Conferenza stampa Csu, sit in contro il governo

SINDACATI CHIEDONO “CAMBIO DI PASSO” ALLA POLITICA

(DIRE) San marino, 20 lug. – Di fronte a quello che si
preannuncia come un settembre nero, occorre istituire da “subito
un tavolo di confronto per affrontare l’emergenza crisi”. A due
giorni dalla terza manifestazione in Piazza della Liberta’ nel
giro di poco piu’ di sei mesi, la Centrale sindacale unitaria
(Csu) chiede alla politica “un cambio di passo, idee e progetti
per un nuovo sviluppo e riforme di equita’ per sanare i conti
pubblici”. Tra le prime misure da mettere sul tavolo, propone il
sindacato, si potrebbero “tassare i novemila appartamenti sfitti
e i beni di lusso, come auto di grossa cilindrata, imbarcazioni,
velivoli”.
Intanto la Csu giovedi’ 22 luglio tornera’ in piazza alle 18
“per rivendicare- si legge in una nota- soluzioni alla grave
situazione economica e nei rapporti con l’Italia, rilanciando la
richiesta di attivare immediatamente un tavolo di confronto con
le parti sociali per affrontare l’emergenza”. Le aziende stanno
gia’ abbandonando il Titano, “creando un frontalierato alla
rovescia”, e per bloccare gli effetti nefasti del decreto
incentivi, “il governo deve sanare il contenzioso con l’Italia”,
introducendo “subito e unilateralmente lo scambio automatico di
informazioni”. Il passo successivo mira invece all’Europa. Ma al
momento a preoccupare il sindacato e’ la situazione
occupazionale, con il timore che a settembre “altre centinaia di
lavoratori perdano il posto di lavoro”.
Serve dunque, chiede la Csu, “un
progetto di sviluppo che ridefinisca l’economia indirizzandola
verso la produzione di beni e servizi ad alto valore aggiunto,
attirando nuovi investimenti produttivi che ridiano linfa al
sistema economico sammarinese”. Il sindacato torna anche a
bocciare la manovra correttiva e da’ la sua ricetta: eliminazione
degli sprechi ed equita’ “per risollevare le risorse pubbliche e
rilanciare lo sviluppo, e non la riduzione delle condizioni
contrattuali, economiche e normative dei lavoratori”. Oltre a una
riforma fiscale che “accerti tutti i redditi, unitamente al
completamento della riforma del catasto per accertare e tassare
adeguatamente tutti i patrimoni immobiliari”.
Insomma “i sacrifici- termina la nota della Csu- bisogna prima
chiederli a coloro che non hanno pagato le tasse o non le hanno
pagate in proporzione alle loro possibilita’”.

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