Agenda 21: workshop per progettare uno sviluppo sostenibile

Coltivare il Futuro

un workshop per progettare a San Marino uno sviluppo sostenibile

Una società per realizzare il proprio sviluppo deve conoscere la sua storia dalla quale trarre elementi di miglioramento che, secondo l’approccio moderno, significa puntare sullo sviluppo sostenibile. E’ una sfida densa di problemi e di difficoltà che richiama quanto fanno i nostri agricoltori per avere un raccolto soddisfacente e riproducibile.

Alla sostenibilità del territorio va dedicata la massima attenzione, similmente a quanto facevano i contadini delle nostre campagne che prima di mettersi ad arare il terreno avevano ben chiaro la coltura che intendevano seminare, le cure che dovevano dedicare per ottenere il raccolto, l’importanza di proteggere la fertilità del terreno; ciò significa “coltivare il futuro”.

Ai decisori politici ed economici è affidato il compito di “coltivare il futuro di San Marino”, elaborando una visione precisa di come il Paese potrà trasformarsi nel prossimo futuro, coinvolgendo la cittadinanza per recepirne le direttrici, assicurando uno sviluppo sostenibile alle giovani generazioni.

Martedì 30 settembre alle ore 18,00 presso lo Hotel San Giuseppe si svolgerà il workshop Una mano al Paese: serve ancora?

Col progetto “Una mano al Paese”, lanciato nel 2011 dal Coordinamento per l’Agenda 21 a San Marino, ci si proponeva di sviluppare progetti e strategie condivise in grado di far assumere alla società civile un nuovo protagonismo ed un ruolo di responsabilità nell’individuare soluzioni sostenibili alla grave crisi che aveva colpito il sistema socioeconomico sammarinese. A distanza di tre anni si intende fare il punto della situazione.

Il Prof. Luigi Bruzzi dell’Univ. Di Bologna nel suo intervento “Coltivare il futuro: un Osservatorio della Sostenibilità a San Marino” presenterà in anteprima i risultati di una ricerca sugli indicatori della sostenibilità, che presto verrà pubblicata in un libro, dalla quale emerge che il modello di sviluppo sul quale si è retto sinora il benessere del Ns Paese è basato sullo “spreco” di energia, di acqua, di risorse (rifiuti), ecc. La crisi che ci sta attanagliando da diversi anni non è altro che il risultato dell’insostenibilità di tale modello.

Allora che fare? Se ne parlerà in un Focus Group le cui conclusioni saranno tratte dal Prof.

Renato di Nubila, Docente di  Metodologia della Formazione e di Comportamento Organizzativo.

E’ urgente ripensare questo modello e rapidamente riconvertirlo nell’ottica di un uso efficiente delle risorse, dell’innovazione dei processi, del riciclo e riuso dei beni. Questo sarà quanto illustrerà anche l’altro relatore della serata, l’On. Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera Italiana dei Deputati, che nel suo intervento “Green economy: come superare la crisi e non restare fermi ad aspettare la ripresa” illustrerà come oggi nell’economia italiana gli occupati “verdi” – i cosiddetti green jobs – sono più di 3 milioni.

Dal 2008 ad oggi 328mila aziende italiane  hanno investito in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale e risparmiare energia. Dalle quali quest’anno arriverà il 38% di tutte le assunzioni programmate nell’industria e nei servizi. Chi investe green, infatti, è più forte all’estero, perché oggi green economy significa innovazione di prodotto o di servizi.

E’ possibile avviare una Green economy anche a San Marino?

Se ne parlerà in una tavola rotonda alla quale sono stati invitati a partecipare i Segretari di Stato per le Finanze, per l’Industria, per il Territorio e l’Ambiente. Insieme ad essi anche il Presidente dell’ANIS e della Camera di Commercio.

Le organizzazioni sociali ed economiche nonché tutta la cittadinanza sono invitate a partecipare e a portare il loro contributo in sede di dibattito. Vedasi programma allegato.

                                   

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