A San Marino nuova ondata di residenze. Agenzia Dire Torre1

La Repubblica di San Marino apre le maglie della
concessione delle residenze. Dalla seduta di oggi della commissione Esteri
arriva infatti il suggerimento a non creare, almeno in questo periodo, criteri
troppo selettivi, soprattutto per quanto riguarda gli imprenditori e i professionisti
gia’ presenti sul territorio. Facendosi guidare dall’interesse generale del
Paese. Maggiore rigore, invece, sulle nuove richieste.
 
  
“In questa fase iniziale sarebbe meglio tenere la barra alta e fare
partire bene la nuova legge, dato che sono arrivate abbastanza domande, non
solo imprenditori con grossi investimenti presenti o futuri, ma anche soci
minoritari, manager e amministratori di grandi societa’”, suggerisce il
segretario di Stato per gli Affari esteri, Antonella Mularoni.     Ma
per i commissari e’ il momento che vive il Paese a dettare parametri non troppo
stringenti, per impedire un’ulteriore uscita di imprese. Senza dimenticare che
la nuova normativa e’ stata creata anche per attirare nuovi investimenti e gia’
fissa tre tipi di parametri: la concessione di residenza a chi riveste incarichi
dirigenziali importanti nella sanita’, nelle banche o nella pubblica
sicurezza; a chi ha un’azienda con un certo numero di dipendenti e che fa
investimenti. Le richieste sono avanzate dal congresso di Stato ma l’ultima
parola spetta alla commissione Esteri. “Non deve essere il numero di richieste
a pesare, ma la serieta’, chi ha gia’ investito o da’ valore aggiunto in
termini di occupazione e lavoro”, prende la parola il consigliere del
Partito dei socialisti e dei democratici, Marino Riccardi, chiedendo di
portare le domande in giacenza nella prossima seduta della commissione. Tra cui
quelle di un imprenditore legato alla Walt Disney e del titolare del Bioscience
Institute presentate prima dell’estate ma ancora non arrivate in commissione.
“Fissare criteri e’ opportuno”, aggiunge il vicino di scranno
Fiorenzo Stolfi, in particolare per i nuovi investimenti e iniziative.
“Per il pregresso meglio valutare caso per caso e impedire che ulteriori
aziende lascino il Titano fissando paletti troppo alti”. Anche
Francesca Michelotti di Sinistra unita chiede “steccati non troppo alti:
l’interesse dello Stato deve essere il primo criterio che lascia un certo margine
di discrezionalita’  giustificato dalla
durezza dei tempi che viviamo”. Mentre Alessandro Mancini del
Partito socialista riformista sammarinese chiede di fare “una verifica
delle domande valutandole senza perdere troppo tempo. La legge e’ chiara e un’ulteriore
regolamentazione puo’ disturbare”.
   
Dai banchi della maggioranza Francesco Mussoni del Partito democratico
cristiano sammarinese da’ la “disponibilita’ a essere piu’ aperti
nell’interesse generale”, fissando criteri per le nuove richieste
mentre la commissione esaminera’ le proposte di rinnovo. Dunque, commenta Maria
Luisa Berti della Lista della liberta’, “un’impostazione diversa dal
passato”, anche perche’, chiude il giro degli interventi Roberto Giorgetti
di Alleanza popolare, “vale la pena di essere flessibili”.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy