Cassa Edile Sammarinese: approvato il bilancio 2015

Approvato il bilancio 2015, utile oltre i 226mila euro; dal fondo per la tutela del salario garantito 140 mila euro a sostegno di oltre 400 lavoratori associati.

Più di 500 i lavoratori edili coinvolti nella crisi dal 2008 ad oggi, oltre 20 le aziende edili perse

In un contesto economico ancora difficile, sopratutto nel comparto edile, la Cassa edile della Repubblica di San Marino approva un bilancio 2015 che fa segnare nuovamente il segno più.

Un utile di oltre 226 mila euro – più 8mila rispetto l’anno scorso – che va a a rinforzare un patrimonio complessivo di oltre 14 milioni di euro; dal fondo per la tutela del salario garantito – un istituto contrattuale per la tutela degli associati in caso di perdita del salario per maltempo, malattia, infortunio, – sono stati utilizzati, nel 2015, oltre 140 mila euro a sostegno di 405 operai.

Un bilancio che conferma la gestione virtuosa e consolidata di un Ente che in più di 50 anni di storia ha visto il segno meno solo in due annualità, coincise con eventi e calamità eccezionali.

Questo purtroppo non è automaticamente il segno di un mercato del settore edile in piena salute, visto che dall’inizio della crisi, dal 2008 ad oggi sono state più di 20 le imprese edili che hanno dovuto chiudere i battenti in Repubblica, coinvolgendo circa 500 lavoratori, senza contare l’indotto.

“Anche se il nostro è un bilancio solido e in positivo– commenta Secondo Castiglioni, Presidente della Cassa Edile della Repubblica di San Marino – non possiamo che essere perplessi circa l’andamento del settore edile in Repubblica. Il nostro è un argine sano a supporto di lavoratori e imprese che stanno lottando contro la crisi. Per questo voglio rinnovare il messaggio alle istituzioni , che hanno mostrato per le nostre iniziative grande attenzione, per tutelare le aziende virtuose e in regola, a partire dal nuovo regolamento sugli appalti e alle nostre proposte come l’introduzione dell’obbligatorietà del Durc. L’uscita della black list deve essere solo il primo passo di un percorso di armonizzazione con l’Unione Europea in grado di valorizzare la cultura della legalità anche in ambito produttivo. Superare la dimensione meramente contabile e al massimo ribasso per favorire la qualità complessiva delle nostre aziende più sane, ma anche favorire la possibilità per i privati, in un momento di carenza di fondi pubblici, di intervenire con proposte di pubblica utilità attraverso lo strumento del “project financing”. Il nostro impegno dunque non è solo quello, ovviamente preminente, di carattere amministrativo e di servizio, ma anche civico, culturale e formativo. Per la prima volta nella nostra storia, quest’anno, abbiamo voluto organizzare un convegno di grande rilievo sui nuovi temi della bioedilizia e dell’architettura sostenibile. Non solo, pensiamo che temi come quella della riforma degli appalti, l’adozione del DURC, l’IVA, il problema degli affini non siano più rinviabili ma rappresentino al contrario altrettante priorità risolvibili solo in ambito europeo. Anche da questo passa il futuro e il ruolo di un settore cruciale per il benessere di tutta la nostra Repubblica”.

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