Augusto Michelotti (Su) replica a Rete

Enciclopedia Treccani – Frustolo: piccolo pezzo di qualcosa, frammento, minuzzolo, pezzetto, (di pane) briciola. 2) (estens.) cosa di scarsa importanza o valore, (anche fig) bagattella, bazzecola… Ironico soprannome attribuito anni fa all’allora Segretario Di Stato al Territorio Gian Carlo Venturini che fece dei frustoli un suo cavallo di battaglia elettorale ancora incompiuto. Il frustolo, nel nostro caso, rappresenta un relitto stradale o di terreno incolto ed inutile di piccola dimensione di proprietà dell’Ecc.ma Camera che non è, e non sarà mai, di pubblica utilità e che potrà quindi essere venduto al cittadino confinante che ne faccia richiesta.

Ultimamente il movimento politico RETE ha attaccato Sinistra Unita per la posizione presa in Consiglio GG in merito ai famigerati frustoli di Venturiniana memoria da approvarsi con la maggioranza dei 2/3 ovvero 39 consiglieri su 58.

Si è subito evidenziata una certa ignoranza diffusa sul tema dei “frustoli” se non dire che, siccome li ha proposti il governo, allora non vanno bene; ma se questi censori di mestiere si fossero presi la bega di andarli a guardare e di partecipare alle riunioni indette per il loro esame da parte dell’opposizione, si sarebbero accorti che erano tutt’altra cosa rispetto a quelli proposti dal sig. Gian Carlo Venturini qualche anno fa. Quella volta tutto fu fatto dentro la sua Segreteria, con il suo staff, e la maggioranza di quei frustoli accettati (circa 300 su 700 domande, 43%) erano a dir poco scandalosi semplicemente perché non erano frustoli, non si parlò mai di prezzi e di costi per i richiedenti, perché l’uso che se ne voleva fare non era di incamerare soldi per lo Stato e liberarlo da aree di risulta costose da mantenersi. No, l’uso che se ne voleva fare, e che se ne fece, fu totalmente clientelare e indirizzato unicamente al reperimento di voti per la campagna elettorale dell’allora Segretario di Stato al Territorio.

Questa volta il registro è stato completamente diverso, tutto si è svolto alla luce del sole, l’opposizione ha avuto tutte le informazioni possibili e immaginabili su supporto elettronico (PDF e foglio Excel) e le richieste di frustoli sono state esaminate da una commissione composta da tecnici e dirigenti della PA. Sono state accettate 102 domande su 470 (21,70%), delle quali 21 sono state contestate in varie riunioni dove tutti erano rappresentati e in Consiglio GG sono infine arrivate 81 richieste di frustoli dello Stato (17,23%) divisi in tre gruppi omogenei (così come espressamente richiesto in fase di discussione). Da considerare poi che il prezzo medio richiesto per queste aree inutili, anzi a volte dannose quando non indifferenti per lo Stato, è molto alto. Infatti, rispetto ad una dimensione massima di 150 mq, chiedere 150 Euro al metro quadrato mi sembra una gran bella cifra per un relitto stradale e un ottimo affare per lo Stato; dovrei votare contro gli interessi del mio Paese solo perché qualcuno mi dice di buttare il mio cervello al macero? No signori! Avete sbagliato indirizzo, essere settari va bene, ma fino a un certo punto… (ad esempio, come termine di paragone, il terreno per il polo del lusso, edificabile, è stato acquistato per 160 Euro al mq). Ma naturalmente queste cose i dotti sapienti di RETE le sanno già, come al solito hanno capito tutto senza sapere niente, che non è un’operazione facile, anzi è un equilibrismo raro anche se nasconde il vero obiettivo che sottende a questa pragmatica visione demolitrice di ogni iniziativa senza progetti sostitutivi e senza quella intelligente manualità necessaria per ricostruire. Se “l’operazione frustoli” avesse avuto intenti clientelari, non sarebbero state accolte solo 81 domande scontentando i rimanenti 390 possibili clientes.

Sinistra Unita, di fronte a un’iniziativa chiara e trasparente (è la prima volta che mi capita in vita mia di avere a portata di mano tutte le pratiche comprensive delle domande di richiesta d’acquisto, delle mappe, delle partite catastali, delle fotografie, ecc…), in cui è lo Stato a guadagnarci, ha preso una posizione pubblica elogiando l’operato dei giovani tecnici che vi hanno lavorato, perché tecnicamente ed eticamente è così che si fanno queste cose. Tutte le accuse che ci sono arrivate non sono mai entrate nel merito del contendere ma si sono solo basate su slogan e sul principio che tutto quello che viene dal Governo è sbagliato e fatto con un secondo fine. Non sempre accade, ogni tanto qualcosa di buono succede, molto raramente ma succede e noi, opposizione costruttiva e non solo distruttiva, quando ciò avviene, ne prendiamo atto e agiamo di conseguenza coerentemente per il bene del Paese a cui tutti (ma voi non la pensate così, vero?) dovremmo tendere.

Avremmo potuto nasconderci dietro il macchione del voto segreto e non dire nulla, troppo facile; è molto più difficile esporsi in un pubblico dibattito rendendo onore (una volta ogni tanto) all’avversario…. Ho detto onore, scusate signori di RETE, onore è una parola grossa, impegnativa e potente, non penso che possa far parte del vostro vocabolario e che quindi possiate apprezzarla.

Augusto Michelotti

Consigliere di Sinistra Unita

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