Commissione consiliare permanente igiene e sanità. Resoconto della seduta, SMNA

COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE IGIENE E
SANITA’, PREVIDENZA E SICUREZZA SOCIALE, POLITICHE SOCIALI, SPORT; TERRITORIO,
AMBIENTE E AGRICOLTURA

 

LUNEDI’ 7 MARZO – Mattina

 

            I lavori della seduta della mattina sono dedicata
interamente ai riferimenti in aula del segretario di Stato alla Sanità,
Francesco Mussoni, dei dirigenti dell’Iss- Bianca Caruso, Filippo Francini e
Dario Manzaroli- infine, di Marco Bologna del Collegio sindacale dell’istituto.

            Nel suo intervento, il
Segretario di Stato Mussoni, illustra le linee politiche trasmesse ai
vertici della struttura e invita i consiglieri a non fare “irresponsabilmente
strumentalizzazioni politiche”, definendo eventuali episodi come “beceri”.
            Caruso, direttore
generale dell’Iss, sottolinea invece i risultati incassati in termini di
risparmio: “Complessivamente- dice – nelle convenzioni con soggetti pubblici e
privati nel 2015 si sono risparmiati 513.000 euro” rispetto al 2014. Quindi un
passaggio sulle cifre investite in relazione alla popolazione: “In Emilia –
Romagna la spesa pro-capite sanitaria per i cittadini residenti è aumentata
dello 0,29%
passando da 1.935,06 euro del 2013 a 1.940,61 euro del 2014”, mentre nella
stessa annata “la spesa pro-capite a San Marino è 2.274 euro. E’ il 5,5% del
PIL complessivo. La nostra spesa sanitaria è ottima”.
Tra i risultati, aggiunge Caruso, anche il risparmio sulla mobilità passiva per
prestazioni fuori territorio, ridotta dal 2014 al 2015 di 1 mln di euro. Il direttore Iss affronta quindi il nodo della
reperibilità di medici per

passare poi
in rassegna tutti i settori Iss, soffermandosi su quelli oggetto di
riorganizzazione, sulle problematiche emerse e sugli interventi messi in atto
per superarle.

            La parola passa quindi al Direttore
amministrativo Francini che esamina il bilancio dell’istituto. “Una
delle cause della sua mancata approvazione e della no-opinion da parte del
Collegio dei Sindaci Revisori- spiega- è la non adeguata copertura dei crediti
per mancati versamenti dei contributi”. Ma a riguardo Francini ricorda che
“l’Istituto deve fare fronte alle esigenze di bilancio con la disponibilità
dello Stato nei trasferimenti previsti dalla legge finanziaria”. Quindi “solo
un incremento dello stanziamento- puntualizza- consentirebbe di sanare tale
situazione permettendo all’Istituto di destinare un adeguato importo per
l’accantonamento al fondo rischi su crediti”.

            Il Direttore sanitario Manzaroli, presenta invece
alcuni numeri sulle prestazioni erogate: “Produciamo 135.000 visite
specialistiche all’anno. In media, ogni cittadino residente riceve 4,2 visite
specialistiche all’anno. Forniamo 79.000 visite di medicina di base. E’ meno
della specialistica. C’è quindi una distorsione nel sistema. Il pronto soccorso
fa circa 16.000 accessi, il 26% sono codici bianchi, prestazioni che i
cittadini potrebbero ricevere dalle cure primarie. Diamo per scontato
prestazioni in sovrabbondanza. Le specialistiche più frequentate: la pediatria
su 4.200 bambini fa 21.000 visite l’anno, ortopedia 16mila, oculistica 13mila”.
            Per il Collegio dei sindaci
revisori interviene Bologna, che dopo aver chiesto un allargamento
dell’organismo, che al momento non prevede figure preparate in ambito
sanitario, si concentra sulla mancata approvazione dei bilanci dell’ISS,
rispetto ai quali “l’impossibilità di esprimere un giudizio è il massimo grado
con cui ci si può esprimere, sarebbe stato più dolce con la determinazione dei
motivi”. Rispetto alle criticità presenti, segnalati la “questione fondi rischi
su crediti, sterilizzazione ammortamenti, e altri aspetti di carattere
organizzativo e contabile”.

I lavori riprenderanno nel
pomeriggio con il dibattito cui parteciperanno i commissari.

 

Di seguito un estratto
degli interventi della mattina.

Comma 2. Riferimento del segretario di Stato alla Sanità e
alla Sicurezza sociale ed audizione del Comitato esecutivo e del Collegio
sindacale dell’Istituto per la sicurezza sociale

Francesco Mussoni, segretario
di Stato  per la Sanità
: “Illustrerò alcune linee del mandato. Incipit: l’ISS
è un bene del Paese, non uno strumento di lotta politica. La volontà di
enfatizzare gli effetti di lamentele è un fatto sbagliato, se è fatto dalla
politica per scopi politici. Oggi faremo un confronto sui dati, sui numeri.
Vorrei ci fossero domande precise, anche con una certa umiltà. Il settore
sanitario è abbastanza tecnico, bisogna conoscerlo. All’inizio del mio mandato,
nel gennaio 2013, ho cercato di dare delle linee ai dirigenti. Avevo un corpo
di dirigenti diverso all’inizio. La prima nota che evidenzio è la complessità
di vedere un passaggio dirigenziale molto forte. Il comitato esecutivo in
questi 3 anni è stato sostituito integralmente. Ho cercato di trasmettere ai
comitati esecutivi delle linee politiche chiare. La necessità di avere una
sanità non isolata, ma integrata con l’esterno. C’è stato un lavoro in rete su
3 livelli. Organizzazione Mondiale della Sanità, con la quale abbiamo
collaborato in modo stretto. Abbiamo il riconoscimento di un’assistenza sulla
persona da parte dell’OMS. I dati di sistema dicono che siamo fra i migliori in
Europa per qualità della sanità e delle vita dei cittadini, nel mondo. C’è
stato un lavoro fra Regioni e la nostra sanità, con l’Emilia – Romagna e le
Marche. Siamo in rete a livello mondiale, italiano, regionale. Perché dobbiamo
scambiare servizi. Ci sono poi gli accordi di struttura. Il secondo obiettivo
che ho cercato di dare alle dirigenze coinvolgeva le riorganizzazioni
necessarie per rilanciare la sanità. La crisi ha ridotto le risorse
finanziarie. Con meno risorse dobbiamo fornire gli stessi servizi, o anche di
più. Abbiamo avviato un percorso di accreditamento tecnico della nostra sanità.
Prima compravamo solo servizi all’esterno, ora li forniamo anche. Ho dato un
mandato volto alla semplificazione e all’ordine nella gestione del personale.
Quando sono arrivato il precariato era fermo da 12 anni, c’erano contratti
annuali e semestrali, non c’era il fabbisogno generale. Il fabbisogno è in iter
di chiusura, abbiamo fatto un accordo sul precariato con data febbraio 2016,
abbiamo fatto contratti di 3 e 5 anni. Ciò darà ordine e stabilità. Un
ulteriore obiettivo era fare in modo che i nostri servizi fossero attrattivi.
Vedi la legge sulla libera professione medica, il referendum, il tema delle
entrate, senza introdurre i ticket. In rete possiamo collocare prestazioni
economiche all’esterno e fare libera professione medica. Su ciò ci sarà un
dibattito alla luce dell’Odg del Consiglio. C’è il tema della meritocrazia e
della responsabilità dei medici. Ho cercato di dare una linea di trasparenza
sui professionisti, la loro storia, la gestione delle delibere, delle
comunicazioni. Occorre andare in una direzione che esalta i meriti delle
persone.
Il Comitato esecutivo ha cercato di seguire queste linee. Non possiamo
irresponsabilmente fare strumentalizzazioni politiche. Sarebbe un attacco
becero, ancora di più becero se diventa personale. Rigetto questo tipo di
politica”.

Bianca Caruso, Direttore
generale Iss
: “Ho preparato una
relazione con degli allegati. E’ molto ordinata. Comincio col parlare della
metodologia usata per affrontare i problemi in sanità. Serve una definizione
del problema, nelle caratteristiche e dimensioni. E’ un preambolo vincolante.
Questa istituzione è un elemento identitario per la popolazione. La mission:
l’ISS esiste per garantire un servizio universalistico di qualità. Ha dei
valori, che abbiamo rideclinato al mio insediamento in relazione ai cambiamenti
della medicina: centralità della persona assistita, suo coinvolgimento,
cortesia, integrazione interprofessionale, efficacia ed efficienza
organizzativa, tempestività di erogazione delle prestazioni, aggiornamento
continuo. Ho aggiunto: responsabilizzazione del personale e degli organi,
responsabilità dei cittadini nel mantenimento della propria salute. Si vuole
diventare punto di riferimento per le malattie rare. La vision dell’ISS è
rappresentata dall’aderenza degli obiettivi dell’OMS.
Autonomia dell’ISS? E’ un punto interrogativo. Le delibere con contenuto
organizzativo seguono iter di approvazione che possono coinvolgere il
Congresso, la Commissione controllo finanza pubblica, il Consiglio di
direzione, il Consiglio grande e generale. Le interpellanze che hanno
interessato l’ISS dall’agosto 2014 sono state 53. C’è una limitata autonomia
gestionale. Il concetto di azienda cui giuridicamente l’ISS è riferibile,
prevederebbe autonomia gestionale. Questa autonomia, per ragioni più storiche e
di prassi che normative, non esiste. Il direttore generale ha la legale
rappresentanza dell’istituto. Ciò non esonera la responsabilità del personale
dipendente. Nelle modalità di lavoro della direzione ci si confronta in maniera
strutturata, con un calendario di incontri stabiliti a inizio anno. Il fine è
recepire le osservazioni di tutto il personale. Dal primo settembre 2014 la
direzione ha introdotto le agende condivise. Questa trasparenza serve per
confrontare e visualizzare gli impegni per evitare sovrapposizioni e
annullamenti. Il direttore generale riceve tutti quelli che lo chiedono. Ciò in
Italia è inconsueto. Serviva una gestione burocratica più snella del personale.
Solo dopo aprile 2015 sono state ampliate le deroghe preventive. Ora si
intendono per tutti i servizi. Per le sostituzioni ci sono percorsi che
richiedono molto tempo.
Per accordi e consulenze, la direzione generale ha steso protocolli di scambio
di prestazioni professionali. In particolare con l’Emilia – Romagna. I
cittadini italiani possono recarsi nelle nostre strutture. Per esempio stiamo
effettuando i prelievi di laboratorio per due case di cura di Forlì. Ciò può
incrementare le entrate di flussi. L’ufficio convenzioni a San Marino non
esiste, pur essendo molte le convenzioni attive. Per gli anni antecedenti il
2015 non è stato possibile ricostruire un dato numerico certo e solo dalle voci
di Bilancio che I’ISS ha liquidato nel 2014 alla voce ” consulenze e
collaborazioni professionali ” e “compensi altro personale non
dipendente” si conta una somma pari a circa euro 614mila, nel 2015 è stata
372 mila euro con un risparmio di 242 mila euro. Per le collaborazioni con i
professionisti esterni, la spesa 2015 è stata 372 mila euro senza ridurre i
consulenti. C’è trasparenza. Convenzioni con enti privati. La spesa per l’anno
2015 è stata pari a circa euro 1.876.000, con un risparmio stimato di circa
euro 271.000 rispetto all’anno 2014. Per il 2016 è previsto un ulteriore
contenimento della spesa pubblica pur salvaguardando la qualità delle
prestazioni sanitarie erogate. Complessivamente quindi nelle convenzioni con
soggetti pubblici e privati nel 2015 si sono risparmiati 513.000 euro.
In Emilia – Romagna la spesa pro-capite sanitaria per i cittadini residenti è
aumentata dello 0,29%
passando da 1.935,06 euro del 2013 a 1.940,61 euro del 2014. Nel 2

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