LA MEZZANOTTE DEL 30 SETTEMBRE

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LA MEZZANOTTE DEL 30 SETTEMBRE
 
Nella prima serata del 30
settembre i consiglieri della nuova maggioranza raggiungono alla
spicciolata un locale di Rimini da dove, verso le 23 circa, partono
assieme alla volta della Repubblica di San Marino fermandosi a Rovereta,
cioè la prima località sammarinese subito a ridosso del confine. Lì
prendono possesso di uno stabilimento industriale in disuso sito su un
promontorio di territorio sammarinese in territorio italiano ed allo
scoccare della mezzanotte, cioè quando finisce il mandato dei Capitani
Reggenti in carica, danno vita ad un Governo Provvisorio nelle persone
dei componenti il Comitato Esecutivo: Bigi, Casali, Giancecchi e
Savoretti.
    Roma provvede subito a dispiegare, in territorio
italiano, delle forze a difesa dell’area dello stabilimento,
controllandone in sostanza tre lati su quattro.
    La notizia della
costituzione del Governo Provvisorio viene subito diffusa durante la
notte col passaparola all’interno della Repubblica ed all’esterno
attraverso le agenzie di stampa e la radio. Immediatamente il Governo
Provvisorio riceve il riconoscimento dell’Italia. Poi seguirà quello di
altri paesi.
    Alla notizia della costituzione del Governo Provvisorio, la piazza del Pianello si riempie di sostenitori del Governo. Il Governo del Palazzo. Allora la
Reggenza, anche per calmare gli spiriti più bollenti, decide
l’istituzione di un Corpo di Milizia Volontaria che entra immediatamente
in funzione.
Probabilmente la vecchia maggioranza teme una sortita
sul Palazzo da parte del Governo Provvisorio, col sostegno dei suoi
fedelissimi e – come pure andava ventilandosi – di militari italiani
‘gendarmizzati’.
In effetti il Governo Provvisorio col suo primo decreto si limita a ordinare a tutti i Corpi Militari e la Gendarmeria di mettersi al servizio del nuovo Governo. Il decreto è fatto pervenire direttamente al Capitano Sozzi con una lettera d’accompagno: È
suo dovere categorico in questo particolare momento di prendere tutte
le misure indispensabili per il mantenimento dell’ordine pubblico in
tutto il territorio della Repubblica.
 La radio italiana la sera del 1° ottobre diffonde la notizia che il
Comandante della Gendarmeria si è incontrato con gli esponenti del
Governo Provvisorio ai quali ha dichiarato di essere deciso di mantenere
l’ordine pubblico.
Sozzi non si trasferisce a Rovereta, ma non
manca all’impegno di vigilare perché i contrasti politici non
pregiudichino la sicurezza delle persone.
Ciascuno dei due governi
inonda la stampa di messaggi, proclami, bollettini; convoca, ogni
giorno, conferenze stampa; ottiene riconoscimenti e sostegni; pro-muove
manifestazioni dentro il territorio e fuori; dà ordini e chiede
attestazioni di fedeltà.
Ciascuno dei due governi non manca di collaborazioni e di aiuti esterni.
Ciascuno
dei due governi chiama a raccolta i suoi sostenitori e li dota di armi.
Una fascia per distinguersi sul Pianello, una fascia a Rovereta. Fucili
sul Pianello, fucili a Rovereta.
Si ricrea una situazione di stallo.
Ci
sono diversi tentativi di risolvere la situazione con un compromesso.
Il Comm. Oliviero Cappelli, un italiano al servizio dell’Amministrazione
Pubblica sammarinese, si propone come mediatore: è accettato da
entrambe le parti, ma non riesce ad andare oltre ad una prima bozza di
accordo. Fallisce pure una trattativa diretta fra delegazioni delle due
parti, svoltasi a Rimini. Tuttavia il Governo Provvisorio, nonostante
questi fallimenti, non si spinge a procedere con la forza magari con l’arruolamento volontario di nuovi gendarmi. Insomma non prende la decisione di marciare verso la piccola capitale per imporre la legalità repubblicana, come i più andavano prevedendo.  

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