Cerimonia d’Insediamento nuova Reggenza 1° aprile 2021, discorso dell’oratore ufficiale

Cerimonia d’Insediamento nuova Reggenza 1° aprile 2021, discorso dell’oratore ufficiale

Eccellentissimi Capitani Reggenti,

Eccellenze, Illustri Ospiti, Signore e Signori,

Distinte Autorità civili, religiose e militari

Buona giornata.

 

è con sentimenti di profonda gratitudine che mi rivolgo a codesto autorevole consesso in occasione dell’alto appuntamento istituzionale della Serenissima Repubblica di San Marino e desidero, preliminarmente, rivolgere un deferente saluto alla Reggenza uscente, Le loro Eccellenze Alessandro Cardelli e Mirko Dolcini, che hanno dovuto far fronte, tra le molteplici attività istituzionali, alla diffusione della pandemia da Sars-CoV-2 e, contestualmente, esprimere ai nuovi Capitani Reggenti Gian Carlo Venturini e Marco Nicolini le più vive felicitazioni per la loro elezione, rivolgendo nel contempo i più sentiti auguri per il loro alto mandato istituzionale.

 

Da oltre 12 mesi il Servizio italiano di Protezione Civile, che mi onoro di aver rappresentato per circa 20 anni, anche in qualità di Capo del Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha mantenuto un contatto costante e collaborativo con il Servizio di Protezione Civile della Repubblica di San Marino, stante la peculiarità dei nostri rispettivi territori e l’esigenza imprescindibile di fare squadra, adottando in modo sinergico tutte le iniziative volte a fronteggiare la diffusione della pandemia e proseguendo nella proficua collaborazione avviata da tempo.

Nessuno di noi avrebbe mai immaginato di vivere un’emergenza sanitaria di questa portata con implicazioni sociali ed economiche tali da cambiare le nostre vite, le nostre abitudini e rivoluzionare intere Nazioni. Nulla avrebbe potuto prepararci alla vastità di un’epidemia che ancora oggi sta mettendo a dura prova la tenuta dei sistemi sanitari anche più evoluti con la comparsa delle varianti del virus che stanno modificando l’epidemiologia della malattia.

L’inizio della pandemia nei nostri Paesi, come nel resto del mondo, è stata caratterizzata dalla mancanza di conoscenza sulle misure di contrasto al virus e di strumenti per limitarne la diffusione. In quei momenti difficili e bui nelle nostre comunità si diffondevano sentimenti di incertezza e paura per la propria salute e per il proprio futuro, ansie per gli interminabili isolamenti ed un enorme senso di solitudine che la malattia comporta.

Ma vi assicuro, e lo dico ancora con emozione, che nonostante la fatica e la stanchezza di quei momenti, poiché le ore di lavoro non bastavano mai, la preoccupazione di contrarre noi stessi l’infezione e lo sforzo a cui eravamo chiamati, nessuno di noi è mai arretrato di un passo e con determinazione abbiamo svolto al meglio il compito sulla base delle funzioni assegnate al Sistema Nazionale di Protezione Civile, che si regge sui principi della sussidiarietà e della collaborazione tra le Istituzioni e i cittadini e ha visto operare insieme una grande quantità di persone con competenze, conoscenze e percorsi personali anche molto diversi tra loro. Scienziati, esperti di tecnologie, professionisti, profondi conoscitori del nostro territorio e delle sue fragilità, hanno collaborato nel Servizio Nazionale fianco a fianco con il sistema sanitario e tutti gli operatori del settore, le Forze di Polizia, le Forze Armate e tutte le altre strutture dello Stato, partecipando con pari dignità e disponibilità a tutte le operazioni rese necessarie dalla crisi sanitaria in corso.

In quei momenti di smarrimento e incertezza la Protezione Civile si è distinta per essere una voce autorevole e per non aver mai fatto mancare la vicinanza e il sostegno alla popolazione. Un riferimento certo e competente, una presenza costante, che ha contribuito a infondere sicurezza, fiducia nelle Istituzioni e nel contempo contribuire a suscitare nella comunità un rafforzato senso di coesione sociale.

In quella situazione di estrema necessità non è mancata la cooperazione tra i nostri sistemi di protezione civile che ha consentito di dotare, nel momento di massimo bisogno, le strutture sanitarie della Repubblica di San Marino di mascherine e dispositivi di protezione individuale, di alcuni respiratori per la terapia intensiva, tamponi molecolari per la diagnosi di infezione in atto e le tende per il triage ospedaliero.

Nel corso degli anni la collaborazione tra i nostri Paesi si è andata cementando, anche sulle tematiche di protezione civile e con tempestività, subito dopo la drammatica sequenza sismica che colpì, con violenza, le regioni del centro Italia il 24 agosto del 2016, il Servizio di Protezione Civile del Titano si attivò per raggiungere, nell’ambito della colonna mobile della Regione Emilia-Romagna, i territori interessati dal terremoto.

In quelle drammatiche settimane, lo spirito di solidarietà e le competenze professionali dei colleghi sammarinesi si rivelarono assai preziose sia per fronteggiare la prima emergenza, che per fornire ausili per la ripresa; al riguardo mi piace ricordare, tra le altre iniziative, l’attivazione di una raccolta fondi tra la comunità sammarinese a favore dei Comuni di Arquata del Tronto e Montegallo, i cui territori vennero devastati dalla violenza del terremoto.

Menziono inoltre, con piacere, le importanti attività svolte dai ricercatori dei Corsi di Laurea in Ingegneria Civile dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, incaricati di effettuare il monitoraggio di alcuni plessi scolastici in provincia di Macerata ed in provincia di Fermo.

Professionalità, solidarietà, competenze tecniche, doti umane, queste sono i quattro pilastri sulle quali si fonda il Servizio di Protezione Civile dei nostri Paesi!

 Queste forme di collaborazione, di mutua assistenza e reciprocità hanno trovato la loro più opportuna collocazione giuridica in un apposito Protocollo d’Intesa, siglato nel luglio del 2015, basato sui valori della mutua solidarietà, sul rafforzamento delle risposte operative in caso di eventi calamitosi e sulla salvaguardia della vita umana, dell’ambiente e degli animali. 

Le numerose sfide che i Servizi di Protezione Civile della Serenissima Repubblica di San Marino e della Repubblica Italiana si trovano ad affrontare, in primis quella derivante dalla pandemia, rendono necessario il rafforzamento della collaborazione fra i due Stati e l’adozione di innovative forme di sinergia operativa a favore della popolazione e del territorio e, al fine di conseguire in modo pragmatico, efficace ed efficiente i comuni obbiettivi, nella giornata di martedì 30 marzo presso la sede del Dipartimento di Protezione Civile a Roma, si è proceduto al rinnovo del Protocollo in oggetto, che ha visto l’inserimento di ulteriori ed innovative forme di collaborazione

Eccellentissimi Capitani Reggenti,

Illustri Autorità,

è con vero sentimento di soddisfazione e gratitudine che mi rivolgo a voi per aver consentito che il suddetto Accordo venisse firmato in coincidenza con la giornata di insediamento delle massime Autorità della Repubblica di San Marino, a dimostrazione della elevata attenzione che le stesse hanno nei confronti dell’incolumità e delle attività di salvaguardia della popolazione.

In ambito di Protezione Civile, l’allertamento della popolazione è un tema chiave di protezione civile ed ho posto al centro del mio mandato, dal mio insediamento nell’agosto del 2017, quale Capo del Dipartimento, la possibilità di organizzazione un Sistema di allertamento del Servizio Nazionale della Protezione Civile denominato IT-Alert.

Ebbene, grazie alla collaborazione in essere e nella cornice istituzionale del protocollo d’intesa, tale sistema di allertamento pubblico, in via di attivazione sul territorio italiano, che dirama ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica messaggi di “Alert”, riguardanti diversi scenari di rischio, potrà essere esteso anche al territorio della Repubblica di San Marino, per consentire alla popolazione interessata di assumere tempestivamente gli appropriati comportamenti di autoprotezione.

Il progetto IT-Alert è stato oggetto di un’ampia condivisione, iniziata nel settembre 2018, con la prima conferenza nazionale sul sistema di allertamento, e proseguita nel luglio 2019, attraverso la discussione di un documento di progetto redatto in collaborazione con i Centri di Competenza in una serie di riunioni tecniche tra il Dipartimento, le Regioni e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, nonché una serie di altri soggetti coinvolti, tenuto conto del parere della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi, la cui funzione principale è fornire pareri di carattere tecnico-scientifico e dare indicazioni su come migliorare la capacità di valutazione, previsione e prevenzione dei diversi rischi.

E proprio l’alto consesso e i know-how di conoscenze scientifiche e competenze professionali multirischio della succitata Commissione Grandi Rischi verranno messi a disposizione, in virtù del nuovo Protocollo d’Intesa, delle strutture operative e delle Istituzioni della Repubblica di San Marino nell’ottica dei valori sociali, culturali, scientifici e solidaristici che sono alla base dei rispettivi ordinamenti.

Le prossime settimane, i prossimi mesi ci vedranno ancora impegnati a fronteggiare l’emergenza pandemica nella quale il sistema sanitario, al quale va il nostro incondizionato ringraziamento per l’abnegazione e la professionalità messa in campo da ciascun operatore, continuerà a svolgere il proprio operato ed è in questo quadro che le innovazioni introdotte dal Protocollo d’Intesa citato potranno, ne sono certo, fornire un ulteriore strumento per rafforzare la reattività di risposta dell’intero Servizio di Protezione Civile per salvaguardare la pubblica incolumità e per fornire assistenza alla popolazione che è alla base del nostro comune operato. 

Eccellentissimi Capitani Reggenti,

l’Accordo di collaborazione in parola si inserisce nella ben più ampia collaborazione tra i nostri Paesi, che ha radici storiche ben consolidate a partire dalla “Convenzione di buon vicinato e amicizia” sottoscritta il 27 marzo 1872 tra la Repubblica di San Marino e S.M. Vittorio Emanuele II Re d’Italia, fino ad arrivare all’Accordo del 10 settembre 1971 che, all’art. 1, prevede che “le relazioni fra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino saranno ispirate a sentimenti di perpetua amicizia e di buon vicinato …. ed in questo contesto procederanno a regolari consultazioni sui problemi di comune interesse”.

Questi principi ispiratori, che hanno consentito la successiva adozione di svariati e specifici accordi di reciproca assistenza nei diversi settori istituzionali, sociali ed economici, sono anche alla base del rapporto collaborativo sulle tematiche di protezione civile tra i nostri Paesi e in tale contesto, mi piace ricordare, in questo alto consesso, le parole pronunziate dal Deputato Venceslao Amici di fronte al Parlamento del Regno d’Italia il 20 marzo del 1915, quando, riferendosi ai provvedimenti necessari ed urgenti da adottare a seguito del terremoto della Marsica, disse che occorreva istituire un Ufficio che “non dovrebbe essere uno dei soliti uffici burocratici a base di funzionari, ma dovrebbe essere diretto da persone volenterose, di piena fiducia della nazione che avessero la volontà del sacrificio e la coscienza della grave responsabilità che loro incombe”.

Come vedete, sono trascorsi più di 100 anni, ma l’esigenza che i rappresentanti dello Stato coniughino il proprio impegno professionale con doti umane e spirito di solidarietà rimane di stretta attualità e il Decreto Delegato n.9 del 28 gennaio 2021 di codesta serenissima Repubblica per la “Promozione e disciplina del Volontariato di protezione civile” pone alla base lo straordinario valore in termini di capitale sociale e di altruismo che anima ciascun volontario al quale va il mio personale plauso incondizionato.

Il nostro compito istituzionale ha, da sempre, posto al centro delle proprie attività, secondo una corretta scala di priorità, la tutela della vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente e ciò lo si deve ad una geniale intuizione ed alla lungimiranza che ebbe il padre fondatore della protezione civile italiana, il compianto Presidente Giuseppe Zamberletti, la cui visione lungimirante ha reso possibile di realizzare un sistema complesso, nel quale si legano in modo sinergico professionalità e solidarietà, conoscenze scientifiche e virtù umane, che costituiscono l’asse portante della vostra e nostra protezione civile.

Pronuncio queste parole consapevole che anche fra le Istituzioni sammarinesi vi è stata una figura lungimirante che nel 2012 ha compreso l’importanza e ha contribuito alla nascita e allo sviluppo del Servizio di Protezione Civile sammarinese, figura istituzionale che proprio oggi viene chiamata a ricoprire l’alto incarico alla Suprema Magistratura.

Concludo questa mia allocuzione reiterando i più fervidi voti augurali per i nuovi Capitani Reggenti Gian Carlo Venturini e Marco Nicolini ringraziandovi per il grande onore che mi avete concesso di rivolgermi a Voi e sono certo che le azioni comuni che scaturiranno dall’adozione puntuale di quanto previsto dal nuovo Protocollo d’Intesa contribuiranno concretamente, sfruttando la nostra forza collettiva per un obbiettivo comune, a rendere le nostre comunità ed i nostri territori più sicuri.

 

Grazie ancora!

 

L’oratore ufficiale

 

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