Centrale del latte. Una imprenditrice esclusa dalla gara ne chiede pubblicamente le ragioni

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della imprenditrice Laura Bernardini sulla gara per la vendita della Centrale del Latte della Repubblica di San Marino.

Lettera aperta al Segretario di Stato per il Territorio, l’Ambiente, l’Agricoltura e Rapporti con AASP
Marino Riccardi

Sono una degli imprenditori interessati alla cessione della Centrale del Latte. Ho comunicato l’intenzione di partecipare alla trattativa privata dandone formale comunicazione alla Segreteria di Stato competente alle ore 9.30 del 18/05/07, come previsto dalla delibera del Congresso di Stato n. 38 del 19/03/07.

Il 2/07/07 mi veniva chiesto dalla Segretaria di Stato all’Agricoltura con lettera prot. N. 0338 la richiesta di un piano industriale, con relative condizioni alle quali attenermi, da presentare entro il 31/08/07. Tra le condizioni richieste c’erano: l’impegno di acquistare tutto il latte prodotto negli allevamenti sammarinesi e trasformare lo stesso in territorio così da mantenere l’attività produttiva, l’obbligo di distribuire sempre in territorio il marchio Eurolatte, assumere gli attuali dipendenti, progettare e ristrutturare l’immobile in base alle norme vigenti.

Il 29/08/07 ho presentato un piano industriale particolareggiato dove, oltre ad impegnarmi in tutte le richieste previste dalla delibera, veniva prospettato di far diventare in futuro la Centrale del latte di San Marino un’azienda potenziata, affermata e con indiscussa credibilità sul mercato.

Apprendo ora dagli organi di informazione che le aziende date per favorite sono due: il Gruppo C’è e la Titancoop-Sociale e che Lei Segretario, nel prossimo Congresso di Stato dirà quale delle due, sarà la designata alla trattativa.

Sono a chiederLe pubblicamente, visto che non mi è stato comunicato ufficialmente nulla, le motivazioni per cui non faccio parte della rosa dei candidati, tenuto conto che ho rispettato alla lettera ogni richiesta della delibera di stato.

Si parla tanto di sammarinesità e di imprenditoria femminile, ma quando una cittadina sammarinese ed imprenditrice cerca di dare il suo apporto al futuro della nostra Repubblica viene totalmente ignorata. In questo mi sento discriminata: è il caso di chiedere al Governo “le quote rosa” per gli appalti?

In attesa di una sua risposta, le auguro un buon 2008, ricco di pari opportunità per gli imprenditori sammarinesi che sono impegnati onestamente nel loro lavoro e forse hanno la colpa di interessarsi meno di politica.

Laura Bernardini

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