W il Piano ‘McKinseymporta’!

L’immagine del nostro Paese ogni giorno scende sempre più in basso. All’esterno ci vedono oramai come un Paese-pirata, un piccolo fazzoletto di terra che si fregia di una gloriosa storia secolare per giocare a fare il grande con gli altri Stati. E noi cittadini sammarinesi siamo considerati parte di una organizzazione malavitosa che sottrae furbescamente e indebitamente ai territori esterni per arricchire se stessa e i suoi membri. Come se tutti, ma proprio tutti, fossimo dei nababbi, dei disonesti e degli approfittatori. Come se non fosse che a godere, invece, di certe situazioni siano in pochi: i soliti noti e qualche loro amico.

All’interno le cose non vanno molto meglio. Tutto è soffocato dalla melma, non esiste più un solo settore di eccellenza, la stessa sicurezza di cui eravamo fieri fino a poco tempo fa, oggi è compromessa. Addio vecchia “isola felice”.

E’ palpabile il larghissimo senso di sfiducia verso il futuro da parte dei cittadini, testimoniato recentemente anche dall’indagine dello Studio Ambrosetti.

La classe politica dirigente, però, pare abbia trovato la ricetta miracolosa che può consentire il proseguimento del “loro” viaggio sulla strada dorata. Si è innamorata, infatti, di un piano d’azione considerato risolutore di tutti i problemi e cerca di convincere tutti, compresa la roccia rimasta del nostro monte, delle ampie possibilità di ripresa.

Il piano ha un nome che più o meno suona McKinseymporta.
Ad ogni problema o parola chiave per il futuro, che sia la sicurezza e l’ordine pubblico, la salvaguardia del territorio e dei suoi beni primari, la giustizia, il connubio politica-affari, il gioco d’azzardo o gli accordi con l’Italia, la risposta è sempre la stessa, come una sorta di litania: Piano McKinseymporta! Così è deciso e così deve essere! Non importa chi e quanti di noi cittadini si sia d’accordo. La ricetta è quella per avere un nuovo e maggiore benessere (per chi, poi, lo scopriremo dopo).

Le case da gioco, le residenze facili ai facoltosi, la vendita incondizionata del territorio di tutti e delle attività (in parte già in mano a vari furbetti dei quartieri italiani e forse anche alle organizzazioni mafiose o camorristiche), saranno sicuramente un toccasana per risollevare l’immagine di San Marino verso l’esterno, per la sicurezza e l’ordine pubblico, per i problemi di viabilità e vivibilità del territorio, per assicurare le entrate al bilancio dello Stato e continuare a sperperare senza affrontare la riorganizzazione della spesa pubblica.

Se solo tutti quei cittadini consapevoli di essere fuori da certi disegni di “crescita miracolosa” alzassero un dito per salvare questa nostra “più antica Repubblica del mondo”, forse saremmo ancora in tempo per cambiare.

Gabriele Gattei /Lista Civica Noi Sammarinesi-

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