Accordo con Ue: San Marino intende non aggiornarlo, ma rinegoziarlo

L’Accordo San Marino e Unione Europea firmato nel 1991 ed entrato in vigore nel 2002 prevedeva all’art. 26 la

possibilità di modificarlo nei punti ove si fossero manifestate difficoltà di applicazione entro i cinque anni appunto dall’entrata in vigore. San Marino non ha usufruito di tale possibilità giudicata molto importante invece dal prof. Pietro Manzini nel Forum dedicato all’Europa nel luglio scorso e organizzato dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri.
Fiorenzo Stolfi, Segretario di Stato per gli Affari Esteri, spiega a L’Informazione di San Marino che i governi sammarinesi hanno scelto di non utilizzare tale possibilità di modifica per sollecitare invece una ricontrattazione dell’intero accordo. Queste le parole esatte di Stolfi: ‘ritengo che alla fine i tempi sarebbero stati gli stessi sia per modificare l’accordo che per rinegoziarlo come abbiamo intenzione di fare superando l’attuale intesa. A questo punto abbiamo quindi deciso di intraprendere la seconda strada per attuare con un nuovo accordo modifiche sostanziali accogliendo anche le giuste istanze degli operatori economici‘.
In effetti questa interpretazione contrasta con quella data dell’Ambasciatore Pietro Giacomini nella sede di

Asset Banca.
Giacomini (sostenuto anche dal dr. Luciano Bollini) aveva detto che il non utilizzo dell’art. 26 era derivato dal fatto che nella Segreteria degli Esteri si erano succeduti troppi titolari negli ultimi anni a causa della instabilità politica e quindi, in sostanza, nessuno aveva avuto modo di prendere in esame seriamente tale possibilità.

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