Antonio Fabbri – L’informazione di San Marino: Criminal Minds / Un intreccio di nomi inquietanti

L’informazione di San Marino: Criminal Minds / Un intreccio di nomi inquietanti

Antonio Fabbri

SAN MARINO. La commissione di inchiesta su Criminal Minds è stata chiesta a gran voce nei mesi scorsi da diverse forze politiche e da diversi esponenti dei partiti.

Richiesta che doveva fare quasi
da contraltare alle vicende giudiziarie
che stavano vedendo
avanti e oggi di grande attualità,
alla commissione di inchiesta
su Fincapital del 2012 e a
quella su Cassa-Sopaf. Insomma,
una commissione ritenuta
di un interesse quasi vitale per
la chiarezza nel quadro politico-
affaristico e sociale di quel
periodo.

Adesso che quell’indagine arriva in tribunale, però, sembrano ormai disinteressarsene tutti o quasi. Adesso che l’inchiesta fatta dall’autorità giudiziaria viene svelata con molti suoi passaggi e con le testimonianze in aula, sembra non serva più capire cosa è successo in Criminal Minds. Così, alla prima udienza di martedì scorso, a parte i diretti interessati e i loro legali, il procuratore del fisco e il giudice, un giornalista più un altro arrivato dopo, non c’era nessuno. Nessuno di quelli che
a gran voce hanno invocato nei
mesi scorsi chiarezza su questa
vicenda, per capire, per valutare,
per censurare.
Cosa che fa pensare come, spesso,
si intavolino battaglie politiche
per mettere in guardia sul
fatto che si conoscono reciprocamente
i rispettivi scheletri negli
armadi e con questa “leva”
ottenere rendite di posizione.
Ebbene, martedì è bastato un interrogatorio dell’imprenditore vessato da Ricciardi e Platone, Claudio Vitalucci, per fare emergere particolari interessanti.

Vitalucci sotto giuramento
– pur essendo in Italia sotto
processo in un procedimento
connesso – ha tracciato il quadro
delle vessazioni subite.
Ma più che i dettagli di queste, sono emblematici i nomi delle persone che incontrava in Fingestus, che operavano per conto di quella finanziaria, che ne bazzicavano i locali ed erano in rapporti molto stretti con i dirigenti. Stessi personaggi che ritroviamo in altre vicende di infiltrazioni malavitose come Vulcano, soggetti alcuni dei quali sono collegati all’episodio della sparatoria in Viale Ceccarini per la contesa tra napoletani e crotonesi per il controllo delle bische in Romagna.

Un intreccio di nomi e di comportamenti
illegali e inquietanti
che fanno comprendere quanto
e come fosse stanziale questa
criminalità anche sul Titano.
Tutti con affari attorno alla Fingestus.
Una finanziaria che ha già sollevato
parecchi dubbi non foss’altro
per la liquidazione volontaria,
per molti inspiegabile, di
cui ha potuto beneficiare con
la consulenza, è già emerso,
dell’ufficio legale di chi oggi è
al vertice di Banca Centrale.
Insomma, adesso che le cose
stanno venendo fuori in pubbliche
sentenze nell’aula del
tribunale dei Tavolucci, qualche
riflessione politica forse andrebbe
fatta, a prescindere da
una qualsivoglia commissione
di inchiesta.

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