Consiglio Grande e Generale. Martedì 29 ottobre 2013. Mattina

 

COMUNICATO STAMPA 

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 22-30 OTTOBRE 

MARTEDI’ 29
OTTOBRE-mattina
 

La ripresa dei lavori del Consiglio grande e generale è
tutta dedicata al dibattito del comma 26, sull’assestamento di bilancio
2013,
in
seconda lettura. Sono 47 gli iscritti ad intervenire per 20
minuti di tempo ciascuno.
 

Di
seguito un riassunto degli interventi di questa mattina.
 

Stefano Macina, Psd:
“A volte per assestamento si intende un mero calcolo dell’aumento delle poste.
In questo caso invece l’impostazione cambia. Si dirà che si può fare di più. Ma
a me basta capire se c’è un’inversione di tendenza sulla spesa pubblica. La
variazione di bilancio presenta una riduzione delle spese di 2,5 milioni di
euro. Ci sono interventi per contenere le spese per gli stipendi della Pa, 500
mila euro, per Bcsm, oltre 700 mila, e altri.

Sul rafforzamento patrimoniale della Cassa di risparmio, la
soluzione è originale: si sottoscrivono nuove azioni e c’è il loro versamento
in un apposito fondo. Lo Stato compie un atto di responsabilità forte, che però
non si esaurisce con l’intervento finanziario. Serve una nuova governance e il
piano poliennale di recepimento deve raggiungere gli obiettivi di messa in
bonis dell’istituto, per tornare nel tempo più breve possibile a svolgere
appieno, senza interventi dello Stato, la propria attività all’interno e,
spero, all’esterno.

Si potrebbe dare risposta con un emendamento concordato alla
questione delle associazioni. In attesa delle normativa che da 5 anni si deve
fare, non possono essere lasciate sole.

Tre questioni finali: occorre più coraggio su certe scelte
per andare oltre i tagli. Sulla spesa pubblica servono interventi strutturali.
Con questo assestamento qualcosa è stato fatto, ma non il salto in avanti
necessario. Mi auguro siano presenti nel bilancio 2014. La nuova Igr deve
essere sempre più basata sull’emersione della capacità di guadagno dei
cittadini, con la tutela delle fasce più deboli, e sul principio di equità. Da
come affrontiamo la normativa dipende parte della soluzione del finanziamento
dei servizi pubblici. Infine più sviluppo. E’ passato troppo tempo, i decreti
stentano a essere approvati. Occorre il coraggio di assumersi rischi e
responsabilità. Non dipende tutto dalla black list, molto dipende  da noi”.

Simone Celli, Ps:
“La Cassa è strategica per il sistema bancario sammarinese e l’assunzione di
responsabilità del governo è dovuta, ma certe riflessioni vanno fatte. Il tema
della governance, e di come lo Stato può essere adeguatamente coinvolto nella
gestione dell’istituto, è strategico. L’ingresso nel capitale sociale è
solamente per una quota da un milione di euro. Il resto del finanziamento verrà
versato in un apposito fondo in conto aumento futuro per 84 milioni. Di fronte
a un impegno così importante da parte dello Stato ci vogliono tutti gli
elementi di garanzia necessari perché i soldi pubblici possano essere tutelati.
Comprendiamo la delicatezza dell’argomento, ma si poteva percorrere una strada
maggiormente garantista. Sul piano di recepimento il governo sostiene che si
tratta di dati sensibili da non divulgare nemmeno in seduta segreta, mi auguro
però un riferimento trimestrale o semestrale all’ufficio di Presidenza del
segretario di Stato per le Finanze, per permettere a tutti i gruppi di essere
adeguatamente informati e coinvolti. Ci sono circa 102 milioni di fondi
pensione in Cassa. L’esposizione dello Stato merita di essere affrontata con un
coinvolgimento allargato. Chiedo un chiarimento sull’emendamento all’articolo
14: dà possibilità alla Cassa di acquistare i bond emessi dal governo?

Sulla riduzione della spesa pubblica ci sono tagli ulteriori
per circa 3 milioni. Siamo alla preistoria, per cui facciamo un richiamo forte
al governo in vista del previsionale 2014. Sulla spesa pubblica non si può
tentennare. Le divergenze in maggioranza ostacolano il processo, ma ulteriori
ritardi non sono accettabili.

Sull’articolo 33 si escludono i dipendenti di Bcsm dalla
canalizzazione dei pagamenti. Tanto valeva non accettare il nostro emendamento
al bilancio 2013. Sull’Iva il governo si era impegnato a presentare entro il 30
settembre uno studio di fattibilità. Che fine ha fatto? E’ un passaggio
ineludibile. C’è totale condivisione all’appello di Macina sul no-profit.

Vediamo se con il bilancio 2014 ci sarà un intervento
strutturale sulla spesa pubblica, è il momento di osare. Serve più sviluppo.
Noi contestiamo la politica delle tasse straordinarie, produce recessione.
Rompiamo i lacci dell’infinita burocrazia e della discrezionalità politica che
ci impediscono di essere attrattivi. Dove sono i decreti della legge di
sviluppo. Ci sono visoni diametralmente opposte in maggioranza che li bloccano,
ma il Paese ha bisogno di crescita. Se non si danno risposte concrete è meglio
aprire una fase politica nuova. Senza attrazione di investimenti e capitali il
problema disoccupazione sarà incontrollabile e il Paese finirà nel barato.
Vediamo se in un mese e mezzo ci sarà un deciso cambio di tendenza ”.

Ivan Foschi, Su:
“E’ una presa d’atto delle variazioni in entrata e uscita e gli scostamenti
sono sempre in senso negativo: maggiori uscite e minori entrate. Era difficile
pensare che potesse andare diversamente. Per cambiare la rotta servono misure
efficaci  e condizioni di attrattività del
Paese. La normalizzazione dei rapporti con l’Italia non basterà. Siamo ancora
in black list a diversi mesi dalla ratifica degli accordi. Siamo ancora
considerati una giurisdizione non collaborativa. E’ una zavorra. Serve un colpo
d’ala della politica per raddrizzare la rotta e fare salire le entrate. Ci sono
un milione di euro in meno dalle imposte di registro, 500 mila dalle patenti di
commercio e industria, sulle merci importate 15 milioni.

Occorre agire sulle uscite e realizzare risparmi per una
macchina statale che costa troppo. C’è una burocrazia che pare inattaccabile.
Tutto questo fa perdere competitività al Paese. E’ difficile attendersi
miglioramenti, la politica deve avere più coraggio, fare delle scelte. Occorre
individuare misure urgenti già a partire dalla finanziaria, i risultati di
questa maggioranza sono deludenti.

Il finanziamento della Cassa di risparmio è un intervento
nuovo. Occorre farsi delle domande a tutto campo sul futuro del settore
bancario. Servono numerosi cambiamenti nel modo di operare e nel management di
molti operatori, a volte troppo disinvolti; e chi ha sbagliato deve essere
perseguito. Serve una qualità diversa della spesa, non si devono ripetere fatti
come i 200 milioni non incassati di monofase. Non è solo un problema di mancati
controlli, che vanno comunque strutturati, c’è una connivenza della politica.
Ma solo se lo Stato recupera autorevolezza nell’intervenire, le politiche più
ambiziose potranno essere messe in campo”.  

Giovanni
Lonferini, Upr:
“Il capogruppo del Psd, Stefano Macina, ha toccato uno dei
nervi scoperti sull’azione di governo, quando ha sostenuto che il tema dello
sviluppo deve essere aggredito malgrado la black list. Credo sia
un’affermazione politica forte. Negli ultimi anni in Consiglio c’è stato un forte
dibattito sulla politica estera e sui rapporti Italia. Ogni volta che si
toccava il tema dello sviluppo, uno dei motori per poterlo traghettare, era
rappresentato dalla politica estera. Oggi stranamente sono temi di cui il
Consiglio non ha più parlato. Si discute molto di sistema bancario, di
interventi in Finanziaria, ma questo dibattito non tiene conto dell’aspetto
della politica estera e sarebbe opportuno che di fronte a tutti gli impegni
presi in campo economico, il governo e la segreteria degli Esteri ci fornisse
un quadro dello Stato dei rapporti tra San Marino e Italia. Ci sono state le
ratifiche delle due Camere del Parlamento italiano, ma dopo è sceso un silenzio
preoccupante, anche noi dell’opposizione forse dovremo essere meno indulgenti e
iniziare ad alzare la voce. Ad un anno dalle elezioni, San Marino si trova
ancora in Black list e segnali incoraggianti non si vedono. Non vorrei che la
controparte italiana volesse verificare lo stato dell’evoluzione normativa
interna, in particolare rispetto alla riforma tributaria e rispetto gli aspetti
fiscali tra i due Stati.

Rispetto
alla variazione di bilancio: ancora una volta il Consiglio grande e generale
non ha gli elementi per poter valutare ogni tipo di riferimento rispetto al
piano pluriennale di recepimento su cui dovrebbe strutturarsi il recupero delle
perdite della Cassa di Risparmio e la sua redditività. Probabilmente, il piano
doveva essere presentato insieme alla delibera Rothschild. Ad un anno di questa
delibera, emessa in piena crisi di governo, non si dispone neanche di una
pagina, malgrado il mandato dato a questa consulenza. Forse chiamarla
consulenza è qualcosa di un po’ troppo diplomatico.

Altro
punto su cui è fare valutazioni è l’operazione “zero coupon”, gestita sempre
con decreto delegato. Come la mettiamo poi con il Fondo monetario
internazionale, che ha detto che la patrimoniale dovrà essere resa definitiva e
non più a singhiozzo, se no è difficile tenere duro per il bilancio? Su
Aeradria si conferma l’aumento di capitale, viene autorizzata una spesa non
autorizzata dal Consiglio e solo ora proposta in Bilancio. Ci piacerebbe capire
le interessenze legate alle vicende giudiziarie su cui San Marino ha avuto
ruolo attraverso dichiarazioni anche ridondanti e su cui il Consiglio è rimasto
anche in questo caso tagliato fuori.

Perplessità
poi sul mutuo Iss, sul Parco scientifico e tecnologico rispetto cui temiamo che
toccherà fare tutto a noi, con un ridimensionamento della parte italiana. I tagli
all’articolo 11 sulle spese sanitarie: la situazione non migliora con le novità
della legge intramuraria. L’articolo19: mi chiedo cosa ha a che fare qui il
tema della Pa, inserito alla chetichella e che dovrebbe essere trattato
diversamente. Le deleghe in bianco sono inaccettabili”.

Matteo
Fiorini, segretario di Stato per il Territorio: “
Vorrei soffermarmi sulla
scelta politica che consentirà al governo di mantenere l’impegno sulla
patrimoniale una tantum. E’ un obiettivo importante ed un segnale di sistema.
Il governo non ritiene che la spending review sia la soluzione per tutti i mali,
ma è un tassello fondamentale, unito ai progetti di crescita e ad investimenti.
La segreteria che gestisco è l’esempio evidente di come i risparmi e gli
investimenti siano estremamente connessi. Una spesa nell’immediato può
rappresentare risparmi nel medio e lungo termine. Il dipartimento per il
Territorio ha conseguito risparmi per 1 mln e 600 mila euro, resi possibili da volontà,
organizzazione degli uffici e input politici. C’è stata un’ottimizzazione sullo
straordinario e alla voce dell’Aasp sugli interventi di manodopera
straordinaria. Abbiamo tagliato una serie di fondi su iniziative che si
ripercuotono nel territorio nell’ottica di privilegiare le priorità. Come i risparmi
del 10% nelle spese per la pubblicità per iniziative ed eventi. Un ulteriore
grosso lavoro è stato fatto riguardo i residui degli anni precedenti, stanziati
già su determinate opere pubbliche. Il governo ha costretto la politica a fare delle
scelte. E’ finito il momento in cui si può dire sì a tutti e che le opere siano
considerate nello stesso grado di priorità.

Mi
sono impegnato a scegliere, con la collegialità governo, tutta una  serie di residui a bilancio per opere non
strutturali e strategiche, per un un ulteriore risparmio di 1 mln e 400 mila
euro. E’ stato un lavoro importante. Non credo si misuri buona politica
rispetto quanto risparmia, nel 2014 bisogna avere coraggio di fare investimenti
che oggi rappresentano un aggravio ma, se ben ponderati, poi possono
rappresentare elementi di rilancio per il Paese. Se lo Stato incentiva la ripartenza
dell’edilizia, con la riqualificazione patrimonio esistente, ciò può essere un fattore
moltiplicativo di rilancio che nessun altro sistema di incentivi può dare.

Sulla
patrimoniale: in tutti i Paesi la proprietà deve contribuire a determinare il potere
contributivo dell’individuo. Chi più possiede, più è in grado di
contribuire.  Oggi a San Marino il
meccanismo è distorto a causa di un catasto non aggiornato, abbiamo appena
iniziato il confronto sul testo della riforma del catasto per avere uno strumento
adeguato. Ciò non significa aumentare le tasse ma di sicuro è un altro
strumento strutturale che serve per perseguire l’equità. Questo è un governo
che ha affrontato in maniera diretta e chiara la responsabilità di dovere fare
delle scelte. Questo assestamento è un primo passo importante, non è l’ultimo,
alcuni sforzi importanti sono stati fatti e ci può indurre a cogliere sfide del
futuro con senso di responsabilità”.

Massimo
Ugolini, Pdcs:
“L’assestamento conferma il bilancio 2013, ma i primi
effetti di riduzione della spesa pubblica hanno permesso di non applicare la seconda
tranche della patrimoniale, cosa non scontata. I 10 mln di euro previsti
vengono sostituiti da minore spese della Pa, è un risultato importante. Il
pareggio di bilancio è un obiettivo da raggiungere nel 2014 con tagli alla spesa
e la riforma tributaria. Ma questo risultato non potrà non avvenire senza
sviluppo. Per questo è importante emettere decreti delegati che daranno gambe a
legge alla legge per lo sviluppo.

I
15 mln di euro in minori imposte dalle entrate tributarie testimoniano un trend
che va invertito immediatamente con nuove entrate e ricreando posti
occupazionali persi.

La
ricapitalizzazione della Cassa di Risparmio è un’operazione necessaria perché è
un patrimonio da preservare, che siano state compiute politiche sbagliate è
sotto gli occhi di tutti, oggi il rientro 
dei crediti del gruppo Delta è in via di risoluzione. L’operazione di emissione
dei titoli pubblici ha l’obiettivo di rafforzare il patrimonio della Cassa in
10 anni, il tempo necessario. Invito il governo a continuare l’azione di responsabilità
per la riduzione della spesa pubblica e per la celerità nell’emissione decreti
per sviluppo”.

Andrea Zafferani, C10: “Se si eccettuano le scelte sulla Cassa, non ci sono grandi politiche
strutturali. Mancano interventi veri sulla spending review. La delibera di
agosto poneva una serie di scadenze troppo ambiziose e infatti nessuna è stata
rispettata. Mancano la nomina del direttore generale della Funzione pubblica; i
piani strutturali di risparmio nella scuola e nella sanità; il piano per la
riduzione degli affitti passivi e la crescita di quelli attivi; quello per
accorpare ulteriori unità organizzative; la relazione sui servizi
esternalizzabili; la ri-articolazione degli orari di lavoro per evitare
straordinari e aumentare i tempo di apertura; la ricognizione delle delibere e
degli accordi con i sindacati nel settore pubblico allargato che prevedono
l’erogazione di indennità e compensi; la razionalizzazione e la riduzione delle
spese per il personale e le sedi diplomatiche; la proposta per l’ingresso a
pagamento ad eventi e la partecipazione degli organizzatori ai costi; la
destinazione più razionale delle forze di polizia. Mancano anche le cifre che
si intendono raggiungere.

Non si va verso una riduzione strutturale
della spesa pubblica, qualche taglietto estemporaneo, si risparmia su precari e
sostituzioni, i gangli più semplici su cu intervenire. Ci sono poi ipotesi di
riduzione dei servizi sanitari e il disavanzo aumenta di 2,5 milioni di euro.
L’era della spending review si apre con un aumento del deficit. Ridurre gli
stanziamenti è molto facile e spesso calano i servizi, gli investimenti e la
qualità della spesa, raramente c’è una riduzione degli sprechi se non si
cambiano allo stesso tempo gli aspetti organizzativi, se non si fanno scelte
strutturali.

Non ci siano nemmeno sulla Cassa. Nessuno
discute l’intervento, ma le modalità: c’è scarsissima trasparenza sullo stato
contabile. L’intervento costa 105 milioni e non conosciamo il piano poliennale
di recepimento. Inoltre non c’è ingresso dello Stato nel capitale sociale,
salvo  per una piccolissima quota.
Mettiamo 84 milioni in un fondo imprecisato e intanto paghiamo gli interessi
sul prestito che la Cassa ci fa per crearlo. Dov’è l’interesse pubblico? Forse
non va remunerato l’investimento perché l’obiettivo mascherato è entrare a
piedi pari nella Cassa per avere accesso alla enorme liquidità che rientrerà
nei prossimi anni. Oltre un miliardo che sarà utilizzato per finanziare il
debito pubblico del Paese. Sarebbe la chiusura del cerchio. Si finanzia la
spesa corrente tramite debito pubblico. Abbiamo un emendamento specifico sul
tema.

Maggioranza e 
governo sono largamente insufficienti sulla riduzione della spesa e
agiscono sull’aumento delle tasse per riequilibrare il bilancio, una politica
molto facile che crea danni enormi. Sul fronte sviluppo siamo agli enunciati,
mentre sul Parco scientifico-tecnologico non si capisce dove sarà, cosa farà e
come sarà gestito. Portate il Paese al collasso e il malcontento della gente
cresce”.

Gian Matteo Zeppa,
Rete
: “A governo
e maggioranza manca il realismo. Sul sistema bancario c’è un continuo esborso.
Ieri si è posto un segreto su un settore disastrato, per il quale si sono
cercati progetti di dubbia applicazione, quando il problema è avere avuto una
piazza finanziaria inadeguata. Ci si infila in un imbuto avvilente per chi non
è in Aula, si calpestano i diritti e la dignità dei cittadini. Questo assestamento
non ha nulla di estremamente attinente alla sfera dello sviluppo se non i due
articoli sulla Cassa. Non si capisce dove lo Stato vuole arrivare. Nel nuovo
cda si inserirà l’esecutivo e un membro dell’opposizione, è una sorta di
commissariamento della banca più grande del Paese. La male gestione del settore
finanziario, incatenandosi con l’assenza di tutela del diritto, non ha avuto
una contestualizzazione all’interno del sistema Stato San Marino.

Per un cavillo burocratico si chiede poi la
questua all’associazionismo, di fronte a un marasma di piazze finanziarie
saltate nel tempo. Abbiamo un emendamento in merito. L’articolo 20, l’imposta
di bollo per vendita di armi, si abbassa a 5 euro, prima era 10. Perché? Si
tutelano i forti e si colpisce chi fa volontariato. Serve una norma transitoria
per le associazioni, per posticipare il termine ultimo per la regolarizzazione.
Servono risposte, piani di ammortamento e di sviluppo. Invece mancano i decreti
della legge. Le prospettive sono zoppe, non c’è volontà di prendere decisioni
chiare e di coinvolgere l’opposizione. Sul Parco scientifico-tecnologico non si
sa nulla; ci sono minor sovvenzioni per le giunte di Castello. Se dobbiamo
salvare le banche, serve una loro nazionalizzazione. Invece celiamo la verità
ai cittadini. Questa politica non mi appartiene, in un anno ci sono state solo
tasse e salvataggi di istituti”.

Paolo
Crescentini, Ps:
“La Spending review è un documento rimasto sulla carta,
non attuato, le uniche vittime sono state le categorie più deboli, come cuochi
e bidelli. Paradossalmente, grazie alla legge sulla libera professione dei
medici, c’è chi potrà fare il doppio lavoro. La politica del governo mira a
fare cittadini di seria A e di serie B. Di fronte agli indicatori economici e alla
situazione drammatica del Paese il governo non trova soluzioni utili per
portare investitori utili, ancora oggi mancano i decreti attuativi alla legge
per lo Sviluppo, nonostante i solleciti arrivino anche dalla maggioranza, il
governo pare in difficoltà nella gestione di questi decreti. Servono entrate
per non far morire l’economia, le uniche che il governo sembra rimediale sono
le tasse, a giorni dovremo anche pagare la patrimoniale, vedremo l’esito della
riforma tributaria. Come opposizione non ci è dato di conoscere la nuova
stesura. Il Parco scientifico e tecnologico, Pst, vale per pozzo senza
tornaconto. Mi chiedo se anche il prossimo anno dovremo mettere a bilancio
spese per un progetto in cui San Marino è stata lasciata sola, è lampante. Ci
sono 80 mila euro previsti in assestamento per arredi, quando ancora non
sappiamo dove sorgerà. Con un parco dei divertimenti, invece che tecnologico,
avremo dato un aiuto al turismo. Mi soffermo sull’articolo sulla canalizzazione
delle operazione di pagamento: tutti i pagamenti per lavoratori pubblici,
inclusi quelli di Bcsm, devono venire per bonifico bancario. Sembra un passo
avanti, dato che in un primo momento si pensava all’esclusione dei dirigenti di
Bcsm e dei loro stipendi da nababbi”.

Stefano
Canti, Pdcs:  “
Dalla lettura del bilancio
di assestamento emergono interventi volti ad affrontare il periodo di crisi, come
le emissioni di titoli pubblici di supporto al sistema bancario e all’economia del
Paese, la sottoscrizione di azioni per la Cassa, la riduzione della spesa che
porterà ad eliminare la patrimoniale, l’adeguamento a capitoli di entrate e
uscita.

E’
apprezzabile e di grande interesse l’articolo che disciplinerà la partecipazione
di San Marino all’Expo’ 2015 di Milano, un appuntamento importante che permetterà
al nostro Paese di essere conosciuto al mondo intero. Così come è da
sottolineare l’articolo 19, ‘disposizioni sugli enti pubblici’ che dovranno
essere trasformati in unità organizzative attraverso decreto. Ad esempio per l’Aaslp,
solo con la sua riorganizzazione, si potrà rivederne la spesa. Non significa
prevedere licenziamenti. L’ente non ha risorse proprie, né autonomia sua nelle
decisioni delle opere da svolgere, avrà sempre più una gestione amministrativa
di appalti e commesse. Occorre quindi procedere alla semplificazione della gestione
dei bilanci e dei salariati, al riordino contabile, all’introduzione di maggiori
strumenti per il controlli dei lavori”.

Valeria
Ciavatta, Ap
: “Ci troviamo di fronte a un assestamento di bilancio
che non è ordinario. Non è infatti un’ordinaria registrazione di entrate e
spese, ma è un assestamento di intervento, in particolare rispetto all’obiettivo
ambizioso di governo di raggiungere una riduzione della spesa di almeno 10 mln
di euro, in modo da compensare la patrimoniale. Obiettivo di riduzione della spesa
è persino superiore, anziché 10 mln di risparmi ne abbiamo 11 mln e 500 mila. Va
fatto un riconoscimento perché il dato matematico va sempre registrato e incassato
per poter mantenere l’equilibrio, o comunque un disavanzo inferiore rispetto alla
previsione di bilancio.

Non
è un bilancio ordinario perché rispetto agli assestamenti passati abbiamo
questi tagli alla spesa, forse più verticali che di natura qualitativa in senso
più profondo. Però il segretario al Territorio ha spiegato come ha ricavato i suoi
risparmi, con la piena collaborazione degli uffici del Dipartimento, i tagli
che ha previsto nello sport e per la delega alle politiche giovanili, e quelli
cospicui sui residui per le opere pubbliche. Questo atteggiamento si è sviluppato
in un settore, ma avrebbe dovuto svilupparsi in tutti i settori. Ap ha preso
posizione affinché i tagli, in parte già previsti nella delibera della prima
fase di spending review, si realizzino. E’ inutile scriver che si fa questo e
quello, se poi le scadenze prestabilite da delibere del congresso di Stato vengono
dimenticate o ci si dimentica degli impegni presi nei confronti del Paese.
Vorrei fare un richiamo più che un rimprovero a tutte le segreterie di Stato e
tutti i settori, Pa e non solo, per applicare quello che si è detto di fare, le
norme. Per esempio, se si applicassero gli accordi stipulati con il sindacato
per i rapporti del pubblico impiego, i risparmi sarebbero stati di 1 mln 500
mila euro annui solo per le nuove retribuzioni, così con conteggio di ferie e
congedi, solo sull’Iss, si arriverebbe ad altri 700 mila euro di risparmi
all’anno. Rinnovo oggi al governo la mia richiesta perché ancora certe cose non
sono state applicate. Abbiamo deliberato di restituire imposta patrimoniale,
siamo a varare la riforma fiscale, lo Stato ha preso impegni consistenti verso il
sistema bancario e finanziario, ci sono tutta una serie di adempimenti
bilaterali e internazionale che richiedono risorse, pensiamo solo alla
formazione dei corpi di polizia sui nuovi reati che investono mondo finanza e
di cui il magistrato dirigente segnala l’esigenza. Servono competenze
qualificate, altrimenti la lotta alla criminalità a San Marino non la potremo
fare. Confidiamo nella Finanziaria, da approvare entro due mesi, perché non
basta fare dei tagli di tipo verticale per sottrarre risorse anche a iniziative
importanti, la coperta è sempre corta soprattutto in certi settori”.

 

Luca
Santolini, C10
: “La maggior parte degli interventi che stiamo
analizzando hanno carattere estemporaneo e non strutturale. Ci troviamo 2 mln
di euro in più di deficit. Mi è difficile non commentare l’articolo sugli 80
mila euro per gli arredi del Parco scientifico e tecnologico. Come è possibile
votare sulla fiducia, se non si ha un’idea di dove questi soldi verranno spesi.

Ho
ascoltato il consigliere Canti sulla partecipazione all’Expo’. Io sono nuovo,
ma mi pare strano che si dia mandato al congresso di deliberare liberamente sulla
partecipazione all’Expo’, chiedo se esistono giustificazioni per questo. Annuncio
già che sosterremo l’emendamento di Rete su questo punto. Questione Carisp: il
procedimento sembrerebbe avere un senso, malgrado alcune criticità, 85 mln di
euro e possibili risorse provenienti da fondi sociali. E’ un investimento importante
perché richiede tutte le garanzie del caso che per noi non è possibile avere se
non dal Cda, che dovrà rappresentare tutti i cittadini in maniera bipartisan. Spero
vivamente che i sei membri di nomina politica non vengano egemonizzati dalla
maggioranza, sarebbe un bruttissimo messaggio per il Paese. C10 ha presentato
un emendamento sulla Cassa di Risparmio, chiede di porre il tetto di 100 mila
euro agli stipendi di dipendenti di banche e finanziarie che godono di
interventi pubblici. E’ un intervento che riteniamo etico, speriamo il suo accoglimento.
Parlo anche io delle associazioni, messe in ginocchio. Noi abbiamo proposto l’abrogazione
della legge che contempla i nuovi obblighi, Rete propone un emendamento per
prorogare i termini e annuncio già il nostro appoggio anche a questo. Un altro
nostro emendamento, il 20 bis aggiuntivo, riguarda il famoso articolo 26 continuamente
non applicato dal governo: si chiede la pubblicazione dei dati delle proprietà
degli istituti finanziari sul sito di Banca centrale e l’emanazione di un apposito
regolamento che ne consenta la pubblicazione. Chiediamo coraggio, che non è
presentare provocazioni, ma proporre interventi e spiegarli per cercare
condivisione nel Paese. Tagliare senza interventi strutturali non è spending
review, ma ridurre servizi. Senza coraggio i nodi verranno al pettine”.

Marco
Gatti, Pdcs:
“L’obiettivo raggiunto di reperire risorse per evitare la patrimoniale,
ovvero 10 mln di euro, è importante e da porre in evidenza. La sfida poi
continuerà nel prossimo bilancio previsionale, partendo da oggi perché il Paese
deve rimodulare in modo significativo la propria spesa. Condivido quando si
dice che ci vuole coraggio e lo deve avere chi è al governo, la responsabilità
del Paese noi oggi la sentiamo.

In
questo bilancio, molti risparmi riguardano anche il personale. La vera sfida è
continuare ad avere risparmi sul personale in tutti gli Enti e organismi
pubblici. Ci sono poi elementi nuovi, le emissioni di titoli da parte dello
Stato, la partecipazione statale a una società importante come la Cassa di
Risparmio, dove ne entra in quota e ne fa sottoscrizione a fondo di aumento di
capitale sociale legato a un piano di recepimento. Sappiamo che la Cassa ha un problema
patrimoniale, non di liquidità, e come governo e maggioranza non vogliamo che
un istituto così importante possa essere aggredito da squali, ed è un intervento
d’obbligo. Non può essere fatto senza la dovuta attenzione. Lo Stato entrerà
nella governance e insieme la fondazione ne deciderà i membri, ci sarà un Ppr
che dovrà essere adottato con tutte le garanzie. E’ poi importante nominare
professionisti capaci nel Cda, scelti non sulla base del colore politico, ma sulla
base della loro capacità di accompagnare impegni della Cassa, affinché il Piano
pluriennale di recepimento vada a buon fine.

Quindi
l’emissione titoli è una prassi che dovremo evitare per il futuro perché
significa che Stato fa debito. In un momento di crisi questo si può affrontare,
ma va controllato. Obbligo di governo e maggioranza è di portare il pareggio di
bilancio nel più breve tempo possibile, affinché non ci sia la necessità di
fare debito, che può essere pensato a fronte di investimenti, come quello di
oggi, ma non per coprire la spesa corrente.

Un
commento poi su uno degli emendamenti presentati, quello sulle associazioni che
non hanno adempiuto agli obblighi di legge, che vanno a rispettati. E’ un fatto
grave. La legge andava fatta perché ce lo hanno chiesto gli organismi
internazionali dove le regole valgono per tutti. Dobbiamo partire dal fatto che
ci sono adempimenti obbligatori, altrimenti non siamo un Paese equivalente.
Siamo piccoli, ma dobbiamo crescere nella prassi se vogliamo stare dentro il
quadro internazionale. Abrogare la legge significa rinnegare i passi fatti
verso l’adeguamento internazionale. Capisco che abbiamo associazioni talmente
piccole, senza bilancio e che sono comunque un tessuto da salvaguardare. Si
possono giustificare interventi fatti per scaglioni, possiamo affrontare
sanzioni ridotte, è un passaggio che possiamo spiegare alla comunità
internazionale. E’ comunque un provvedimento che va preparato e limitato alle
associazioni, che sono diverse dalle fondazioni, ma credo che debba anche
essere l’ultimo. E allora dobbiamo lavorare per le associazioni con volumi
bassi in modo che possano avere adempimenti ridotti. Ma l’ambito che vedo non è
un provvedimento spot, piuttosto una legge ad hoc sulle associazioni”.

Paride
Andreoli, Ps:
“Nella sua relazione, il segretario Felici ha fatto menzione
a un progetto che contiene tre disposizioni, l’emissione di titoli pubblici,
interventi per la ricapitalizzazione di Carisp, tagli per l’eliminazione della
seconda tranche della patrimoniale. Sono tre passaggi importanti che vanno a
toccare la vita economica e sociale del Paese.

Sull’imposta
straordinaria sugli immobili: da tempo è stato annunciato che non ci sarà una seconda
tranche e che non ci sarà più. Il governo fa felice tutta la cittadinanza. Però
oggi abbiamo assistito a un’infelicità del segretario Fiorini. Ci preannuncia
che non ci sarà più la patrimoniale, ma nell’ambito della legge del catasto si
rivedranno le rendite catastali. Non pagheremo da una parte, ma pagheremo
dall’altra. E’ un’anticipazione per cui ringraziamo Fiorini, ma non so se ci
sarà un bel Natale per tutti. Passiamo alla legge sullo sviluppo, mancano i decreti
attuativi, inutile ribadirne l’importanza. Nel suo intervento, il segretario democristiano
ha parlato di squali, mi auguro siano finiti e che ci siano le condizioni affinché
i vertici della Banca centrale e dei vari istituti di credito sammarinesi affrontino
in maniera anche puntuale e determinante quelle che sono le insidie nascoste
dietro il settore bancario e finanziario sammarinese. Mi auguro che certi
errori del recente passato non si possano più commettere e che tutti gli
istituti di credito siano trattati nella stessa maniera. Oggi c’è la necessità
di intervenire in modo prioritario e definitivo per la Cassa di risparmio. Lo
Stato ha già un credito di 60 mln di euro, oggi c’è un intervento di emissione
di titoli pubblici per 105 mln di euro per far fronte alla ricapitalizzazione per
85 mln di euro. Ma perché, se diamo 85 mln di euro, mettiamo a disposizione del
capitale sociale solo 1 mln di euro e gli altri 84 mln a disposizione
attraverso un fondo? Il segretario in questo mi darà una puntuale risposta.
Forse gli altri istituti sammarinesi saranno i primi investitori nel fondo. I
socialisti credono comunque sia necessario intervenire e ricapitalizzare la Cassa.
Lo Stato entra a gestirla, per tanto possiamo ipotizzare che di fatto sarà
nazionalizzata. Mi auguro sia una proprietà temporanea e di durata limitata. Sulla
nomina del nuovo Cda concordo sulla necessità di figure professionali, che
abbiano anche capacità di confrontarsi e interloquire con il governo, con l’auspicio
ci siano condizioni di confronto tra esecutivo e rappresentanze consiliari”.

Lorella
Stefanelli, Pdcs:
“Esprimo un favorevole appoggio a una manovra che
contiene un provvedimento di per sé molto rilevante, mi riferisco alla patrimoniale.
Oltre questa, ci sono scelte importanti, l’intervento prodromico sulla Cassa, i
tagli alla spesa corrente, si riduce l’accensione del mutuo a pareggio di altri
2 mln e mezzo di euro. Tuttavia il quadro in cui si inserisce l’assestamento
resta preoccupante, come dimostrano le riduzione delle entrate, come testimonia
la grande crisi del mercato immobiliare e il timore per le famiglie di affrontare
investimenti immobiliari. 

Il
governo ha trovato le risorse per evitare il pagamento della seconda tassa
sugli imobili, ha evitato che nel prossimo anno noi cittadini fossimo chiamati
a pagare questa imposta invisa. Il governo ha confermato la natura di una
tantum dell’imposta. Le proprietà immobiliari e fondiarie devono essere
valutate in un sistema accatastale aggiornato ed equo. Non sono d’accordo con Andreoli
ce parla di trasposizione dalla patrimoniale e quello che i cittadini dovranno
pagare con rivalutazioni catastali. Il nuovo progetto di legge del catasto
prevederà principi moderni, ci deve essere il posto per l’equità dei prelievi e
per la giustizia sociale. Non riproporre la patrimoniale è una coraggiosa, le
risorse saranno reperite con il contenimento della spesa corrente. Si è seguito
invece l’Fmi sulla ricapitalizzazione di Carisp, con l’emissioni di titoli pubblici
per reperire, anche se in un mercato ristretto, risorse.  Si conferma la centralità della Cassa e si
abbandona la scelta del puro finanziamento, lo Stato entra in Cassa come
azionista. Quindi ci si accinge ad assicurare la patrimonializzazione secondo un
piano pluriennale. Non solo lo Stato dà il suo contributo finanziario, ma
interviene nelle decisioni e nella governance. Terzo punto: i tagli  alla spesa corrente, tra cui troviamo la
riduzione di oneri a carico dello Stato verso banca centrale, tagli per 500
mila euro nelle spese del personale, 105 mila euro per quelle del personale Multieventi.
Bene sull’articolo 19, anche se nel testo emendato inviterei a descrivere più
esattamente quali enti siano da trasformare in Unità operative. Inviterei il governo
ad avere più coraggio su altri interventi di spesa a medio e lungo periodo che
devono trovare luce per il 2014, in
sede del prossimo bilancio di previsione. Penso a un piano per il prepensionamento.
Per le donne arrivare a 66 anni in età lavorativa è  davvero tanto, agevolare i prepensionamenti è
un atto di giustizia. Ma anche opererà un dimagrimento nella Pa e liberarà
posti per giovani con nuove professionalità di cui la Pa ha bisogno”.

Federico
Pedini Amati, Ps:
“E’ una maggioranza che non riesce a rilanciare il Paese,
è incredibile vedervi fermi. Il governo è fermo nel dire dove vuole portare
imprese e cittadinanza. Continuiamo a parlarci addosso, ma il dato che
interessa alle famiglie è quello delle imprese che chiudono. Settimanalmente ci
sono venti disoccupati in più. Poi molti ammortizzatori sociali stanno
finendo.  Ancora non si è dato il via ai
decreti sulla legge di sviluppo. Proponete qualcos’altro, non il Parco
scientifico tecnologico per cui si stanziano ancora soldi ma non si capisce
cosa realmente creerà. Create quello che volete per il rilancio, non continuate
a stare fermi, non basta dire che nell’ambito dell’assestamento c’è un articolo
riferito alle disposizione della Pa, le pagine della spending review hanno
spiegato benissimo dove sono gli sprechi e dove si può tagliare. Le tasse
straordinarie restano, per fortuna pare che per la patrimoniale non sia così,
anche se con la riforma del catasto in pratica si avrà un trasferimento.   

Inutile
dire ‘si è tagliato 500 mila euro sul personale’, sul totale del costo è un dato
ridicolo. Per Bcsm sono 700 mila euro i tagli, ma dove saranno fatti? Il Paese
chiede al governo di darsi una mossa e non chiedere solo sacrifici alla
popolazione, attuare politiche di rilancio per tutta l’economia. Quando si
parla di squali per Carisp, mi sembra che ci scordiamo che se siamo a questo
punto forse se la sono mangiata da un pezzo. E’ tempo di mettere mano al famoso
progetto economico su cui sembra che maggioranza e governo non sappiano da dove
partire perché non stanno facendo niente. Chiedo per domani mattina le
dimissioni di tutta la maggioranza”.

 

San Marino, 29 OTTOBRE
2013/01

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