Consiglio Grande e Generale, 5 agosto, seduta notturna. Agenzia Dire

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 3-4-5 Agosto

MERCOLEDI’ 5 AGOSTO (notte)

In apertura di seduta il Consiglio Grande e Generale affronta il comma 5 con la nomina di due membri del Comitato di Controllo sulle Fondazioni. La minoranza indica l’avvocato Chiara Benedettini, la maggioranza l’avvocato Laura Zanotti. In merito a quest’ultima, dal Pdcs Oscar Mina precisa che “essendo una dipendente di Banca Centrale la nomina deve essere vagliata da un comitato etico”. Il Consiglio Grande e Generale approva entrambi i nominativi indicati.

I lavori proseguono con le repliche al dibattito sul comma 4, “Attuazione interventi di sviluppo economico”: approvazione convenzione “Luxury Department Store San Marino” e progetto di legge “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano Regolatore Generale per l’attuazione di interventi di sviluppo economico”.

Quindi il voto dell’Aula: approvati sia la convenzione che il progetto di legge, per il quale si registrano 31 voti a favore, 13 contrari e 8 astenuti.

Di seguito una sintesi degli interventi.

Comma 4 – repliche

Antonella Mularoni, Segretario di Stato al Territorio

C’è stato un lavoro corale nella maggioranza in fase di definizione della convenzione. La discussione di oggi ha illustrato due concezioni diverse di politica a San Marino. Da una parte chi ritiene che il Paese, reduce da anni di difficoltà economica, abbia necessità di uscirne con investitori esteri di profilo internazionale. Dall’altra chi ritiene che la filosofia che deve animare presente e futuro sia quella della decrescita economica felice. Non credo che i sammarinesi l’abbiano capito. I sammarinesi non vorranno imprenditori che vengono da fuori? Facciano pure. Devono sapere che se non avremo nuovi investimenti di un certo tipo, che dall’interno non vengono, questo Paese dovrà avere stipendi, prestazioni e pensioni più bassi. E i livelli degli ammortizzatori sociali scenderanno. Il mail-bombing che avrebbe dovuto intasare la Segreteria al Territorio ha generato 70 email. Io non mi permetto di definire mafiosa la gente che siede in quest’Aula, perché è stata eletta dai cittadini. Voi portate un disvalore, incitate alla violenza verbale e non verbale, senza essere costruttivi. Penso che i sammarinesi non vogliano la decrescita economica felice. Sono convinti di avere quello che hanno avuto in passato, ma a breve questo sistema, senza nuovi capitali, non ci sarà. Ora consentitemi un po’ di ironia, altrimenti qui sembra ‘Apocalypse Now’. Questa convenzione è di 13 pagine, scritta in caratteri grandi. Ci sono 22 articoli, di cui 5 di sostanza. Per un consigliere cinque giorni dovrebbero essere sufficienti per analizzarla. Non abbiamo adottato nessuna deroga, ma allungato i tempi per un investimento di gran lunga maggiore di quanto immaginato. La bretella era già prevista, non serve solo a loro. Se l’investimento andrà male, non perderemo i due milioni, perché li avranno messi loro per realizzare la bretella. Non c’è alcun rischio d’impresa per lo Stato. Speriamo ci siano grosse entrate per lo Stato. Secondo alcuni non va bene nemmeno il punto informativo ottenuto all’interno del centro commerciale. I promotori faranno, a loro spese, la pubblicità, che sarà collegata al centro storico. La trattativa è durata molto perché gli imprenditori volevano di più, e il governo voleva di più per noi. Quanto agli oneri urbanistici, si è favoleggiato. Abbiamo per la prima volta preteso che gli oneri di concessione urbanistica fossero versati. In passato gli altri centri commerciali, tranne l’Atlante, hanno versato zero.

Mimma Zavoli, Civico 10

Al fianco del Segretario al Territorio oggi c’è stato quello alle Finanze, e a tratti quello al Turismo. Ma dovrebbe essere un’azione di tutto il governo. Si parla di 200 posti di lavoro che dovrebbero dare ossigeno ai 1.500 ex-dipendenti che si trovano nelle liste di avviamento al lavoro. Per la maggioranza è una certezza assoluta. Per me no. In molti casi gli imprenditori frontalieri che fanno impresa a San Marino chiedono di avere maestranze di loro fiducia o interesse. E’ ovvio che sarà così anche per le 60, 70, 80 unità di imprenditori che faranno impresa nel Polo del Lusso. Quanti saranno i sammarinesi fra i 200? E’ difficile dirlo. Voi non potete dare delle stime. Non ci sono certezze. Dovete dire come stanno le cose. Qualcosa nella politica del lavoro non funziona. Si parla di formazione, ma non può essere un imprenditore a farci capire cosa dobbiamo fare. I settori preposti alla formazione, se questa è la vostra scelta, si adeguino. Non ci dicano gli imprenditori cosa fare al Centro di Formazione Professionale.

Matteo Zeppa, Rete

C’è un attacco premeditato e selvaggio al consumo del territorio. Il Psd ha a cuore questo tema. Ma ha abbassato la testa, continuando a parlare di massimi sistemi. Dovrebbe essere lo Stato a dettare le tempistiche e i modi a chi si presenta qui per fare impresa. Invece abbassa il capo piegando la politica alle volontà imprenditoriali. La variante di Prg urla vendetta anche per questi motivi. Si costruisce al posto del verde. Ci direte che siamo dei fricchettoni. Invece siamo realisti. Il giovane Cardelli oggi si vergognava di chi aizzerebbe la gente contro il Polo del Lusso, e si è lamentato per il referendum, che in realtà non scoraggia l’iniziativa privata, ma è a favore del mantenimento della zona parco. Marco Gatti ha parlato di ciò che entrerà nelle casse dello Stato. E’ fazioso. Punta il dito contro chi è contrario. Non dice cosa lo Stato ci rimetterà. Non ha parlato dei milioni di euro al credito agevolato che pagherà lo Stato, e quindi i cittadini. E nemmeno dei costi di bonifica. Viene creato un precedente pericoloso. La Punto Shop ai tempi d’oro aveva 180 lavoratori. E sappiamo tutti cosa non ha lasciato a San Marino. Altri imprenditori bypasseranno le normative, andranno direttamente nelle stanze del potere. Gli enti verranno bypassati. Il business-plan qui manca, mentre per imprenditori più piccoli viene richiesto. Ricordo i buchi lasciati dai creditori della monofase nelle casse dello Stato. A loro non è mai stato detto ‘no’. Di quei debiti paghiamo ancora le conseguenze. Si è detto che lunedì abbiamo perso tempo in Aula. Beccari mi dica in questi giorni, all’esatto orario di inizio dei lavori consiliari, se la maggioranza c’era. Perché io, che lavoro nel privato, se arrivo con 5 minuti di ritardo perdo mezz’ora.

Andrea Zafferani, Civico 10

Segretario Mularoni, non è giusto dare certi giudizi sui cittadini sammarinesi. Loro ci danno il mandato di stare qui. E’ molto grave. Se non siamo d’accordo con i cittadini ci dimettiamo, non li giudichiamo. Oggi ci mettete di fronte a un aut-aut. Sembra che chi dice ‘no’ alla convenzione sia contrario all’investimento. Ma non è così. L’investimento per il Paese sarebbe un’opportunità, come è stato realizzato lo è molto meno. E crea un precedente pericoloso per come sono state gestite le cose. Ciò è evidente. La convenzione è un elemento di discrezionalità pauroso. La monofase forse è l’unico beneficio concreto dell’investimento. Abbiamo stimato un costo di 12 milioni di euro con questa convenzione, fra costi e mancate entrate. Il gioco non vale la candela, solo 50 posti di lavoro andranno ai sammarinesi. Il business-plan lo avete visto solo voi. Per voi è normale che i partiti si mettano al tavolo con gli investitori e gli cuciano addosso il vestito normativo. Per noi è un delitto. Non è questo il Paese che immaginiamo.

Federico Pedini Amati, indipendente

Mi dispiacciono le considerazioni sulle persone che hanno partecipato alla serata di lunedì. Forse un singolo ha utilizzato termini forti, ma non c’è stato vilipendio nei confronti delle istituzioni. Lunedì sera abbiamo spiegato articolo per articolo la convenzione, studiata in cinque giorni, mentre voi ci avete lavorato per un anno e avete un business-plan. Quando non si è d’accordo con la maggioranza si è detrattori della democrazia. Voi fate, con la convenzione, deroghe a leggi che avete fatto voi. Questa convenzione non ci va bene perché questo trattamento è superiore a quello dato a chiunque. Gli imprenditori sammarinesi dell’Anis hanno ragione a dire che questo trattamento vale solo per chi viene dall’esterno. E chi ha investito dall’interno per anni? Con l’ostruzionismo ci siamo fermati per andare a spiegare alla gente quello che voi non avete spiegato. La convenzione, alla cittadinanza, non l’avevate mai spiegata.

Gian Nicola Berti, Noi Sammarinesi

In quest’Aula ci sono dei bugiardi che sono sistematicamente tali. Peggio fanno stare la gente, maggiore consenso riceveranno dai cittadini arrabbiati. Ciò traspare dal dibattito. Non riesco a capire cosa sta succedendo qui dentro. Arriva un investitore di primissimo livello internazionale che porta il 10% del Pil, un aumento del 10% delle imposte indirette. Vengo in parlamento e sento dire che viene messo in pericolo il Paese. Abbiamo il know-how che entra. Igr per lo Stato. Monofase che entra nelle casse dello Stato. Un’offerta nuova per il sistema economico. Loro prevedono due milioni di visitatori, diciamo che saranno solo un quarto. Non capisco perché ci deve essere anche solo una persona contraria qui in Aula. Zafferani parla di 50 sammarinesi assunti, e dice che sono un’inezia. Allora lei vota contro il progetto? Sia obiettivo. Non getti fango. Se sono anche solo cinquanta, sono importanti.

Comma 4 – conclusioni

Antonella Mularoni, Segretario di Stato al Territorio

In altri Paesi, rispetto a interventi di questo tipo, tutte le componenti parlamentari sarebbero contente. Penso alla Svizzera, all’Austria. Fanno i ponti d’oro agli investitori che portano 10 milioni di euro. I promotori hanno l’interesse a far sì che i sammarinesi percepiscano che è un buon investimento. Potranno essere i sammarinesi, se bravi, a gestire le attività all’interno del centro. Vorrei sapere quali sono gli imprenditori a cui pensate voi. Mi spiace per Beccari, ma gli investitori oggi hanno ascoltato il dibattito. A San Marino, appena si affaccia all’orizzonte un imprenditore, dobbiamo dirgli come minimo che è un delinquente. Offendiamo gratuitamente tutti. Ladri, mafiosi, delinquenti patentati. La gente non è abituata a essere trattata in questo modo. Io non ho aspirato a fare il Segretario di Stato, me l’hanno chiesto. In futuro, se la direzione sarà quella di fare andare il Paese indietro, potrò fare altro, con più soddisfazioni. Sarò felice di non fare parte di una classe politica che dice a tutti che sono delinquenti. Io non voglio che questo Paese diventi più povero, ma più ricco. I premier di altri Paesi, come gli Stati Uniti o l’Italia, quando ci sono iniziative imprenditoriali di un certo livello intervengo di persona.

La chiusura del comma 4, con l’approvazione della convenzione e del progetto di legge, segna il termine della sessione consiliare di agosto.

San Marino, 5 agosto 2015

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