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La
Repubblica di San Marino attraverso l’operato svolto alla
Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, ha
conseguito significativi e riconosciuti risultati verso una
maggiore integrazione con l’Europa, una crescita esponenziale
per le relazioni esterne, l’affermazione del ruolo e
dell’immagine internazionale, la vocazione di San Marino alla
pace, al dialogo tra le culture e tra le religioni, alla
convivenza pacifica tra i popoli, al rispetto e alla difesa dei
diritti dell’uomo e alla cooperazione internazionale. La
fruttuosa esperienza maturata costituisce un ulteriore incentivo
ad attuare gli impegni presi in campo internazionale, nonché ad
utilizzare le qualificate relazioni intrecciate nel corso del
semestre per finalizzare nuove intese, in particolare nel
settore economico e commerciale.
In
questa cornice, la prospettiva di una maggiore integrazione con
l’Unione Europea sarà razionalmente impostata ed un accordo di
Associazione rientra pienamente in questa ottica.
L’eventuale decisione sull’adesione all’Unione Europea,nella
tutela delle specificità e delle peculiarità della
Repubblica,dovrà ottenere la maggioranza assoluta del Consiglio
Grande e Generale e dovrà essere sottoposta a referendum
popolare.
Contestualmente verrà istituita, su proposta del Congresso di
Stato e con l’approvazione del Consiglio Grande e Generale, la
Consulta per l’Europa, in cui siano presenti rappresentanti
della politica, dell’economia, del sindacato e della cultura, il
cui compito sarà, tra gli altri, quello di analizzare il
processo d’integrazione europea, al fine di valutarne le
opportunità e gli effetti per San Marino.
E’
fondamentale ed urgente giungere alla formalizzazione degli
accordi con la Repubblica Italiana in materia di cooperazione
economica, radiotelevisiva e lavoro frontaliero, i cui negoziati
sono tuttora in corso, nonché dare attuazione alle intese
intervenute per rendere effettiva l’internazionalizzazione
dell’aeroporto di Rimini-San Marino.
La
finalizzazione ed attuazione di questi Accordi, da definire
attraverso l’informazione e il coinvolgimento delle
organizzazioni economiche e sociali, rappresenta un primo passo
verso un nuovo e più moderno rapporto tra San Marino e l’Italia
con l’obiettivo di accrescere il benessere economico e sociale
di entrambi i Paesi, tendere al superamento di alcuni aspetti
patologici del contenzioso in corso, attivare iniziative in
campo economico di comune interesse, quali ad esempio il Parco
Scientifico Tecnologico e la piazza finanziaria.
Va
inoltre proseguita l’attività volta a favorire gli investimenti
e più in generale la cooperazione nei settori di maggior
interesse (economico, turistico, culturale, ecc.) mediante la
stipula di accordi bilaterali, non solo con l’Italia ma anche
con altri Stati, quale supporto indispensabile per lo sviluppo
della nostra economia.
In
tale contesto la conclusione di accordi bilaterali contro le
doppie imposizioni, per la promozione e protezione degli
investimenti, nei settori del turismo, della cultura, deve
essere perseguita con continuità per consentire alle imprese
sammarinesi di disporre di strumenti giuridici trasparenti ed
affidabili.
Altro
tema di rilevante importanza collegato agli impegni assunti
dalla Repubblica anche in ambito internazionale, è la lotta al
riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.Il nuovo
esecutivo dovrà quindi predisporre un testo legislativo
aggiornato ai più recenti standard internazionali che disciplini
compiutamente la materia.
A
partire dagli importanti risultati conseguiti nell’ultimo
periodo da San Marino negli organismi internazionali
multilaterali, quali ONU, Consiglio d’Europa, UNESCO, UNICEF,
FAO, occorre proseguire nell’obbiettivo di attivare una missione
permanente presso l’OSCE a Vienna e va esplorata la possibilità
di aprire un rapporto diretto con il WTO.
Un
rapporto con i piccoli Stati è necessario ed utile perché è
comune l’impegno per la difesa delle identità e nel contesto
attuale, caratterizzato dalla globalizzazione, emerge la
necessità di tutelare e rafforzare gli interessi comuni, anche
nell’ambito dei rapporti con l’Unione Europea.
E’
necessaria la riforma del Dipartimento Affari Esteri per
adeguarne l’organizzazione alle mutate ed incrementate esigenze
delle Relazioni estere, derivanti dall’ampliamento e
dall’intensificazione dei rapporti con gli altri Paesi e con le
Organizzazioni internazionali.
Il
progetto di riforma dovrà regolamentare le modalità di accesso
alla carriera diplomatica; le opportunità formative e di
aggiornamento professionale; l’utilizzo di competenze specifiche
per le questioni giuridiche e degli adempimenti conseguenti ad
accordi e convenzioni internazionali; la rapida immissione di
forze nuove e qualificate nel corpo dei diplomatici di carriera
per le missioni all’estero; la revisione della progressione di
carriera e l’ordinamento della carriera diplomatica affrontando
le questioni connesse.
Dovrà
essere effettuata una verifica attenta del corpo diplomatico e
consolare, aggiornando i criteri di nomina degli agenti non di
carriera, mirando ad una loro maggiore preparazione e
qualificazione. In questo quadro va dedicata una specifica
attenzione ai costi e alle incompatibilità, nonché alle
rotazioni utilizzando maggiormente la professionalità maturata
in ambito sammarinese.
Anche
la rete costituita dai sammarinesi all’estero può trovare una
valorizzazione dell’immagine e delle relazioni della Repubblica
nel mondo.
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