venerdì 7 dicembre 2018 06:24
RASSEGNA STAMPA

San Marino. Fitch conferma “BBB-”, Fixing

San Marino. Fitch conferma “BBB-”, Fixing

Alessandro Carli Fixing: L’agenzia rimarca la debolezza della politica alla crisi del settore bancario / Fitch conferma “BBB-” il rating di San Marino / La crescita del PIL sarà dell’1,3% nel 2019 e dell’1,1% nel 2020

SAN MARINO  Nessuna variazione rispetto al mese di giugno: l’agenzia Fitch, anche nell’ultimo rapporto del 30 novembre, ha conferma in “BBB-” il rating a medio-lungo termine di San Marino, ovvero l’indicatore dell’andamento economico finanziario del Paese

Il report nei dettagli

Il rating di San Marino è supportato da un elevato PIL pro capite, dalla sua posizione di creditore esterno netto trainata da un ampio surplus commerciale e da un sistema politico stabile. Questi punti di forza sono imputati a ingenti passività potenziali derivanti da NPL di banche estremamente elevate, una debole risposta politica alla crisi del settore bancario e una limitata capacità amministrativa dovuta alla piccola popolazione. C’è anche una mancanza di diversificazione economica, alta dipendenza dall’Italia, lacune nei dati.
Il settore bancario sammarinese rimane molto debole e il processo di ristrutturazione delle banche è limitato, aumentando il rischio di perdite
che si stanno cristallizzando sul bilancio sovrano. Il rapporto NPL è stato del 47,2% (lordo) e del 28,6% (al netto degli accantonamenti). Fitch si aspetta che il settore subisca un’altra perdita nel 2018, di poco inferiore ai 48 milioni di euro (3,3% del PIL) registrati nel 2017, poiché le banche continuano a essere sfidate dal basso livello dei tassi d’interesse, da una maggiore trasparenza e dall’ampio stock di crediti deteriorati. La liquidità bancaria è adeguata ed è stata più stabile quest’anno. Il tasso di copertura della liquidità è vicino al 32%.

È probabile una forte ricapitalizzazione pubblica del settore bancario, sebbene le dimensioni, i tempi e le modalità restino incerti. Cassa di Risparmio rappresenta la grande maggioranza del deficit di capitale del sistema e il governo ha garantito quasi altri 450 milioni di euro (30% del PIL) nei prossimi 25 anni. Ciò segue i 85 milioni di euro di perdite di CRSM coperti negli ultimi due anni principalmente attraverso la conversione di obbligazioni in azioni, in cima alle quali vi sono passività potenziali derivanti da normative che consentono alle banche di scambiare crediti d’imposta per titoli di Stato. (...)

Fonte: Fixing