Capitani Reggenti. Obbligo dell’accettazione

Obbligatorietà dell’accettazione


  
Gli eletti a Capitani Reggenti non possono rifiutare

 

La carica di Capitano Reggente di norma è obbligatoria.

Tuttavia molte volte è accaduto che prima dell’inizio delle
operazioni di nomina dei nuovi Capitani Reggenti qualche consigliere abbia
chiesto che non venisse proposto il suo nome o per ragioni di salute o per
gravi impegni personali o familiari.

Ed è anche accaduto oltre una decina di volte che un
consigliere eletto a Capitano Reggente rinunciasse alla carica, costringendo
 il Consiglio ad una nuova elezione.

Ecco una lista parziale dei consiglieri che hanno rinunciato
alla carica reggenziale, con relativa data di elezione e nome del sostituto:

 

1627, Pier Antonio Gabrielli (Pier Antonio Giangi)

1725, Federico Gozi,non sostituito: il collega Marino Beni
governò da solo

1752, Gentile Maria Maggio (Giacomo Begni)

1797, Marino Belluzzi (Annibale Gozi)

1802, Federico Angeli (Marino Tassini)

1803, Marino Belluzzi  (Antonio Onofri)

1806, Federico Angeli (Giuseppe Mercuri)

1825, Giacomo Begni (Raffaele Gozi)

1853, Gaetano Belluzzi (Pier Matteo Berti)

 

Nel 1853 Marco Tassini sottopose la accettazione della
elezione all’approvazione da parte del Consiglio di un suo programma politico e
al prolungamento della carica per il tempo necessario per metterlo in pratica.
Il Consiglio accettò di discutere il programma ma non il prolungamento della
carica. Tassini  venne sostituito da Giambattista Braschi.

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