A San Marino il seminario “La violenza di genere nel quadro internazionale”

San Marino, Afghanistan, Messico, Africa e non solo: cosa contraddistingue la violenza di genere nelle diverse culture? Quali sono le principali differenze e similitudini?

Cercando di rispondere a queste domande, il seminario “La violenza di genere nel quadro internazionale”, in programma giovedì 24 novembre grazie all’organizzazione dell’Università degli studi della Repubblica di San Marino nell’ambito del Master in Criminologia e Psichiatria Forense, assumerà un respiro globale con la partecipazione di una serie di relatori pronti a esporre casi di studio, esempi virtuosi e criticità che non tralasceranno la situazione attualmente presente sul Titano.

Il vice presidente del Grevio, organismo indipendente del Consiglio d’Europa chiamato a monitorare l’applicazione della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e domestica, salirà infatti in cattedra per parlare dei positivi sviluppi prodotti in repubblica dalla promulgazione di leggi e decreti, senza sorvolare sulle preoccupazioni dovute alla durata delle indagini e alle lacune nella raccolta dei dati sul fenomeno.

“Proprio l’intervento di Simona Lanzoni, insieme alle novità rappresentate dai patrocini di Marija Pejčinović Burić, segretario generale del Consiglio d’Europa, e del consolato onorario del Messico a San Marino, rappresenta uno stimolo e un grande riconoscimento per un percorso iniziato quattro anni fa con il primo seminario dedicato alla violenza di genere dal nostro Ateneo”, spiega la docente Karen Venturini, coordinatrice dell’iniziativa.

“Quest’anno – prosegue l’accademica – abbiamo voluto ampliare la prospettiva per conoscere il fenomeno a livello internazionale. I media e i social denunciano ogni giorno violenze contro le donne in realtà come Africa, Arabia Saudita, Pakistan, Afghanistan e Asia. Secondo ActionAid si stima che circa il 35% delle donne abbia subito violenza, sessuale e non, almeno una volta. E le cifre potrebbero essere ancora più alte, visti i gli episodi nell’ombra perché non denunciati. Nel 38% dei casi di omicidi di donne, il colpevole è il partner. Ogni anno nella sola Africa ci sono tre milioni di donne e di bambine a rischio di mutilazioni genitali femminili”.

Di qui l’esigenza di uno sguardo ampio e vigile su un problema che l’Onu ha definito “flagello mondiale”: quella prevista sul Titano sarà una maratona di interventi che coinvolgerà operatori, medici, sociologi e docenti, insieme a rappresentanti di realtà come la Worldwide Association of Women Forensic Experts, Ausl Romagna, Associazione Differenza Donna e Fondazione Wanda di Ferdinando.

Fra analisi e approfondimenti, il seminario prenderà il via alle ore 9 nella sede universitaria dell’ex Tribunale, in via Salita alla Rocca 44, nel centro storico di San Marino, e si concluderà nel tardo pomeriggio con la presentazione del libro “Le relazioni umane pericolose”. Alle ore 18 il volume verrà illustrato da Giancarlo Nivoli e Cristiano Depalmas, direttore e coordinatore del Master in Criminologia e Psichiatria Forense dell’Ateneo sammarinese.

Fra i patrocinatori la direzione generale della Funzione Pubblica. L’evento si svolgerà sotto l’egida dell’Authority per le Pari Opportunità, che curerà uno degli interventi in programma. Per informazioni e iscrizioni: altaformazione@unirsm.sm.

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