Alessandra Renzi sulla nuova legge elettorale

La nuova Legge Elettorale inizia ad avere il suo effetto. Si delineano in modo chiaro gli argini del fiume in piena della politica sammarinese. Le alluvioni degli ultimi mesi paiono essersi arrestate e la politica ritrova due sponde ben definite: una a sinistra e una a destra.
Anche gli attraversamenti “carontiani”, da ultimo quello dei due “Conti Ugolini” in palese contraddizione con valori e principi ideali di riferimento, sembrano essere terminati.

Il sereno non è ancora tornato ma la situazione appare rischiarata e certo meno ingarbugliata (almeno per la sinistra) di quel che sembrava.

Questo è quel momento, per certi versi magico, in cui tutta la sovranità ritorna nelle mani del suo legittimo proprietario: il Popolo.
Ora la cittadinanza sarà chiamata a scegliere a chi cedere la difesa dei propri diritti e la gestione della Res Publica, del Paese.
Chi si propone a questo onorevole compito, come me, questa volta ha sulle spalle una doppia responsabilità: da una parte quella di garantire continuità al riformismo dando esecuzione a tutte le riforme e i provvedimenti avviati dal precedente Governo. D’altra parte siamo chiamati anche a rimediare alle azioni di chi, tradendo gli interessi della collettività, ha gettato fango su tutti. Adesso non ci è permesso sbagliare, il Paese ha urgente bisogno di persone responsabili, ha bisogno di una coalizione che garantisca stabilità da subito, con un Programma di Governo già collaudato e pienamente condiviso, una coalizione coerente nelle scelte che assicuri un impegno politico e morale dinnanzi a tutto il Paese.
La politica non può più essere un fattore di crisi per la società, al contrario deve difendere le posizioni più deboli e liberare la società da un soffocante conservatorismo che non permette la libera espressione di tutte le identità. Abbiamo bisogno di persone che facciano politica per garantire pari dignità e progresso per tutti i cittadini. La politica deve adeguarsi da subito e rispondere prontamente ai velocissimi cambiamenti sociali. Per questo è necessario che ascolti e si faccia indirizzare da tutto quell’humus sociale fatto di associazionismo e volontariato in cui, più che in altri luoghi, si esprimono i bisogni e le problematiche sociali.
Abbiamo anche bisogno che le donne crescano politicamente e maturino una propria cultura di governo; di donne che ci rendano fiere della nostra identità. Per queste donne e per tutte le altre donne che quotidianamente si dividono fra casa e lavoro, sarà necessario potenziare il nostro welfare, sostenere e creare nuovi servizi a sostegno delle famiglie, ricercare soluzioni mirate alla conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa.

Il lavoro che ci aspetta è tanto, ma è altrettanto grande la volontà di realizzarlo.

Ai cittadini la scelta, a chi sarà scelto la responsabilità.

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