martedì 21 febbraio 2012 11:19

Stefano Caringi a Forli' di fronte a Di Vizio contro Banca Partner

Stefano Caringi a Forli' di fronte a Di Vizio contro Banca Partner

Il dr. Stefano Caringi -  già dimissionato dal Governo Sammarinese -, il 7 aprile 2010 ha deposto  a  Forlì  nell’ambito della indagine Varano (Carisp San Marino Delta). Nell’occasione ha   spiegato    al  pm Fabio di Vizio, perché Luca Papi e Biagio Bossone, nella  loro lettera di dimissioni, hanno  parlato  di interferenze di politici sulla loro attività. Ed  a supporto delle sue accuse,   a mo’ di esempio  di tali pressioni,  ha parlato a lungo  della Banca Partner, cioè di un soggetto vigilato in merito al quale era  certamente vincolato dal segreto d’ufficio,  dato  che Banca Partner   non c’entra niente  con le indagini aperte presso detta Procura, Re Nero  (Asset Banca ) compresa.  Accanto a Di Vizio,  sono presenti Marco Forte, pm,   Giancarlo Ferruccini,   consulente,  e Claudio Cagnini , Donato Ungaro e  Sauro Carfagna,  Squadra Mobile.

(...)

CARINGI STEFANO: Poi c’è un altro caso che è marginale. Invece il caso più eclatante, in parte credo anche legato alla mia vicenda, è il caso dell’ispezione sulla Banca Partner.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
CARINGI STEFANO: Allora la situazione sta in questi termini: credo ci sia un legame fra questa ispezione e la dichiarazione di non gradimento nei miei confronti.
Io nel mese di novembre - dicembre in particolare sono stato oggetto di una campagna di stampa piuttosto forte, anche con toni molto antipatici, sostanzialmente tendente a screditarmi. Come sa, una delle motivazioni è che sono stato accusato di avere parlato troppo con lei.
Tra l’altro, io sono stato convocato con i vertici della Banca Centrale dal Comitato Credito e Risparmio, dove sono stato accusato esplicitamente di avere violato il segreto d’ufficio.
Io ho manifestato tutte le ragioni per le quali ritengo di non averlo violato, non ho avuto sostanzialmente ulteriori repliche. Mi sembrava di essere stato piuttosto convincente, nel frattempo la cosa comunque aveva avuto un grande clamore.
PUBBLICO MINISTERO: I vertici del Comitato...?
CARINGI STEFANO: il coordinamento della Vigilanza e il Presidente. E’ stata fatta una riunione.
PUBBLICO MINISTERO: I nomi chi sono? Diciamo i nomi, se no facciamo fatica noi a seguire in questo organismo. Sono molti?
CARINGI STEFANO: No, in quel momento, siamo mi sembra a metà gennaio, nella prima quindicina di gennaio, è stata fatta una riunione presso il Comitato Interministeriale. C’erano
ovviamente i Segretari che fanno parte del Comitato Interministeriale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Ce lo dica, perché noi non abbiamo una cognizione costituzionale così profonda di San Marino.
Quindi immaginiano che ci possa essere quello delle Finanze, quello della Giustizia.
CARINGI STEFANO: C’era il Segretario Gatti, poi c’era il Segretario Morri alla Giustizia.
PUBBLICO MINISTERO: Si chiama Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio?
CARINGI STEFANO:. Comitato per il Credito e il Risparmio.
PUBBLICO MINISTERO: E basta. Ne fanno parte? C’è un Presidente che sarà il Ministro delle Finanze, immagino.
CARINGI STEFANO: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Del Comitato fa parte il Segretario alle Finanze, all’epoca Gatti.
CARINGI STEFANO: Il Segretario agli Esteri, Mularoni.
PUBBLICO MINISTERO: All’epoca Antonella Mularoni. Il Segretario alla Giustizia?
CARINGI STEFANO: Sì, Morri.
PUBBLICO MINISTERO: E poi?
CARINGI STEFANO: Poi il Segretario Berardi.
PUBBLICO MINISTERO: Che è all’Industria, mi sembra.
CARINGI STEFANO: Mi sembra all’Industria. Poi mi sembra che ci fosse anche il Segretario Ciavatta.
PUBBLICO MINISTERO: Segretario agli Interni.
CARINGI STEFANO: Poi c’era un altro Segretario, ma adesso mi sfugge il nome. In più c’era il coordinamento della Vigilanza.
PUBBLICO MINISTERO: E anche questo si compone esattamente...?
CARINGI STEFANO: Del Professor Papi, del sottoscritto e del Dottor Luciano Murtas che ancora non si era dimesso, mi sembra di ricordare. Poi si è dimesso anche lui.
Mi sembra di ricordare che ci fosse anche il Presidente Bossone.
PUBBLICO MINISTERO: In questa sede, diciamo in questo Comitato lei viene accusato direttamente da chi? Da tutti gli esponenti politici?
CARINGI STEFANO: Sì, un po’ da tutti. Io in quell’occasione ero entrato abbastanza direttamente in polemica con il Segretario Berardi, che aveva rilasciato un’intervista sostanzialmente facendo un confronto che a me risultava assolutamente improprio tra la vigilanza che facciamo noi e la vigilanza che veniva fatta in passato.
PUBBLICO MINISTERO: Che era migliore...
CARINGI STEFANO: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Non c’era, anche lei Dottore... Scusi la battuta.
CARINGI STEFANO: Io mi sono lamentato fortemente di questo paragone, che mi sembrava assolutamente per dire poco ingeneroso.
Insomma, ci fu un po’ di polemica fra me e questo Segretario Berardi; e non era il primo caso. Il Segretario Berardi è sempre stato particolarmente critico nei nostri confronti.
Nella prima riunione del Comitato Interministeriale, che fu tenuta a gennaio del 2009, ci disse chiaramente che lui aveva recepito da parte del sistema bancario delle critiche nei nostri confronti che faceva assolutamente proprie. Quindi c’è stato sempre un atteggiamento di grossa sfiducia.
Ripeto, io in quell’occasione fui accusato di avere violato il segreto d’ufficio. Esposi le mie ragioni e non ebbi repliche in questo. Pensavo che la cosa, in effetti, fosse finita lì.
Dopo qualche giorno c’è stata una seduta del Consiglio Grande Generale, cioè del Parlamento, che per due giorni ha discusso proprio il mio caso. In quell’occasione il Segretario delle Finanze ha mostrato un atteggiamento assolutamente riduttivo, nel senso tentando di ridimensionare il caso e dicendo sostanzialmente che c’erano dei problemi organizzativi in Banca Centrale che avrebbero dovuto essere risolti.
Quindi banalizzò molto la cosa, tant’è vero con grande stupore delle forze politiche che furono convocate per due giorni a parlare di un caso che poi fu presentato in maniera assolutamente riduttiva. Io con l’occasione ebbi in quei giorni un colloquio con il Segretario Gatti.
PUBBLICO MINISTERO: Un colloquio personale?
CARINGI STEFANO: Mi convocò. Un colloquio personale diretto, in cui mi disse che prendeva atto che tutto sommato nella mia deposizione, di cui lui conosceva il contenuto, avevo difeso
sufficientemente San Marino, ma sostanzialmente mi rimproverava di essermi dichiarato uomo di Banca d’Italia. Questa è la sostanza.
Però fu un colloquio con un clima che mi sembrava che non dovesse preludere a situazioni diciamo traumatiche.
PUBBLICO MINISTERO: Invece notoriamente...
CARINGI STEFANO: Noi dopo qualche giorno, mi sembra il 22 di gennaio, abbiamo iniziato un’ispezione su Banca Partner. L’abbiamo iniziata perché Banca Partner aveva un problema di liquidità proprio legato allo scudo e, così come avevamo fatto con un’altra banca...
PUBBLICO MINISTERO: Banca Partner ha un azionariato?
CARINGI STEFANO: E’ controllata da Marino Grandoni.
PUBBLICO MINISTERO: Che è un immobiliarista sammarinese?
CARINGI STEFANO: Sì. Così come abbiamo fatto per il Credito Sammarinese, che ci aveva richiesto dei finanziamenti e facemmo un’ispezione per potere verificare la situazione sia finanziaria, sia soprattutto patrimoniale, e quindi la solvibilità, anche in quell’occasione abbiamo aperto un’ispezione a Banca Partner che non era stata mai ispezionata.
PUBBLICO MINISTERO: E’ una banca giovane Banca Partner?
CARINGI STEFANO: Sì, è una delle nuove banche aperte nell’ultimo decennio.
PUBBLICO MINISTERO: Dal 2004 in poi, insomma.
CARINGI STEFANO: Sì. Dopo qualche giorno mi fu riferito dal Professor Papi che c’erano state delle pressioni da parte di Gatti molto forti per chiudere questa ispezione, o per ridirnensionarla, di fatto per ridirnensionarne la portata.
PUBBLICO MINISTERO: Voi avevate fatto un’ispezione che come si definisce? Generale?
CARINGI STEFANO: Un’ispezione che aveva l’obiettivo di verificare la condizione di solvibilità della banca in relazione alla richiesta di finanziamento che ci era stata fatta; una normale ispezione, non di carattere generale, ma diciamo che aveva questo specifico obiettivo di valutare questi aspetti di solvibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè voi andate a vedere il soggetto che avreste potuto finanziare?
CARINGI STEFANO: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Che, tutto sommato, mi sembrava una cosa abbastanza...
CARINGI STEFANO: Voglio dire, è il minimo che deve fare un finanziatore.
PUBBLICO MINISTERO: Fermo restando che voi eravate, dico che “eravate” perché non lo è più lei, Autorità di vigilanza. E quindi questi poteri li potevate esercitare in via ordinaria.
C4RINGI STEFANO: Diciamo che non avevamo avuto mai le risorse sufficienti per ispezionare tutte le banche.
PUBBLICO MINISTERO: Di questo ne abbiamo parlato la volta scorsa.
CARINGI STEFANO: Peraltro chiedendoci un finanziamento, volevamo fare un...
?UBBLICO MINISTERO: Qual era l’importo del finanziamento?
CARINGI STEFANO: Mi sembra intorno ai 15, 20 milioni.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque una banca che evidentemente era fra quelle in crisi di liquidità.
CARINGI STEFANO: Era in crisi di liquidità. Noi abbiamo fatto questa ispezione. Ripeto, abbiamo iniziato l’ispezione e dopo qualche giorno Papi mi ha riferito di pressioni fatte da Gatti per chiudere questa ispezione o ridimensionarla. Diciamo ridimensionarne l’impatto.
Noi, ovviamente, non ci siamo fermati e siamo andati avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Avete fatto una riunione in Banca Centrale su questa cosa?
CARINGI STEFANO: No, siamo andati avanti normalmente. Me l’ha riferito Papi di questa cosa, ovviamente lamentandosi di questa cosa, che comunque abbiamo rifiutato, abbiamo respinto.
Dopo qualche giorno c’è stata la pronuncia del Congresso di Stato che ha revocato il mio gradimento.
Tenga presente che pochi giorni prima c’era stato questo approccio così riduttivo al problema. A mio parere non è escluso che ci sia una relazione tra l’avvio e la prosecuzione di questa ispezione e invece provvedimento nei miei confronti. Non ne sono sicuro, ma ho motivo di pensare che ci sia una relazione.
PUBBLICO MINISTERO: Anche qui, quindi, si era mosso Gatti anche questa volta?
CARINGI STEFANO: Si. Diciamo che l’ispezione ha rapidamente messo in evidenza problemi economici e finanziari piuttosto rilevanti, che potrebbero spiegare in qualche modo l’interesse.
fUBBLICO MINISTERO: La preoccupazione.
CARINGI STEFANO: La preoccupazione.
PUBBLICO MINISTERO: Di che tipo, cioè in che senso?
CARINGI STEFANO: Di perdite, di perdite rilevanti, molto rilevanti.
PUBBLICO MINiSTERO: Molto rilevanti vuole dire...? Le avete stimate in qualche maniera?
CARINGI STEFANO: Sì, le abbiamo stimate.
PUBBLICO MINISTERO: Superiori al finanziamento richiesto?
CARINGI STEFANO: Intorno a quelle cifre. Adesso non c’è stata una relazione con il finanziamento, quanto una relazione...
PUBBLICO MIIVISTERO: Con i dati strutturali?
CARINGI STEFANO: Con il patrimonio. La banca mi pare ha 29 milioni di patrimonio e sono emerse perdite non lontane da questa cifra sostanzialmente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un patrimonio azzerato, insomma. Cioè una situazione molto grave direi.
CARINGI STEFANO: Molto grave.
PUBBLICO MINISTERO: A rischio di stessa revoca o di gestione di una crisi.
CARINGI STEFANO: In questo senso il Professor Papi ha scritto una lettera facendo presente la situazione. L’ha scritta a tutti i membri del Comitato, i Segretari del Comitato, ed è stata prospettata questa situazione.
PUBBLICO MINISTERO: In questa lettera è stato detto che il patrimonio di fatto è quasi che non c’è più; questo è in sintesi?
CARINGI STEFANO: Ci sono perdite di questa portata. C’erano ancora gli accertamenti in corso, poi la situazione è precipitata perché io sono stato sostanzialmente defenestrato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è continuata l’ispezione?
CARINGI STEFANO: L’ispezione è continuata e mi risulta che è terminata da poco. Adesso dovrà essere gestita.
PUBBLICO MINISTERO: Non le risulta neanche come è terminata? Sa qualche cosa?
CARINGI STEFANO: E’ terminata credo confermando. Le perdite erano sicure quelle che abbiamo visto, dopo pochi giorni sono uscite fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Per capirci, c’era una presentazione di bilanci che le occultavano?
CARINGI STEFANO: Si.
PUBBLICO MINISTERO: Fa cenno di sì con la testa. Lo devo dire, se no non risulta il dato.
CARINGI STEFANO: Sì, assolutamente. C’erano perdite in piedi da vari anni che erano maturate all’epoca della crisi sui mercati finanziari dei titoli, che erano rimaste occultate. Questo può spiegare la cosa e credo che spieghi anche la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Faccio un atto di umiltà, ma il falso in bilancio a San Marino è un reato?
CARINGI STEFANO: Sì, è un reato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci sarà, immagino, anche una trasmissione alla locale Autorità Giudiziaria inquirente?
CARINGI STEFANO: Penso proprio di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Pensa di sì?
CARINGI STEFANO: Direi che non ci dovrebbero essere dubbi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma adesso, detta in sintesi Dottore, non voglio fare giudizi su un sistema politico e tanto meno istituzionale di un altro Paese, però in sostanza quello che poi viene spiegato molto sinteticamente in questa lettera è che qui c’è un’Autorità di vigilanza che, ogni volta che ci sono in gioco interessi economici e imprenditoriali che hanno certi contatti con forze politiche, o con esponenti politici, viene messa sistematicamente... Perché qui stiamo parlando di un’attività di tre mesi, di due o tre mesi, da luglio in poi.
Ogni volta che vi muovete c’è il Segretario delle Finanze che vi chiama e vi dice “No, questa cosa va gestita così. Qui dovreste autorizzare la vendita, qui dovreste fare l’acquisizione”.
E qui cosa dovevate fare su una situazione del genere, secondo questo Segretario di Stato? Cioè di fronte ad un patrimonio che è zero?
CARINGI STEFANO: Non portare avanti l’ispezione.
PUBBLICO MINISTERO: Non portare avanti l’ispezione?
CARINGI STEFANO: Quando lui ce l’ha detto, forse ancora non lo sapevano. Cioè lui piuttosto lo sapeva...
PUBBLICO MINISTERO: Tant’è che l’ha mandata via, secondo la logica.
Rimango colpito da questa situazione, perché giustamente nel primo caso lei rappresenta un possibile interesse di carattere istituzionale, la questione FINGESIUS, il problema occupazionale. Non so la Karnak quanti lavoratori impiega a San Marino.
CARINGI STEFANO: E’ un’entità rilevante sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque è un’entità economica ed imprenditoriale rilevante della Repubblica sammarinese, però negli altri due casi ci sono delle situazioni, almeno per come le rappresenta, straordinariamente eclatanti. Per cui c’è spazio, anzi necessità di un intervento di vigilanza, e sostanzialmente vi viene richiesto di fermarvi.
CARINGI STEFANO: Noi non potevamo fare di più di quello che abbiamo fatto, perché a questo punto, dopo la dichiarazione di non gradimento mia, anche Papi e Bassone non avevano altre...
PUBBLICO MINISTERO: Io non sto facendo una critica a voi, sto cercando di capire.
io non so l’importanza, ho capito che la Karnak è importante, che Marino Grandoni è un imprenditore fosse esso stesso importante presso la Repubblica di San Marino. Non lo conoscevo, però se si guarda su internet c’è qualcosa.
CARINGI STEFANO: Io non ho mai conosciuto Marino Grandoni, l’ho visto per la prima volta in fotografia a Report l’altra settimana, non ho il piacere di conoscerlo.
PUBBLICO MINISTERO: Non è anche un esponente politico?
CARINGI STEFANO: Non credo direttamente.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè ha contatti con partiti, in senso di finanziamenti?
CARINGI STEFANO: Penso di sì, non lo so di preciso. Ma diciamo che sono anni che mi viene indicato come una delle persone che vorrebbero la mia testa. 
PUBBLiCO MINISTERO: Ma perché scusi? Questa cosa non l’ho capita.
cARINCI STEFANO: Nemmeno io.
PUBBLICO MINISTERO: La prima volta che ispezionate la Partner era alla fine del 2009. Perché voleva la sua testa?
CARINGI STEFANO: Non lo so. Noi che non fossimo graditi a Marino Grandoni lo sappiamo da sempre.
Io non ho mai capito bene perché. Evidentemente, forse, poi i fatti spiegano anche un timore di un’attività di vigilanza che probabilmente dà fastidio ad un certo establishment.
PUBBLICO MINISTERO: Se le difficoltà in cui vi siete trovati con questa banca, che sono sicuramente di rilevanza inferiore a quelle rispetto alla Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino, sono state queste, voglio capire le difficoltà in cui vi siete trovati a gestire l’ispezione alla Cassa di Risparmio di San Marino.
(...)