Antonio Fabbri – L’informazione di San Marino: Morte Perfetto, chiesta la prescrizione del reato

L’informazione di San Marino

Morte Perfetto, chiesta la prescrizione del reato

Per la difesa estinto il 22 aprile scorso secondo la Procura fiscale, invece, il termine scade a settembre

Antonio Fabbri

Giornata di appelli, ieri, davanti al giudice David Brunelli. Il primo caso discusso è stato quello dell’omicidio colposo di Luciano Perfetto, per l’infortunio sul lavoro che si verificò il 23 agosto del 2010 quando, durante le operazioni scarico di balloni di lana nel cortile della Tra.Ma., una reggetta di metallo si ruppe dall’imballo e trafisse fatalmente al torace il 46enne pugliese. Per l’accaduto in primo grado erano stati condannati Albino Perina, amministratore della Tra. ma, Antonio Racano che manovrava il muletto, e Corrado Bizzocchi per il quale lavorava di fatto la vittima. Proprio Bizzocchi ha presentato ricorso in appello opponendo preliminarmente eccezione di prescrizione del reato.

Nell’udienza
di ieri il legale di parte civile,
Lara Conti che rappresenta la famiglia
della vittima, ha chiesto la
conferma della sentenza di primo
grado e, in ogni caso, invocando
l’articolo 196 bis del codice di
procedura penale, la conferma
della statuizione civile di risarcimento,
anche qualora il giudice
dovesse ritenere estinto per
prescrizione il reato. In primo
grado era stata anche stabilito il
pagamento di una provvisionale
di 50mila euro a favore dei familiari
della vittima.

Anche l’avvocato Gianna Burgagni,
in rappresentanza della
Csu, ha chiesto la conferma della responsabilità del datore di lavoro.
“I fatti sono stati confermati
– ha detto l’avvocato Burgagni,
che ha aggiunto – A mio avviso la
prescrizione non dovrebbe mai
intervenire nei procedimenti penali,
perché in casi come questo
lo stato perde una sua prerogativa
importantissima. Comunque,
se dovesse essere dichiarata la
prescrizione, chiedo che il giudice
statuisca civilmente e per i
sindacati chiedo salvaguardia di
spese e onorari”. Il procuratore
del fisco, Roberto Cesarini, ha
dal canto suo calcolato il termine
di prescrizione come non ancora
intervenuto, ritenendo che
l’estinzione del reato intervenga
il primo settembre di quest’anno.
Il legale di Bizzocchi, Carlo
Alberto Zaina, del foro di Rimini,
ha sostenuto un “problema
di lesione del diritto alla difesa
nel momento di formazione della
prova”, in occasione delle prime perizie, poi ripetute in istruttoria
dibattimentale. “Riteniamo – ha
aggiunto – che questa sentenza
non faccia giustizia a causa di
un approccio errato. L’imputato
non è stato condannato per prove
che vanno di là di ogni ragionevole
dubbio. Ci sono più ombre
che luci in questo processo, nonostante
l’impegno del giudice di
primo grado”. Di qui la richiesta
di riformare la sentenza. Dello
stesso avviso l’avvocato Lorenzo
Moretti che ha insistito sulla prescrizione.
“Ho ascoltato quanto
detto dal Procuratore del fisco,
ma non ho compreso, però, il
motivo per cui si possa arrivare
al primo settembre 2016. Invece,
per i medesimi dati conteggiati
dal Pf ritengo che la prescrizione
sia intervenuta già il 22 aprile
2016”.

Il giudice delle Appellazioni
Brunelli si è riservato la
decisione entro 90 giorni.

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