Carisp San Marino e governo

Carisp San Marino e governo

Il Consiglio Direttivo di Sinistra Unita, riunitosi giovedì sera, ha preso in esame la situazione politica attuale con particolare riferimento alla situazione della Cassa di Risparmio.
A seguito del confronto avuto dai gruppi di minoranza con il Presidente della fondazione Tito Masi, l’Assemblea ha sottolineato l’apprezzamento per il metodo utilizzato nell’occasione, che ha visto un attivo coinvolgimento dell’opposizione, esprimendo al contempo osservazioni e richieste di chiarimento che dovranno essere sottoposte all’attenzione della Fondazione nel corso di successivi incontri. L’obiettivo è quello dunque di approfondire i vari aspetti del piano di rilancio proposto, prima di esprimere un parere su tale progetto che prevede un impegno significativo per lo Stato.
Preoccupazione è stata invece espressa per l’inadeguatezza del Patto per San Marino nel dare risposte concrete alle questioni più urgenti per la vita del Paese. Spicca la totale assenza di un progetto per il rilancio del sistema – Paese, così come manca la volontà di girare pagina e di rompere i vecchi schemi per imboccare davvero la strada del cambiamento, della trasparenza, della soluzione del connubio politica – affari.
In questi giorni infatti, tutti possiamo vedere come governo e maggioranza stanno gestendo la questione dei giochi che sono ormai indirizzati verso la soluzione più prevedibile e tanto cara a qualche componente del Patto che sembra avere come principale obiettivo il consolidamento di certi poteri forti (e di qualcuno in particolare). Si potrebbe parlare anche di altri scandali come le delibere di spese per consulenze costose come quella con l’agenzia di stampa assunte nonostante i proclami all’insegna del risparmio; l’insabbiamento della vicenda delle cellule staminali e dell’IMB, cui fanno capo anche Consiglieri di maggioranza, al centro di un’indagine di vastissime proporzioni; le posizioni sempre più antieuropeiste dell’improvvisato Segretario di Stato agli Esteri che non perde occasione per mostrare superficialità e pressapochismo nella gestione dei delicati rapporti internazionali, salvo poi tornare a casa con la coda tra le gambe di fronte alle richieste italiane senza essere mai in grado di ottenere risultati vantaggiosi. Aggiungiamo a tutto questo l’ostinazione con cui il Segretario alle Finanze intende rimanere aggrappato alla poltrona nonostante le figuracce mostrate in videointervista, nonostante la disastrosa gestione della questione Cassa di Risparmio – Sopaf, e nonostante la plateale inadeguatezza a mettere in campo garanzie di credibilità su ogni fronte.
Sulla base di questi elementi si capisce facilmente il nervosismo con cui il Governo si appresta ad affrontare la prossima tornata consiliare. Dopo avere attaccato violentemente l’opposizione, la stampa sammarinese e quella italiana nonché singoli giornalisti, recentemente ha aperto un fronte anche istituzionale mettendo in atto maldestri tentativi di delegittimare i dirigenti meno “allineati” come i comandanti delle forze di polizia, o i vertici di Banca Centrale, spingendosi fino a rimpiangere personaggi organici a certi poteri forti e mostrando una netta insofferenza verso l’indipendenza degli organismi di controllo e di vigilanza, che solo a parole si dichiara di volere tali, mentre nei fatti emerge una chiara volontà di restaurazione e di nostalgia dei vecchi metodi.
Emerge quindi un quadro allarmante che vede il Governo farsi forte dei suoi numeri, per rifiutare tutte le richieste dell’opposizione per una gestione più equilibrata dei lavori consiliari. Dalla durata delle sedute fino ai temi trattati la maggioranza mostra la consueta arroganza e numerosi timori. Di cosa si ha paura volendo collocare il riferimento su Banca Centrale in seduta segreta? Dopo i violenti attacchi che sono giunti dai banchi del Patto durante la discussione del bilancio e dopo le recenti conferenze stampa cosa c’è da tenere nascosto se non la vergogna di dire le cose come stanno? Perché ci si rifiuta di votare l’ordine del giorno a sostegno del Colonnello Zechini all’interno del comma sulla nomina del Comandante della Gendarmeria? Forse perché ponendolo a fine seduta si spera di non arrivare ad una votazione non gradita, che, se fosse stata effettuata a dicembre come chiesto dall’opposizione, avrebbe certamente riservato sorprese.
Ancora una volta prevalgono atteggiamenti autoritari e volontà di tenere tutto nascosto, in spregio ai cittadini che hanno tutto il diritto di vigilare sull’operato del governo, il quale ritiene di avere ricevuto un mandato divino che gli consente di violare le più elementari regole di rispetto e di buon senso, non solo nei confronti dell’opposizione ma dell’intero Paese.

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