Anche Psrs contro Banca Centrale, chiede la convocazione del Consiglio

La credibilità e l’autorevolezza della Banca Centrale si devono misurare sulla base dei risultati ottenuti. Le critiche avanzate dalle opposizioni in questi ultimi giorni, quindi, non sono un tentativo di delegittimazione dell’attuale management della massima istituzione del sistema finanziario sammarinese, ma sono la manifestazione di un profonda inquietudine per l’evidente incapacità di contrastare in maniera adeguata la crisi di un settore strategico per il presente e per il futuro del nostro Paese.
La gestione dell’attuale vertice di Banca Centrale sino ad oggi si è caratterizzata per la  liquidazione coatta di un istituto di credito (Credito Sammarinese) e di numerose finanziarie, per il commissariamento e l’amministrazione straordinaria di altre due banche (Smib e Bcs), per la progressiva diminuzione della raccolta bancaria scesa al di sotto della soglia degli otto miliardi di euro, per l’incenerimento di decine di posti di lavoro qualificati e per chiacchiere inopportune, annunci fasulli e interviste disastrose. Non c’è la minima traccia dell’apertura di rapporti costruttivi con la Banca d’Italia e con il Ministero dell’Economia, per l’instaurazione dei quali venne nominato l’attuale Presidente che dal Segretario di Stato per le Finanze era stato presentato come figura gradita alle principali istituzioni politiche e finanziarie italiane. Manca totalmente un progetto di salvaguardia e di sviluppo per il settore che invece dovrebbe essere guidato ed accompagnato in un percorso di complessiva trasformazione all’insegna della legalità, della trasparenza e dell’internazionalizzazione. Al contrario, Banca Centrale si è fatta portatrice di una gestione avventata, discutibile e discriminatoria che sta affondando il sistema finanziario sammarinese, ormai in balia della lobby romana che sta cancellando la tanto vantata autonomia della Repubblica. Ne è prova la vicenda del Credito Sammarinese che con una azione attenta e razionale di vigilanza e di cooperazione solidale poteva concludersi in modo positivo per tutti, senza colpire la cittadinanza che dovrà farsi carico dell’ammanco superiore ai 40 milioni di euro.
Ma soprattutto è sconcertante l’atteggiamento passivo tenuto dal governo ed in particolare dal Segretario di Stato per le Finanze che segue pedissequamente le “invenzioni” di Banca Centrale alla quale è stata appaltata la governance del sistema finanziario con risultati del tutto negativi in termini di credibilità e di affidabilità e con la prospettiva che con le continue picconate si demolisca l’intero settore per motivi non confessabili.
La scorsa settimana si è svolto un dibattito consiliare sulla situazione del sistema finanziario sammarinese che ha fatto emergere una condivisione bipartisan sulla necessità di mettere in campo un coordinamento tra Banca Centrale, Governo, Consiglio Grande e Generale ed operatori del settore con l’obiettivo di favorire il percorso evolutivo del settore creditizio. Ma  i fatti immediatamente successivi sono andati in una direzione diametralmente opposta. Infatti, ad appena due giorni di distanza dalla conclusione del dibattito consiliare la Banca Centrale ha adottato il provvedimento di amministrazione straordinaria nei confronti di Banca Commerciale Sammarinese proprio mentre – sulla base delle notizie riportate in questi giorni dagli organi di informazione – la proprietà stava concludendo la cessione ad un grande e prestigioso gruppo bancario internazionale.
I Socialisti Riformisti non intendono entrare nel merito del provvedimento, tuttavia ne rilevano l’anomala tempistica con cui è stato emanato in totale sfregio degli orientamenti del Consiglio Grande e Generale.
A tal proposito, il Segretario di Stato per le Finanze deve chiarire se ha volutamente omesso di comunicare all’Aula l’imminente provvedimento nei confronti di un istituto di credito, diventando protagonista di una clamorosa presa in giro della massima istituzione della nostra Repubblica. Oppure se non ne era al corrente, mettendo in luce l’imbarazzante incapacità del governo di esprimere precisi indirizzi di sistema e la inspiegabile mancanza di un collegamento tra esecutivo e Banca Centrale che, in base alla legge, deve garantire la stabilità del sistema finanziario.
Per queste ragioni, il PSRS, unitamente alle altre forze della minoranza, ritiene necessaria ed urgente la convocazione di un Consiglio Grande e Generale straordinario per sviluppare un ulteriore dibattito sul sistema finanziario alla luce degli elementi di novità emersi negli ultimi giorni colpevolmente trascurati nell’ambito dell’ultima sessione consiliare. Ritiene indispensabile definire, con il più largo consenso, un progetto di settore al quale tutti dovranno uniformarsi nell’interesse esclusivo del Paese.
Infatti il Consiglio Grande e Generale deve assolutamente riappropriarsi delle sue funzioni istituzionali per difendere la sostenibilità del sistema bancario e per avviare l’integrazione internazionale ottenendo l’accesso alle infrastrutture finanziarie che sono indispensabili alla finanza pubblica e all’economia privata per costruire la nuova San Marino.
Repubblica di San Marino, li 3 novembre 2011
Ufficio Stampa PSRS

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