Consiglio G. e G., seduta pomeridiana. Agenzia Dire

COMUNICATO STAMPA
CONSIGLIO GRANDE E EGENERALE 19-23 MARZO
LUNEDI’ 19 MARZO
La seduta del Consiglio grande e generale si apre con i riferimenti di alcuni segretari di Stato sulla dichiarazione conclusiva della delegazione del Fondo monetario internazionale, in missione a San Marino fino al 2 marzo scorso. E subito dopo si consuma un aspro attacco del consigliere Federico Pedini Amati (Psrs) nei confronti di Fiorenzo Stolfi (Psd).
Il comma comunicazioni viene quindi sospeso per l’elezione dei Capitani Reggenti per il semestre 1 aprile-1 ottobre 2012: la  votazione ha avuto esito positivo per Maurizio Rattini, Nps, eletto per la Lista della Libertà, e Italo Righi, Pdcs. In seduta notturna i lavori riprenderanno dal comma comunicazioni.

Di seguito un riassunto degli interventi.

Pasquale Valentini, segretario di Stato per le Finanze: “Volevo riferirmi alle conclusioni della missione del Fondo monetario internazionale terminata il 2 marzo scorso, per comunicare la riflessione che il governo ha fatto e coinvolgere il Consiglio grande e generale. Dalle conclusioni è importante sottolineare che da un lato il Fmi ha letto la situazione economica del Paese e del suo contesto. Gli indicatori sono stati guardati con estrema attenzione: non avremo davanti degli anni con forti elementi di ripresa che potranno cambiare il segno da negativo a positivo. Il Fmi ha riconosciuto la positività delle azioni messe in atto dal nostro Paese, in alcuni settori molto evidente. Viene notata la messa in sicurezza del sistema pensionistico, come si è lavorato per la stabilità del bilancio pubblico, malgrado il calo nelle entrate, e vengono riconosciuti gli sforzi di riforma nella Pa e nel mercato del lavoro, tutti indicatori positivi in questo contesto. Come giudizio finale il Fondo monetario ci mette in guardia dal considerare questi elementi positivi come totalmente risolutivi. E’ infatti necessario un ulteriore consolidamento dell’azione: resta il gap tra entrate e uscite, il sistema economico va riavviato In particolare, rispetto al sistema bancario, il Fmi ci dice che bisogna trovare nuovi asset di competitività.

Questa dichiarazione finale avrà un primo momento di verifica il 20-21-22 aprile al meeting di primavera del Fmi che si terrà a Washington. In questo appuntamento si chiederà conto al nostro Paese dello stato di avanzamento degli interventi che abbiamo proposto e si guarderà anche a come le raccomandazioni fatte dal Fmi troveranno attuazione. Mi permetto quindi di indicare, nel quadro più generale del piano strategico della legge di bilancio, tre aspetti. Il primo riguarda la stabilità del bilancio dello Stato e tutti gli interventi da fare per il contenimento del disavanzo, quindi la finanziaria pubblica e tutte le iniziative che vanno verso questa direzione.
Secondo punto, il completamento dell’iter legislativo della riforma tributaria. Il Fmi ha guardato positivamente a questo provvedimento, serve una semplificazione fiscale, e ci ha invitato a rivedere la pressione fiscale, più leggera di almeno un terzo rispetto alla media europea. Il terzo intervento riguarda il consolidamento patrimoniale interno agli istituti del settore finanziario. La priorità è la
ricapitalizzazione della Cassa di risparmio. Un intervento significativo per il ruolo dell’istituto, ma anche per lo Stato, chiamato a svolgere la sua parte. Su questi tre aspetti, nell’incontro di fine aprile a Washington saremo chiamati a portare elementi ulteriori di attuazione. Su cui, da subito, verrà misurata la capacità del Paese di far fronte alle necessità”.

Claudio Podeschi, segretario di Stato le Sanità: “Il riferimento del Fondo monetario internazionale deve indurre il Consiglio grande e generale a una presa di posizione. Vorrei soffermarmi in particolare su tre elementi: in primo luogo davanti abbiamo un percorso duro, un grosso lavoro da fare e quindi anni delicati e difficili. Il Fmi non è stato tenero pur riconoscendo il lavoro fatto. Serve perciò coesione e andare oltre gli schematismi della politica. In secondo luogo la messa in sicurezza del sistema previdenziale è stata riconosciuta dall’organismo internazionale, che, come noto, non fa prebende. Infine la necessaria ripatrimonializzazione del sistema bancario, con un preciso riferimento alla Cassa di risparmio, che non è un istituto come gli altri. Nella patrimonializzazzione dell’istituto lo Stato deve essere coinvolto e serve in merito un dibattito politico condiviso”.

Francesco Mussoni, segretario di Stato per il Lavoro: “Aggiorno l’Aula sugli incontri in merito alla riforma del mercato del lavoro. Il percorso è iniziato lo scorso settembre con l’approvazione di un odg e la ratifica di un decreto legato. Il Fmi ha evidenziato che la riforma è necessaria e importante per la competitività del sistema, è una sfida per creare le condizoni per attirare nuove imprese. Inoltre è necessario nuovo lavoro per arginare la disoccupazione.

Il calendario degli incontri è il seguente: il 20 febbraio c’è stato un workshop in cui sono state illustrate le linee generali della riforma; il 12 marzo c’è stato un incontro sulla governance; il 29 marzo ce ne sarà un’altro sulla razionalizzazione degli strumenti contrattuali, l’apprendistato e la formazione; il 5 aprile sulle politiche attive per il lavoro. Altre date saranno fissate per gli ammortizzatori sociali e per la rappresentanza. L’obiettivo è avere pronti entro maggio uno o più progetti di legge da avviare a un ampio dibattito”.

Claudio Felici, Psd: “E’ un mese e tre giorni che il premier Monti ha scritto alla Reggenza e da allora non abbiamo altri elementi per dire che gli auspici della firma si tradurranno in realtà. Il 2 marzo scorso, quando è terminata la missione del Fmi, al Paese è stato detto in maniera neutra, non di parte, cosa fare per la stabilità del sistema. La relazione conclusiva riserva un capitolo alla

ricapitalizzazione della Cassa di risparmio. Basterebbe questo per capire cosa ci aspetta. Poi le imposte: il Fmi ci dice che l’aliquota per le persone fisiche è un terzo della media europea, o abbiamo altre risorse o quel livello di aliquota è un lusso che non potremo più permetterci. Inoltre nel sistema non ci sono solo elementi di smagliature, ma segnali preoccupanti che possono portare allo scontro sociale. Quando andremo a toccare le benedette aliquote sui dipendenti, le differenze fra il pubblico e il privato, la richiesta del referendum sulla riforma delle pensioni: abbiamo tutti i prodromi di un conflitto sociale che può esplodere nei prossimi mesi.
Tra 40 giorni il Fmi vuole che integriamo le indicazioni dei dati con ulteriori iniziative. Il premier Monti dice che il prossimo Global forum sarà fondamentale per la risoluzione del contenzioso tra Italia e San Marino. E’ chiaro che questo sistema non può permettersi di sbagliare quel passaggio. C’è chi legge le dichiarazioni conclusive del Fmi come elementi celebrativi o denigratori e chi invece come un documento neutro ma impegnativo. Chi fa parte della classe politica deve far sapere se c’è o se invece si sfila per affrontare questi passaggi. Al Paese dobbiamo dire la verità, anche quando è amara e scomoda. E forse dall’Ufficio di presidenza che ha redatto questo ordine del giorno consiliare sarebbe dovuta venire la proposta di un dibattito ad hoc. Una possibilità la dobbiamo avere, se le preoccupazioni dei segretari di Stato sono vere, chiedo che questo discorso lasci una traccia, una deliberazione sulle priorità assolute da affrontare. Se si troveranno gli strumenti per far sì che in questo Consiglio si possano mettere nero su bianco le priorità, vorrà dire che allora possiamo dare fuori dall’Aula risposte concrete”.

Federico Pedini Amati, Psrs: “Il giochino di qualcuno è quello di voler rimescolare le carte perché non ha più spazi, idee e credibilità, allora si attacca tutto pur di girare la frittata e provare a ributtarsi in pista. Il metodo è sempre quello, cavalcare l’onda e circuire giovani politici che cambiano idea dalla sera alla mattina. Per ottenere un posto al sole si cerca addirittura di far passare messaggi diversi rispetto a quella che è la realtà delle cose. Mi riferisco alla mia interpellanza per fare luce sull’Interpol e sul contratto di Maurizio Faraone. Qui qualcuno ha bisogno di sollevare un presunto scandalo su tutte le forze di polizia. Il problema, caro ex segretario agli Esteri, Fiorenzo Stolfi, è che io non ho mai detto una cosa del genere, non ho gettato alcun discredito sulle forze dell’ordine. La mia interpellanza vuole fare luce su un contratto che lei conosce molto bene. Nel 2007 eravamo nello stesso partito, ma non ne ho nessun ricordo. Lei si ricorda che ha lasciato decadere diritti di molti ragazzi gendarmi precari nel 2008 che ancora oggi non si vedono riconosciuti tanti anni di servizio, quindi possiedono trattamenti economici diversi dai loro colleghi? Non si ricorda di queste cose e vuole insegnare agli altri?

Lei scrive che “in politica a volte il dilettantismo e la voglia di protagonismo, condito da pressapochismo, fanno tanti danni al Paese”. Proprio lei si permette di dire queste cose ad altri? Qui se c’è un dilettante, è lei. Dov’è l’accordo di cooperazione economica con l’Italia, che lei avrebbe dovuto firmare in tutti quegli anni di governo? Dov’è la sua intelligenza superiore che le fa guadagnare anche il premio come miglior studente della Facoltà di legge a Urbino, in barba a tutti gli studenti che ogni giorno, a differenza sua, fanno i pendolari, con mille fatiche senza poi avere dal loro Paese una possibilità di lavorare?
Di voglia di protagonismo lei ne ha da vendere, soprattutto voglia di non mollare la sedia e il potere che gli ha permesso di scorazzare degli anni senza mai lavorare e, soprattutto, tenendo sempre sotto scacco altri cui ha concesso il più ampio clientelismo. Io, a differenza sua, ho sempre lavorato per conto mio. Oggi ho la sfortuna di essere disoccupato come altri 1.200 persone in questo Paese. Ma non mi prostrerò davanti a nessuno.
Non l’ho mai visto protagonista nel chiedere di fare luce su vicende nebulose e gravi che parlano di San Marino nelle procure italiane. Non l’ho mai vista stracciarsi le vesti per dissentire su lobby affaristiche, non è che lei avrà paura di qualcosa? Non so se i cittadini saranno ancora pronti a firmare un contratto con lei, come lei è abituato a fare dentro e fuori a San Marino. Quando ho letto il suo passaggio sulla politica che “va isolata ed emarginata” ero incredulo. Vorrei non dirle più niente, perché proprio non merita. Non sarà mai mia intenzione quella di delegittimare le forze di polizia. Anzi, voglio che in questo Paese si faccia luce una volta per tutte sulla malagestione dei suoi politici, facendo emergere il malaffare diffuso, facendo i processi e indagando in maniera reale. Questa si chiama immaturità? Ma gli uomini maturi e i fenomeni come lei, ex ministro ‘Fiore’, ci hanno portato a questo livello bassissimo di  credibilità. Meglio uomini immaturi ma onesti che quelli maturi con tanto di premio non meritato. Un’ultima cosa, caro Fiorenzo Stolfi, smetti di fare il padre padrone, non attacca più. Un appunto anche al mio segretario politico, Simone Celli, amico e brava persona, che però ha avuto una reazione scomposta ed esagerata, scrivendo sui giornali e non parlando con il sottoscritto riguardo all’interpellanza Interpol. Ho fondato il Psrs, ho seguito tutti i deliberati tracciati dal mio segretario e dal presidente, non sarò io a discostarmi da questo percorso. Ho visto tante levate di scudi contro di me, ne ho visti pochi restarmi vicino. Accetto la sfida, vado avanti e non mollo. Ma se dovesse vincere il malaffare non esiterò a fare un passo indietro”.

Alessandro Rossi, Su: “Senza sapere cosa siamo stati è difficile portare il Paese verso una situazione più degna alla sue tradizioni, è necesaria una narrazione condivisa del nostro passato. Capisco lo sfogo del consigliere Pedini Amati, lo appoggio dal punto di vista umano, ma non politico.

Nel tempo si sono create in Repubblica delle mini Repubbliche, per cui serve un’analisi condivisa del passato per capire perché abbiamo perso reputazione. Ho apprezzato alcuni passaggi del riferimento del segretario di Stato Podeschi. Per la prima volta in Aula si è prefigurato un elemento di criticità grossa per il Paese, che va affrontato attraverso un percorso condiviso e un’analisi dei meccanismi che ci hanno portato fin qui. Non si può perseguire una ristrutturazione economica senza un progetto complessivo ecco perché è necessario un governo di unità nazionale. Ben venga allora l’appello a tutte le forze responsabili, noi ci siamo, ma due elementi vanno messi in conto: serve un meccanismo che isoli i fenomeni che hanno determinato ciò che era San Marino; e un progetto per il futuro. In modo da recuperare la frattura tra rappresentanti e rappresentati.
Nel riferimento del Fmi c’è un passaggio molto critico sulla gestione del mercato delle energie da parte dell’Aass, un nostro cavallo di battaglia. Ed è un passaggio fondamentale perché è stata sottratta molta liquidità a Banca centrale, con conseguenti futuri problemi.
Per quanto riguarda l’ente di vigilanza le risposte arrivate non ci hanno convinto. Sono emersi invece collegamenti preoccupanti che non lasciano spazio alla collaborazione. Per questo Su non partecipa al confronto sul piano di sviluppo. Non ci avete dato tutte le informazioni. Il presidente Clarizia rassegni le dimissioni, non è un attacco personale ma ci sono delle situazioni poco chiare, non positive per il futuro della Repubblica. Come anche messo in luce dall’interpellanza del senatore Lannutti. Basta agli atteggiamenti clientelari e omertosi in Aula, chiediamo risposte e confronto. Invece ci sono silenzio e incapacità di trovare un dialogo”.

Clelio Galassi, Pdcs: “Rispetto alle osservazioni emerse dal primo resoconto della visita del Fmi, credo che le forze politiche debbano accantonare le velleità di scontro e ragionare su una serie di

argomenti di prioritaria importanza, perché a mio avviso si parla dell’interesse del Paese.
Le indicazioni del Fondo monetario internazionale vanno esaminate dal punto di vista tecnico e politico. E’ ovvio che la delegazione ha esaminato l’economia di un Paese da un punto di vista tecnico e ha sottolineato alcuni aspetti che vanno inseriti in un discorso che deve fare la politica. Il compito delle forze politiche presenti in Consiglio grande e generale è di valutare da un punto di vista politico quanto emerso da un punto di  vista tecnico.
Da questo rapporto, ci sono alcuni passaggi significativi su cui fare mente locale. E non solo da parte di governo e maggioranza perché si tratta dell’interesse generale del Paese. Tre in particolare: quello legato alle entrate del Paese che subiranno una contrazione notevole anche nel prossimo futuro. Si deve intervenire obbligatoriamente sugli sprechi e sui costi della Pa. Poi la ricapitalizzazione del settore finanziario, quindi la Cassa di risparmio. Bisogna essere chiari: se
il Paese vuole che la Cassa vada nell’interesse dei privati e della speculazione o se resti in un contesto pubblico che dia il massimo delle garanzie. Ci vuole il coinvolgimento delle forze politiche serie e dell’intero Consiglio grande e generale, solo così riusciremo ad affrontare un problema importante.
Il rapporto del’Fmi non deve essere visto come negativo, per riversare tutto sul governo, richiede unità di intenti di tutte le forze politiche, non ci può essere schieramento di parte”.

Iro Belluzzi, Psd: “Vado rapidamente al fulcro del dibattito. Per quanto riguarda la valutazione del Fondo monetario internazionale, come è stato evidenziato dai segretari di stato e dallo stesso collega Galassi, mette in evidenza in maniera drammatica quale è la necessità e cosa dovrebbe fare la politica da qui ai prossimi mesi. Le risposte da dare al meeting di aprile sono il primo step di quel percorso che la repubblica di San Marino ha intrapreso, per verificare se riusciamo ad effettuare quei passi e quei cambiamenti che ci siamo impegnati a fare. Penso di avere capito bene quella che è l’indicazione del segretario Valentini  quando ha richiamato l’articolo 24, cioè di ricondurvi gli elementi e le criticità rilevate dal Fondo monetario. Il tempo non gioca per la politica, per tutti noi, per individuare le scelte più condivise, perché è estremamente esiguo, ma con uno sforzo ci si potrebbe riuscire. Chi sarà disposto a mettersi in gioco lo deve poter fare, è necessario che il governo non porti percorsi già preconfezionati, ma che le scelte siano frutti della condivisione, per dare prospettiva. Serve organicità e reale collaborazione di tutte le sigle e tutte le forze politiche. All’interno dell’aula sono state fatte delle riflessioni. Io credo che la politica si debba occupare

delle priorità, e in questo caso è il mettere in salvezza la Repubblica di San Marino. Dovranno essere le istituzioni nella composizione più autorevole possibile a dare risposte su quello che è
avvenuto, sul malaffare purtroppo perpetrato sul nostro territorio.
Malaffare che non è proprio solo del territorio sammarinese, ma che riguarda anche altri Stati. A noi interessa il futuro della Repubblica”.

Pier Marino Mularoni, Upr: “Sono emersi due punti di vista sul report Fmi: la visione di Valentini parla di un rapporto positivo, con la maggioranza in grado di rispettare gli impegni pressanti della comunità internazionale; la visione del consigliere Galassi è diversa, con un’economia in grossa difficoltà per cui è necessario che le forze politiche ragionino insieme. La seconda versione è più realistica. In quattro anni il rapporto tra debito pubblico e Pil salirà al 30%. Il Pil nel 2012 è sceso del 2%, del 20% in 4 anni. Ci sono difficoltà per le imprese, per le banche e con l’Italia. L’economia è in grossa difficoltà e richiede una presa di coscienza, tralasciando il passato e concentrandosi sui progetti, che ora non ci sono.

Le entrate negli ultimi 4 anni sono calate del 33%, le spese solo del 17%, occorre perseguire il contenimento della spesa pubblica e il rilancio dell’economia per nuove entrate. Dobbiamo fermare le bocce, rileggere criticamente il report del Fmi e lavorare per il Paese.
Nel sistema bancario occorre traparenza e condivisione sulla ricapitalizzazione della Cassa di risparmio e sugli interventi nelle singole banche. Sul primo istituto della Repubblica condivido di mantenerla autonoma, privati e speculazione non devono metterci mano. La riforma fiscale deve partire dall’equità. Infine l’audizione di Bcsm. Non accetto l’equazione del segretario di Stato Valentini che chi critica risponde a degli interessi. Fare pulizia e la vigilanza preventiva è giusto, ma occorre individuare il sistema futuro, basato sulla trasparenza e sulla compliance internazionale, con una visione diversa del segreto bancario e un sistema fiscale in grado di dare incentivi. Introduzione dell’Iva, rapporto con l’Ue e ristrutturazione delle forze di polizia sono altri elementi del piano di sviluppo del Paese”.

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