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0.  Il nome ephedra

00. Presentazione

 

Ephedra

 Associazione culturale sammarinese

 

incontro prof. On.le Alberto  Monticone

 

Attività successive

18-CONVEGNO Agenda 21

17-INCONTRO 2° prof. Campanini

16-Urgente un codice etico per la politica

15-INCONTRO prof. Santolini

14-Comunicato udienza Ecc.ma Reggenza

13-Lettera-comunicato ai sottoscrittori del CODICE ETICO

12-INCONTRO prof. L. Prenna

11-Proposte per il programma del nuovo governo

10-Lettera aperta, sul CODICE ETICO, a PSD,AP e SU, nuova maggioranza politica

9-Lettera aperta al Presidente del PSD sul CODICE ETICO

8-Comunicato sulle elezioni politiche del 4 giugno 2006

7-Elenco sottoscrittori CODICE ETICO elezioni 4 giugno 2006

6-Proposta di un CODICE ETICO per elezioni 4 giugno 2006

5-Incontro-ASSEMBLEA Montecchio

4-INCONTRO sullo Stato di Diritto

3-INCONTRO prof. Monticone

2-INCONTRO prof. Campanini

1-INCONTRO prof. Preziosi

 

  

COMUNICATO STAMPA

 

L’Associazione culturale Ephedra sta organizzando un incontro-dibattito pubblico con l’On.le ALBERTO MONTICONE sul tema: “Una nuova politica per San Marino? Dalla degenerazione trasversalista all’alternanza democratica”.

 

Dopo un periodo di forte instabilità politica, che ha visto alternarsi ben sei compagini governative in meno di cinque anni, si rende necessaria una riflessione sul sistema politico sammarinese.

E’ sufficiente una riforma della legge elettorale per ridare stabilità al sistema, come stanno cercando di fare in questi ultimi mesi le forze politiche, oppure non è il caso di ripensare un nuovo modo di fare politica?

 Partendo dall’analisi di quanto è accaduto nella realtà italiana il relatore ci aiuterà a sviluppare alcune riflessioni e piste di lavoro valide anche nel contesto sammarinese.

 L’On.le Monticone nel 1994 ha collaborato alla fondazione del Partito Popolare Italiano, del quale è stato responsabile della formazione durante la Segreteria Martinazzoli. Attualmente è Senatore della Margherita.

 Docente universitario, ha insegnato alle Università di Messina, Perugia e Roma, presso “La Sapienza” e LUMSSA.

 E’ stato presidente dell’Azione Cattolica dal 1980 al 1986.

 Ha pubblicato studi di storia della prima guerra mondiale, della società moderna e contemporanea, del movimento cattolico.

 L’ultimo volume, edito nel 2005 per i tipi di Gaspari con la collaborazione di Mario Rigoni Stern, è un libro intervista intitolato “Attualità della Grande Guerra”.

Il comitato promotore

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Sabato 19 novembre si è svolto l’incontro-dibattito organizzato dall’Associazione culturale Ephedra sul tema: “Una nuova politica per San Marino? Dalla degenerazione trasversalista all’alternanza democratica”, introdotto dall’intervento dell’On.le ALBERTO MONTICONE, Senatore della Margherita, cui è seguito un dibattito nel corso del quale sono intervenuti anche: Valeria Ciavatta Presidente di AP, Giuseppe Morganti Presidente del PSD e Sante Canducci Membro Direzione DC.

I contenuti dell’incontro sono stati molto interessanti ed hanno consentito di sviluppare un’analisi complessiva del contesto nel quale dovrebbe realizzarsi una riforma del sistema politico sammarinese.

L’On.le Monticone ha iniziato il suo intervento facendo alcune premesse.

Il rinnovamento della politica non dipende dal mutamento del sistema elettorale, almeno non in maniera determinante.

Quando si interviene per modificare la legge elettorale occorre che le forze politiche facciano riferimento ad una tavola di valori condivisi, una sorta di patto che tenga conto delle diverse istanze e realtà nonché degli interessi della società civile. Dunque si rende necessario un confronto ampio approfondito che coinvolga tutti i soggetti.

Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è l’evoluzione che la società civile ha subito in questi ultimi tempi, pertanto le forze politiche dovrebbero farsi carico di una forte attenzione di ascolto del territorio, delle associazioni e dei corpi intermedi per far tesoro della molteplicità di forme di partecipazione e delle istanze presentate.

Vi è la necessità che una riforma della legge elettorale punti a creare una democrazia della cittadinanza, cioè favorisca e promuova nuove forme di cittadinanza stimolando il rinnovamento delle forze politiche e la partecipazione di associazioni e movimenti.

Ultimo aspetto da tenere presente è che sia l’Italia che l’Europa stanno attraversando una fase di declino delle ideologie, quindi sono alla ricerca di nuovi ideali cui fare riferimento. Occorre dunque che la politica sappia ritrovare una solida base di riferimento valoriale, in quanto trattandosi di un’attività profondamente etica non può reggersi unicamente sul pragmatismo.

Successivamente Monticone e passato ad analizzare l’evoluzione della situazione italiana, partendo dalla fine degli anni’80 ed inizio ’90, cioè con la caduta della cosiddetta “prima repubblica” e la nascita della “seconda”. Si è trattato di un momento turbolento nel quale le forze politiche avevano perso le loro radici ideali e si erano affidate al pragmatismo programmatico, perdendo la loro capacità di interpretare il bene comune del paese e cadendo in una profonda crisi morale.

Furono soprattutto la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista a fare le spese di questa situazione, in quanto non sono state capaci di fare una seria analisi interna delle cause del declino e della degenerazione, per poi individuare risposte e proposte nuove.

I partiti allora decisero di affrontare i problemi cambiando il sistema elettorale, senza un’analisi realistica in grado di cogliere le vere cause che avevano portato alla crisi della politica. Ciò avrebbe consentito percorsi più limpidi, invece nel 1994 si ricorse ad una nuova legge elettorale con un sistema maggioritario che prevedeva anche il mantenimento di una quota proporzionale, pensando così di aver realizzato il risanamento della politica italiana.

Il mutamento del sistema politico ha favorito l’ascesa di Berlusconi col suo “partito-azienda” e della Lega Nord, le due forze che furono più pronte ad intercettare l’elettorato di protesta in fuoriuscita da quei partiti incapaci di svolgere una seria autoanalisi sulle cause del loro fallimento.

La riforma elettorale inoltre favorì la personalizzazione della politica, che si sviluppava più su alcuni leader (Berlusconi e Bossi) che sui loro partiti, incapaci di qualsiasi elaborazione interna.

Un’ulteriore effetto della riforma fu la frammentazione delle forze politiche, infatti dagli originari sei partiti presenti col sistema proporzionale si arrivò agli oltre 18 della “seconda repubblica”.

Nel 1996 per dare risposta a questa frammentazione si formarono i due schieramenti: la Casa delle Libertà nel centro-destra e l’Ulivo nel centro-sinistra. Le compagini produssero due programmi, frutto della mediazione e dei compromessi intervenuti tra le diverse forze presenti, che pur contenendo obiettivi diversi tra loro non furono in grado di raccogliere le diverse istanze ideali presenti nell’elettorato dei due poli.

La caduta del governo Prodi mise a nudo l’inadeguatezza del compromesso politico raggiunto tra le diverse forze e ripropose il problema di governabilità, cui si cercò di rispondere accentuando la personalizzazione della politica. Così nel 2001 fu Berlusconi a vincere le elezioni personificando l’alleanza tra le forze eterogenee della Casa della Libertà e siglando il famoso “contratto con gli italiani”.

Ora a conclusione della legislatura si deve constatare come il cambiamento della legge elettorale, avvenuto nel 1994 senza una seria analisi all’interno delle forze politiche e senza partire da un forte riferimento ad una base di valori comuni condivisi (la Costituzione Italiana), abbia prodotto come effetti: il voto di protesta, la personalizzazione della politica, la frammentazione del sistema, lo stravolgimento della Costituzione.

In sostanza si è venuto ad interrompere quel patto stabilito tra i cittadini ed il sistema politico, al punto che una sola compagine, il polo di centro-destra, ha cambiato ben 53 articoli della Costituzione e si sta accingendo a modificare ulteriormente la legge elettorale.

Al di là della legittima discussione sui pregi e difetti che hanno sia il sistema proporzionale che quello maggioritario, resta il fatto che in Italia il cambiamento della legge elettorale non ha portato al risanamento della politica ed a nuovo modo di interpretarla, anzi ha aumentato il solco tra cittadinanza ed istituzioni con le conseguenza prima citate.

Da quanto è accaduto in Italia quindi si può trarre l’insegnamento che non è opportuno mettere mano ad un cambiamento del sistema politico, almeno sino a quando i partiti non abbiano definito una comune base di valori condivisa da tutti.

L’On.le Monticone ha concluso il suo intervento pronosticando che negli anni a venire diversi paesi europei, tra i quali anche l’Italia e San Marino, andranno incontro ad un fase politica turbolenta e movimentata. Da cui la necessità di tenere presenti alcune avvertenze per addivenire ad un reale rinnovamento della politica:

·        La necessità che le forze politiche sappiano ritrovare valori identitari forti, in quanto il tecnicismo ed il pragmatismo da soli non sono sufficienti a far svolgere loro un reale servizio alla democrazia partecipativa ed alla ricerca del bene comune.

·        Incrementare i rapporti di scambio e collaborazione tra i partiti e le associazioni ed i corpi intermedi della società, perché solo così essi potranno avere un reale contatto col territorio e sapranno leggere i segnali, le istanze e le tendenze future.

·        Disponibilità delle forze politiche a rivedere le proprie scelte operative, in quanto in futuro sempre più occorrerà loro: da un lato fermezza nei riferimenti valoriali e sugli obiettivi politici di fondo, dall’altro elasticità nell’individuare gli strumenti più idonei e le scelte operative possibili.

Passando infine alla realtà sammarinese, anche alla luce di quanto emerso dal dibattito, si è fatta strada la necessità che le forze politiche sappiano svolgere una seria analisi interna sulle degenerazioni intervenute e sulla loro attuale crisi di rappresentatività, per evitare che la riforma della legge elettorale divenga un espediente per superare il problema senza affrontarlo.

Una riforma elettorale elaborata in maniera frettolosa, senza individuare ed approfondire una base di valori condivisa da tutte le forze politiche può condurre ad esiti deludenti, se non addirittura controproducenti, come in parte è avvenuto nella realtà italiana.

La personalizzazione della politica, forme di protesta e di disaffezione nella base elettorale, la frammentazione dei partiti ed il rimescolamento delle forze politiche, sono tutti segnali già presenti nella realtà sammarinese, quindi è il momento di dare inizio ad un reale rinnovamento della politica ponendo da parte le furbizie, i tatticismi e gli interessi di bottega.

Saranno in grado i partiti sammarinesi, vecchi e nuovi, di porre in essere un reale rinnovamento della politica? Lo vedremo nei prossimi mesi!

Nel frattempo però l’Associazione Culturale e Politica EPHEDRA non ritiene concluso il proprio compito, anzi inizierà un lavoro di analisi ed approfondimento della situazione politica sammarinese insieme a tutti quei cittadini che hanno a cuore questi problemi ed il bene comune del Paese. Lo scopo è quello di elaborare un documento e delle proposte da sottoporre all’attenzione ed al confronto di tutte le forze politiche.

il comitato promotore di ephedra

San Marino 21/11/2005