Considerazioni del dr. Marino Albani, presidente dell’ordine dei Commercialisti

Caro direttore di Libertas.sm,

approfitto della Sua ospitalità per segnalare alla Sua attenzione, e quindi a quella dei suoi lettori, una interessante situazione di novità che si è venuta a creare negli accordi convenzionali tra piccoli e grandi paesi europei. Le trasmetto integralmente un appunto pervenuto al nostro Ordine da parte di un collega. E’ molto preciso e puntuale e non richiede aggiustamenti o integrazioni e può essere tranquillamente considerato un contributo interessante nel dibattito-confronto che sta coinvolgendo il nostro sistema economico e la politica di questo Paese. Teniamo, insomma, presente che non molto lontano da noi possiamo trovare esempi da seguire, ove possibile. “Jersey, Guerseney, Man hanno tutte firmato con la Francia un accordo per lo scambio di informazioni (TIEA) il 23 marzo 2009. Tali accordi non sono stati una semplice resa per le isole del Canale. I negoziatori sono riusciti a ottenere contropartite estremamente interessanti allo scambio di informazioni, capaci di assicurare lo sviluppo delle proprie importatiti piazze finanziarie. Ad esempio, il trattato tra Jersey e la Francia, firmato appunto il 23 marzo 2009, ha portato alle società, trust, fondi di investimento basati in Jersey sostanziali vantaggi, mediante l’estensione nei loro confronti di una serie di benefici ed esenzioni fiscali previsti originalmente dalle norme tributarie interne francesi solo per le società, trust, fondi di investimento residenti nella comunità europea. Ad esempio, la Francia prevede un’imposta patrimoniale (3%) sul valore di mercato degli immobili situati in Francia e sulle partecipazioni di società, trust, fondi di investimento immobiliari proprietari di immobili in Francia. Questa imposta non si applica se la società, trust, fondo di investimento proprietario di immobili in Francia è residente in un paese membro dell’Unione Europea. Jersey è riuscita ad ottenere che le sue strutture societarie fossero trattate come quelle degli stati membri dell’Unione Europea ed esentate da tale imposta indiretta. Se i negoziatori sammarinesi del trattato contro le doppie imposizioni con la Repubblica Italiana riuscissero ad ottenere lo stesso atteggiamento da parte dell’Italia la pillola per l’economia sammarinese sarebbe certamente meno amara. Ricordiamo infatti che tutti i conferimenti in società di beni immobili italiani sono soggetti ad imposta di registro (7% e 14%) ma che ne sono esenti le società ed enti conferitari residenti nell’Unione Europea. Per le strutture sammarinesi poter beneficiare dello stesso trattamento sarebbe fondamentale: permetterebbe di assicurare uno sviluppo importante del settore dei fondi di investimento immobiliare, dei trust e delle società sammarinesi.”

Marino Albani, presidente ordine dottori commercialisti

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