BANCHE. ‘PIAZZA FINANZIARIA RESPONSABILE’, LIBRO BIANCO ABS

“TITANO PUO’ DIVENTARE TRAIT D’UNION DELL’AREA MEDITERRANEA”
Il Titano vuole candidarsi a diventare “hub finanziario” dell’area del Mediterraneo, con nuovi
e distesi rapporti con l’Italia, ora che il ministro Giulio Tremonti e’ uscito di scena, e con gli Stati Uniti d’America come alleato in piu’. E’ il quadro che verra’ disegnato con il “Libro
bianco”, il nuovo vangelo degli istituti di credito del Titano che l’Associazione bancaria sammarinese (Abs), in collaborazione con Assofin, Fondazione Giovanni Paolo II e vari studiosi,
metteranno a punto entro l’estate. Anche con il contributo dei diversi stake holders del Titano.
In primo luogo, spiega durante il convegno che presenta l’iniziativa, Carlo Pelanda, docente di Studi globali in universita’ italiane e americane, occorre dare “il giusto valore alla sovranita’ di San Marino”, definendo il raggio di mercato del suo sistema finanziario.
Pelanda pensa a tutta l’area del Mediterraneo, dato che il Titano e’ “il luogo perfetto dove fare incontrare mercati e operatori di aree in conflitto, per fare dialogare finanza islamica e non islamica”. Insomma e’ la “capitale naturale del Mediterraneo”. Occorre pero’ “ricostruire il marchio territoriale San Marino, molto danneggiato, ingiustamente, da Tremonti. In
due, tre anni, senza grandi sforzi, si puo’ sperare di ottenere un risultato”, anche andando a eliminare le “ambiguita’” che da sempre caratterizzano i rapporti con l’Italia. A partire dal
fatto che “il Titano opera in euro ma non ha accesso ne’ alla Banca centrale europea ne’ alla Banca d’Italia”, in piena violazione del diritto alla concorrenza”. Dunque “vanno individuate e risolte tutte le ambiguita’, dalle bandiere sulle navi ai leasing.
L’Italia non ha mai precisato le relazioni, ma ora la posizione e’ cambiata e sta definendo il suo
interesse su San Marino: vuole la sua sovranita’ e non la sua cancellazione come voleva Tremonti a mo’ di medaglia”. Dunque e’ il momento, come fatto da Francia per Montecarlo e da Cina per Hong Kong e Singapore, di definire un “partnerariato strategico”, all’interno di un piano organico di rilancio.
Grandi opportunita’ vengono anche dagli Usa, prende la parola Richard Greco, presidente Filangeri capital partners, ex vice ministro Marina militare Usa e White House Fellow. “C’e’ una
simpatia naturale tra le nostre due nazioni”, come dimostrano la storia e in particolare l’invito, accettato, nel 1861 da parte dei Capitani Reggenti per la cittadinanza onoraria ad Abraham
Lincoln. Il sedicesimo presidente Usa ha evidentemente visto “qualcosa di speciale” nella piccola Repubblica.
Il Titano, sottolinea Greco, “ha gia’ le basi di un sistema bancario moderno e ora ha in mano una mela d’oro”, per cui deve sforzarsi di migliorare efficienza, tecnologia e offerta di
servizi, candidandosi a diventare “un centro bancario moderno e sofisticato, un hub strategico per l’area del Mediterraneo”, ma anche il crocevia di “scambi politici e culturali”. E per questo
servono “visioni e volonta’, solo la fantasia limita il progetto: le potenzialita’ sono enormi per un piano importante meritevole e nobile”.
Certo, ribadisce Domenico Lombardi, presidente dell’Oxford institute for economy policy e Senior yellow della Brookings institution Oxford, “le banche sammarinesi operano con grande asimmetria competitiva, non si avvalgono dell’ausilio della Bce pur adottando l’euro”. Insomma hanno minori “cinture di salvataggio”. Questo perche’ “sugli elementi di vulnerabilita’ c’e’ stata poca attenzione, mentre il sistema veniva demonizzato in base agli errori di singoli operatori”.
Cosi’ il modello basato sui servizi all’Italia con il segreto bancario ora e’ insostenibile, per cui occorre puntare sulla trasparenza, ricalcando da un lato le best practises a livello europeo, dall’altro declinando il concetto a livello di rapporti con l’esterno, con i clienti e con gli stake holders. Secondo Lombardi fondamentale e’ il rapporto con gli organismi internazionali, a partire dal Fondo monetario. Rapporto che si costruisce attraverso “un contesto normativo stabile o almeno prevedibile”, capace di garantire l’adesione agli standard promossi a livello internazionale, “un aspetto qualificante per la nuova piazza finanziaria”.

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