COLOMBIA, RESTA TESA LA SITUAZIONE SUDAMERICANA

Nonostante non sembri esserci nelle intenzioni di Venezuela, Colombia, Ecuador, lo scoppio di una guerra, resta alta la tensione nelle relazioni dei tre Paesi sudamericani, successivamente allo sconfinamento aereo colombiano nel corso di un raid contro le Farc. Nei giorni scorsi sono state schierate truppe ai confini e i presidenti venezuelano ed ecuadoriano hanno ritirato i propri diplomatici da Bogotà. La stessa scelta è stata compiuta ieri dal presidente del Nicaragua Daniel Ortega, un ex rivoluzionario, già in lotta con la Colombia per una disputa territoriale.

Il presidente colombiano Uribe, sostenuto dal governo statunitense, che ha stanziato fondi per la lotta contro le Farc, non ritiene di dovere delle scuse all’Ecuador e accusa gli altri Paesi confinanti di poca collaborazione nella lotta contro i guerriglieri, affermazione subito smentita dallo stesso presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, il quale ha annunciato ieri la cattura da parte del suo esercito di alcuni guerriglieri.

Intanto, è di ieri sera la notizia che nel tentativo di trovare una soluzione pacifica è stato indetto un summit, a cui dovrebbero partecipare anche i leader di Argentina, Messico e Guatemala, durante il quale Colombia, Ecuador e Venezuela si sono strette simbolicamente la mano.

Nelle stesse ore l’esercito colombiano ha, però, dato notizia dell’uccisione di uno dei leader delle Farc, Ivan Rios, informazione successivamente smentita dal ministro della difesa colombiano Juan Manuel Santos, che ha affermato che l’uccisione sarebbe avvenuta da parte degli uomini dello stesso guerrigliere.

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