sabato 25 novembre 2017 23:56
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Su caso titoli e decreti legge Dim presenta un altro esposto

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Dim presenta un altro esposto su caso titoli e decreti legge 

"E’ stata aperta una finestra temporale che ha consentito la gestione dei fondi pensione a Bcsm Vogliamo sapere se l’investimento è stato fatto in quel periodo”

Antonio Fabbri

“Il 15 novembre abbiamo presentato alla magistratura un nuovo esposto relativo all’uso della decretazione e alla vicenda titoli”. Lo rende noto Emanuele Santi di MdSi. “L’esposto vuole fare chiarezza sulla decretazione del governo. Riteniamo che tra l’emissione del decreto 79 del 10 luglio e quella del decreto 87 che lo ha abrogato il 21 luglio, sia stata creata una finestra, un buco temporale, nel quale è stato tolto il potere al Comitato di gestione di Fondiss di controllo sulla gestione dei fondi pensione. Noi chiediamo se l’operazione del titolo sia avvenuta o meno in quel lasso di tempo che riteniamo sia stato creato ad hoc. Crediamo ci siano stati di fatto sottratti i soldi del secondo i pilastro dei fondi pensione. Per questo abbiamo chiesto alla magistratura chiarezza su questa finestra temporale di controllo da parte dell’organismo preposto”, ha aggiunto Santi. “Non a caso come forze politiche abbiamo fatto interpellanza rispetto a questo al governo, sull’utilizzo del portafoglio titoli di Banca centrale. Ma non ci hanno risposto”.

Poi il casus belli della Commissione Affari di Giustizia. “Il Governo – dice il consigliere di Rete, Elena Tonnini - si muove con un esposto verso la polizia giudiziaria che si stava adoperando per raccogliere informazioni di indagine e non si muove per cercare di fare chiarezza per sapere che fine abbiano fatto questi fondi. Dall’altra parte, invece si muove con un esposto che in qualche modo richiama la vicenda titoli, appunto l’operazione che chiama in causa Banca centrale e il Cis, in cui emergono le figure di Savorelli e di Siotto”.

Poi, quella che Capuano nella sua lettera di dimissioni definisce “perquisizione domiciliare”, viene indicata piuttosto da Roberto Ciavatta come un “accesso alla foresteria della Banca Centrale. Vicenda su cui numerosi consiglieri hanno mentito sapendo di mentire. C’è un atto non riservato – dice Ciavatta –che è la relazione di servizio dell’agente di Pg che spiega come sono avvenute le cose e l’iter che ha condotto all’accesso nell’appartamento. Il fatto è che un Direttore appena nominato si dimette, tutta la politica di maggioranza si concentra sull’ultima motivazione, e dà per oro colato la versione di una parte”.

Ciavatta riporta quindi il contenuto del verbale di perquisizione, che sostiene sia divulgabile seppure appartenga a un fascicolo segretario, poi aggiunge: “Con questo esposto si mette in difficoltà un ispettore e dall’altra parte si dà al magistrato che ha in carico l’esposto del Ccr la possibilità di accedere al fascicolo di indagine sul titolo. Io mi auguro che qualsiasi magistrato, come previsto dalla legge, dichiari preventivamente la propria astensione qualora vi siano amicizie, inimicizie, rapporti di affari”. Poi Ciavatta parla di preavvisi che erano stati inviati dal vicedirettore Bernardi, lo stesso denunciante, a Capuano.

Sarebbe quindi stato Bernardi a dare il via libera all’accesso dicendo di averlo comunicato al Direttore che, però, ha dal canto suo ha scritto che l’accesso è stato fatto senza la sua autorizzazione e in sua assenza. La chiave per entrare è stata fornita dalla stessa Bcsm.

Federico Pedini Amati, consigliere di MdSi, accusa la maggioranza di voler spostare l’attenzione su quella indagine “Non penso che sia un caso che il presidente della Commissione e due membri si siano dimessi, e non lo avrebbero fatto se non avessero ravvisato gravissime pressioni indebite o atti che potrebbero precludere azioni della magistratura da parte di qualcuno”.

“L’operazione titoli – ha aggiunto Marianna Bucci – è la conseguenza di una indifferenza del governo e della maggioranza che avrebbero potuto evitare certi movimenti e certi personaggi”.