solo macchina vecchia!

UPR,
non solo macchina vecchia!

È ovvio che per la rimessa in
circolazione di una “vecchia macchina” oggi reimmatricolata UPR, ennesimo
tentativo di rigenerazione politica per darsi nuova vita, sia necessario
palesarsi verso l’opinione pubblica con comunicati politici in netta
contraddizione con quanto sino ad ieri sostenuto da alcuni suoi “conducenti”,
anche e soprattutto grazie al silenzio assenso. È altresì fin troppo chiaro che
adesso la bagarre, in assenza di reali proposte da parte delle opposizioni, si
sposta sui risicati numeri che l’attuale maggioranza vanta, e per mandare il Governo “sotto” si giocano
il tutto per tutto, mettendo sull’ara sacrificale la pelle altrui. E già,
perché l’ennesimo tentativo per mandare a casa il Coordinatore delle Forze di
Polizia Dott. Riccio avrebbe significato, per la recente riorganizzazione del
Corpo di Polizia voluta dal Governo con l’inserimento di questa figura, un
ritorno al passato, con tutte le inevitabili ripercussioni che sarebbero
nuovamente ricadute sui dipendenti del Corpo di Polizia Civile. Un recente
passato che, come tutte le forze politiche ben sanno, con la gestione della
Dott.ssa Albina Vicini è risultato imperante e fallimentare e questo, a
differenza delle illazioni portate in aula nel recente Consiglio quale teorema
per la rescissione del contratto del Coordinatore è un inconfutabile dato di
fatto. Intanto perché già dall’agosto scorso, 1° fase della riorganizzazione ad
oggi, 2° fase, si stanno vedendo i frutti del lavoro svolto dal Coordinatore presso
il Comando della Polizia Civile, viste anche le recenti operazioni di Polizia.
E poi perché non si possono dimenticare le varie sentenze giudiziarie che si
sono pronunciate nei confronti dell’attuale Dirigente della Polizia Civile,
Dott.ssa Albina Vicini. Queste spaziano dal il “falso innocuo” (caso patente),
“all’accantonamento di denaro pubblico” (finito col mancato seguito alla
Delibera n. 41 del 07.04.04), al “mobbing” (che non è risultato per nulla fuori
dalla realtà -denuncia di dipendenti-), al fatto che la stessa risiede fuori
territorio e questo in pieno contrasto con le nostre Leggi. Per non parlare poi
delle numerose segnalazioni riferite negli anni dagli stessi dipendenti alle
varie Istituzioni. Tra queste spicca la famosa lettera di protesta con 80
firme, o dell’incontenibile migrazione verso altri uffici che ne è derivato da
parte degli stessi, per citare alcuni esempi. Vero è che proprio a causa di
alcuni di questi comportamenti tenuti dalla Dott.ssa Albina Vicini, alcuni
dipendenti in talune circostanze sono stati mortificati su strada dagli utenti
con frasi tipo: “come potete farci le
multe quando avete in casa un Comandante che ha dichiarato il falso?”
.
Anche per questo le parole esternate dagli UPR, tramite il loro recente
comunicato stampa, difficilmente potranno essere apprezzate dai dipendenti del
Corpo medesimo e queste si scontrano violentemente con la realtà. Infatti si
legge: “Ci si attenderebbe in chi ricopre
ruoli istituzionali rilevanti al servizio della Repubblica un moto di orgoglio
e di rispetto
[…] il buon senso
suggerisce di non governare alcuni settori […]
”. Ma chissà mai perché, il
“buon senso” evocato dagli UPR deve avere un altro significato e valore se
raffrontato a quanto sino ad ora elencato. Questo sinceramente grida vendetta
per non dire vergogna! E già, oggi questi buontemponi vogliono farci credere
che possa pesare di più il “buon senso” delle illazioni perpetrate nei
confronti del Coordinatore delle Forze di Polizia Dott. Riccio, magari
suggerite da chi ha paura di non poter più continuare a coltivare il proprio
orticello, piuttosto che il peso del “buon senso” dei fatti compiuti dal
Comandante del Corpo di Polizia Civile che invece, guarda caso, sono nero su
bianco. Io credo, come cittadino di questo Stato, che l’attuale Comandante
Dott.ssa Albina Vicini sia attualmente, l’unico soggetto incompatibile con il
ruolo che copre e questo proprio per il decoro ed il buon nome, non solo del
Corpo di Polizia Civile, ma per la Repubblica intera che in questo momento storico
deve sempre più velocemente riacquistare credibilità verso la cittadinanza, ma
ancor prima verso l’Italia. L’attuale Governo, volenti o nolenti, è stato
l’unico che si è assunto l’onere di porre un rimedio alla situazione che aveva
tolto ogni speranza e ogni desiderio di soddisfazione nell’indossare quella
divisa. Per tutti questi motivi sono più che convinto che
la vostra vecchia macchina non passerà la “revisione” dei dipendenti del Corpo
di Polizia Civile e delle loro famiglie.

San Marino, 24 marzo 2011

                                                                                              Domenico
Carlini

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