Cattolica. La moglie lo sgrida per le pulizie: preferisce andare in galera

L’uomo era agli arresti domiciliari. Il giudice dopo la convalida lo ha rispedito a casa dalla consorte.

ENRICO CHIAVEGATTI – Agli arresti domiciliari evade per non sentire più le ramanzine della moglie. Un “dramma” non capito dal giudice che dopo la convalida dell’arresto, lo ha rimesso in castigo nelle quattro mura domestiche. Storia da sitcom quella andata in scena sabato scorso a Cattolica. Protagonista un 43nne agli arresti domiciliari per furto cui il Tribunale aveva imposto il braccialetto elettronico per evitare ogni possibile tentativo di evasione. Il “mariuolo” divide casa con la moglie unica al momento in grado di portare a casa i soldi per il sostentamento della famiglia. Uscendo tutti i giorni per andare a lavorare, al consorte ha dato un unico compito: tenere pulito il loro nido d’amore. Un compito che anche sabato scorso avrebbe portato a termine lasciando molto a desiderare. Per questo la moglie lo ha messo per l’ennesima volta spalle al muro e lo ha pesantemente redarguito. Tra i due è nata una violenta discussione che l’uomo ha troncato nel modo più drastico: ha preso una forbice, ha tagliato il braccialetto elettronico e dopo aver sbattuto la porta di casa alle spalle si è presentato alla Tenenza dei carabinieri dove ha spiegato perché era stato “costretto” ad evadere. (…)

Articolo tratto dal Corriere di Romagna

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