Bankitalia: verso San Marino forse è vessazione

La Banca d’Italia nella circolare

diffusa -scientemente?- il 5 gennaio 2009 cioè nell’anniversario dello scoppio di

Re Nero , premette di essere stata costretta a ordinare agli istituti bancari italiani di considerare i soggetti sammarinesi come residenti in Paese extra Unione Europea e non della White list, in quanto la Repubblica di San Marino è fuori dalla Ue e non figura nella White list.

In effetti c’è chi sostiene che Bankitalia sarebbe andata oltre.

Una prova, ad esempio, sarebbe il seguente passo: ‘nella partecipazione indiretta di intermediari stabiliti a San Marino a sistemi di pagamento nazionali, il partecipante diretto deve garantire che l’operatività non sia in contrasto con alcuna disposizione di legge o di regolamento, ivi comprese quelle in materia di antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo‘.

Tale ingiunzione nei confronti delle banche intermediarie non sarebbe presente, a livello internazionale, che per paesi sotto osservazione Gafi (Iran, Iraq…), cioè paesi in una condizione del tutto eccezionale. Ma non nei confronti dei ‘normali’ paesi extra Ue ed extra White list, come è o dovrebbe ritenersi, nella peggiore delle ipotesi, la Repubblica di San Marino.

Gli istituti Iccrea e Icbpi sarebbero stati indotti ad annunciare l’interruzione di rapporti con le banche di San Marino, proprio in conseguenza del suddetto passo della circolare Bankitalia. Passo, che, a rigore, dovrebbe ritenersi, una vessazione. Infatti, il Monyeval, tanto citato nella premessa della circolare, non pare che abbia enumerato la Repubblica di San Marino fra i paesi sotto osservazione Gafi.

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