Consiglio Grande e Generale. Resoconto Della Torre 1, Agenzia Dire. Dibattito 6 marzo

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 28 FEBBRAIO-6 MARZO

Mercoledì 6 Marzo – Mattina

           

            I lavori del Consiglio grande e generale riprendono dall’esame
dell’istanza d’Arengo n. 11 per una migliore definizione dello status giuridico
del forestiero convivente, respinta con 29 voti contrari, 16 a favore e 3
astenuti. Sorte alternata per le due istanze successive in tema di risparmio
idrico, inglobate in un unico dibattito. Viene accolta all’unanimità la numero
13 per prevedere degli incentivi per l’installazione di impianti di stoccaggio
dell’acqua piovana e riciclata da parte dei privati; viene respinta la numero
17 per rendere automatica l’ordinanza sul risparmio idrico dal 15 giugno al 15
settembre di ogni anno.

            Inizia
poi l’esame congiunto di altre due istanze in tema di rifiuti, su cui viene poi
interrotta la seduta che riprenderà nel pomeriggio: la numero 14 per
sperimentare l’installazione di compostiere pubbliche; la numero 16 per
incrementare la raccolta differenziata.

Di seguito un riassunto dei lavori della mattinata.

Istanza d’Arengo n 11 per richiedere una migliore definizione
dello status giuridico del soggetto forestiero convivente di cittadino/a
sammarinese, anche attraverso l’
ammissione alle liste di collocamento e ad una più adeguata assistenza sanitaria in Repubblica, nonché tramite la differenziazione di tale status con quello
di lavoratore frontaliero. Respinta con 29 voti contrari, 16 a favore e 3
astenuti.

Dibattito di lunedì notte

Pasquale Valentini segretario di Stato per gli Affari Esteri: “San Marino con la recente legge sulle residenze ha fatto
un grande passo avanti, con l’
introduzione della
possibilit
à di permesso per convivenza more uxorio, che non si
configura giuridicamente come permesso di soggiorno, ma mantiene la residenza
nel parere d’
origine e allo stesso modo l’assistenza sanitaria. Lo straniero titolare di permesso per
convivenza non
è tenuto a comunicare
il suo stato, non dovr
à essere iscritto
all’Aire presso all’
ambasciata. Per
ribadire quello che
è stata la volontà del legislatore quando ha approvato questa legge,
datata 28 giugno 2010 e il suo decreto delegato: se dalla convivenza nasce un
figlio, il permesso di convivenza diventa, se richiesto, permesso di soggiorno.
Tornando alle richieste dell’istanza, propongo al Consiglio grande e generale
di respingerla, cos
ì come definita, perché è contraria allo
spirito con cui la legge
è stata concepita.
Ritengo sia possibile la modifica della legge su diversi punti, sar
à eventualmente in questo ambito che verrà affrontato il tema del permesso per convivenza.
Eventuali modifiche alla legge sulle residenze del 2010 dovranno quindi essere
oggetto di ulteriori approfondimenti, nell’
ambito della commissione Affari esteri. 

Paride Andreoli, Ps: L’intervento del segretario Valentini mi ha riportato indietro
nella memoria, a quando abbiamo dibattuto in Aula la legge sulle residenze.
L’ex segretario Mularoni ha dato la possibilit
à di allargare l’orizzonte e ha concesso il permesso di soggiorno per
convivenze. Gi
à in quell’occasione
dai banchi dell’opposizione, i socialisti hanno sottolineato un aspetto per noi
importante, che viene all’attenzione anche oggi con questa istanza. Infatti,
non si dava la possibilit
à, a chi usufruiva
questo permesso, di iscriversi nella graduatoria di collocamento, di avere una
copertura sanitaria, di avere un permesso di soggiorno a tutti gli effetti. E
da l
ì a poco tempo la situazione è stata sollevata. Il segretario vuole respingere
istanza per rivedere la legge poi, oggi mi chiedo cosa potr
à fare questo governo se non andare nella direzione di
accogliere quelli che sono i principi dell’istanza. Ci vuole attenzione per
quello che
è chiesto dagli istanti, perché possono poi crearsi attriti, non solo con i
cittadini, ma anche con l’
Italia.

Marco Podeschi, Upr: LUpr voterà contro l’istanza per respingerla. La legge prevede già una serie di tutele per i conviventi, è stato colmato un vuoto assoluto. Certo è perfettibile, ma siamo uno Stato sovrano e questa è la legge, non riteniamo perciò si debba accogliere l’istanza”.

Elena Tonnini, Rete: “Il nostro movimento è
a favore di questa istanza perch
é
riguarda chi ha un regolare permesso di convivenza che segue una specifica
regolamentazione e crea la situazione per cui chi da italiano si trova a
convivere con un sammarinese si ritrova di fronte a un problema creato dal
vuoto normativo. A nostro avviso, la situazione crea una grossa diseguaglianza.
Molti
è vero potrebbero solo dare parvenza di convivenza per
avere diritti sanitari e l’
iscrizione al collocamento,
ma l’
incapacità di fare controlli da parte dello Stato non può ripercuotersi su chi fa le cose in regola”.

Manuel Ciavatta, Pdcs: “La scelta di convivenza di per sé offre minori garanzie rispetto alla coppia di
diritto,
è un elemento da tenere in considerazione rispetto ai
diritti offerti al soggetto. Una differenza di trattamento ha sua valenza, che
d
à valore anche alla famiglia, cellula fondamentale
della nostra societ
à. Per questo Pdcs-Ns
voter
à contro questa istanza“.

Andrea Zafferani, C10:  La nostra legge non ha regolato la convivenza, ma ha
voluto regolamentare di fatto dei clandestini che risiedevano in Repubblica per
motivi di convivenza. L’istanza evidenzia un problema, il convivente che ha
scelto di convivere a San Marino non in clandestinit
à perde diritto il sanitario in Italia. Non mi piace
l’approccio di non dire niente all’Italia per non avere problemi per
l’assistenza,
ì, Una soluzione va trovata. Rispetto al diritto al
lavoro, il tema
è sempre aperto, la
proposta era di avere una corsia preferenziale rispetto al frontaliere
standard, non so quanto questa legge sia applicata, mi piacerebbe sapere come
è stato assunto il problema dall’ufficio per il lavoro. Il tema di migliorare lo status del
convivente mi trova d’accordo, alcune misure previste dall’istanza meno, forse
è il caso di prendere l’impegno di rivedere e migliorare la normativa“.

Roberto Ciavatta, Rete: “Noi siamo assolutamente favorevoli, personalmente ho
avuto un’
esperienza di convivenza con un’italiana ed è stata abbastanza traumatica,
ci si doveva inventare come muoversi per non essere fuori dalle norme dentro e
oltre il confine. Oggi passi in avanti sono stati fatti, ma rimangono per
ò dei nervi scoperti che la norma deve andare a lenire“.

 

Dibattito di mercoledì mattina

Antonella Mularoni, Ap: “L’istanza parte da un grande equivoco. La legge 118
del 2010 dà la possibilità di vivere a San Marino ai conviventi. E’ stato
scelto un punto di equilibrio, non si tratta di un permesso di soggiorno, non
dà gli stessi diritti, come per esempio la residenza dopo cinque anni. E’ una
scelta civile che può piacere o meno. Abbiamo mantenuto l’identità come Stato
perché abbiamo sempre controllato il numero di stranieri, è la storia del
Paese. Il punto di equilibrio va mantenuto, Ap è contraria all’istanza”.

Ivan Foschi, Su: “L’istanza pone un problema tecnico, non politico.
Noi siamo stati a favore del permesso di convivenza. In questo caso si parla di
persone che hanno problemi a ottenere della documentazione, a vedere
certificata la loro condizione. Con uno sforzo giuridico si può verificare se
c’è un modo di risolvere i problemi. Per esempio ci sono difficoltà per il
rinnovo della patente, mentre per l’assistenza sanitaria si potrebbe prevedere
una quota capitaria. Non si equiparano le condizioni con i residenti, ma si
valuta se ci sono le condizioni per colmare delle lacune”.

Stefano Macina, Psd: “Colgo con favore le dichiarazioni del segretario di
Stato Valentini. L’istanza non può essere condivisa, non corrisponde al
disposto legislativo. La scorsa maggioranza ha prestato attenzione ad alcuni
meccanismi e per le convivenze è stato stabilita una sorta di diritto di
domicilio con possibilità di lavoro. E’ comunque opportuno fare una riflessione
sulla materia in vista di un salto in avanti rispetto alle normativa se si
verifica che la convivenza è stabile”.

Rossano Fabbri, Ps: “Il tema è sentito. Si regolarizza esclusivamente la
permanenza in territorio e ci sono tanti aspetti cui mettere mano. Per esempio
per le liste di collocamento si è creduto di fornire una sorta di corsia
preferenziale, ma non abbiamo dati sull’efficacia di quanto previsto. Siamo a
favore dell’istanza”.

Gian Nicola Berti, Ns: “Siamo critici sull’istanza, pone dei dubbi su uno
status giuridico che non sussistono. Non si tratta di un diritto di residenza
né di un permesso di soggiorno, il permesso di convivenza dà solo diritto
all’ingresso e alla permanenza in territorio. La legge disciplina vari aspetti,
in particolare quelli legati al lavoro e ai figli. E solo in presenza di questi
si può discutere sui come dare la residenza. Infatti è difficile stabilire
l’inizio e la fine di un rapporto del genere e a livello normativo si riconosce
la convivenza attraverso il matrimonio o quella more uxorio da almeno 12 anni.
L’istanza non ha una logica per la quale prenderla in considerazione. Già si
sono creati problemi con l’Italia sui residenti italiani a San Marino e per
l’iscrizione all’Aire.

Anche l’assistenza sanitaria
è già disciplinata, il convivente può infatti stipulare una polizza
assicurativa. In un momento critico come questo è il caso di riconoscere
diritti a certi status? Noi siamo contrari all’istanza”.

 

Istanza d’Arengo n 13 –
Cittadini sammarinesi perché da parte dello Stato sia finanziata – o comunque
incentivata – l’installazione di impianti di stoccaggio dell’acqua piovana e/o
riciclata da parte dei soggetti privati. Approvata all’unanimità.

Istanza d’Arengo n 17 –
Cittadini sammarinesi affinché l’adozione dell’ordinanza per il risparmio
idrico sia istituita quale automatismo, con efficacia prevista a partire dal 15
giugno fino al 15 settembre di ogni anno ed eventualmente prorogata in caso di
necessità. Respinta.

Francesco Mussoni,
segretario di Stato per la Sanità (in sostituzione di Pasquale Valentini
segretario di Stato per i Rapporti con l’Aass)
: “Per quanto riguarda la gestione della risorsa
idrica, l’Azienda per i Servizi definisce il bilancio in funzione dei vari usi
per garantire un equilibrio. E’ possibile incentivare i cittadini che
installano sistemi per la raccolta dell’acqua piovana o per il risparmio
idrico, le modalità vanno individuate. Non entro poi nel merito di una tassa
aggiuntiva per i consumi elevati. Il governo è dunque per l’accoglimento
dell’istanza 13, affidando all’azienda dei Servizi il compito di individuare le
agevolazioni. Per quanto riguarda la seconda istanza, l’ordinanza è un
provvedimento straordinario. Nel caso specifico introduce meccanismi coercitivi
per il risparmio idrico in certi periodi, non solo in estate. Non è una forma di
educazione a un uso razionale dell’acqua, non dà indicazioni su come usarla,
specifica ciò che è permesso e ciò che non lo è. L’uso irriguo è determinato e
coltivare un orto è una libera scelta che prescinde dall’approvvigionamento di
cibo. Un meccanismo in automatico non è il più idoneo per frenare gli sprechi,
non ha piena logica, è importante l’educazione. Siamo d’accordo per un maggiore
impegno su campagne si sensibilizzazione, ma l’istanza non va accolta”.

Oscar Mina, Pdcs: “Le due istanze colgono aspetti significativi.
L’ottimizzazione nella gestione dell’acqua è fondamentale. C’è un codice
ambientale, ma manca una diffusione generale di una mentalità per il risparmio.
Serve coscienza civica, perché ci sono degli eccessi nei consumi. La prima
istanza rientra in un ragionamento più ampio, sulla seconda si aspetta
l’emanazione del regolamento idrico integrato. Dunque le motivazioni sono
condivisibili nei principi: la prima istanza va accolta anche se le
prescrizioni sono già contemplate da un decreto; la seconda va respinta”.

Luca Santolini, C10: “Sono soddisfatto dal riferimento del segretario di
Stato che è favorevole alla prima istanza. L’emergenza idrica ci colpisce e
siamo dipendenti dall’Italia. Servono soluzioni urgenti e l’applicazione della
stessa filosofia di incentivi che abbiamo per la produzione di energia, tenendo
conto che gli impianti sono meno costosi. L’impegno di ogni privato potrebbe
alleggerire la fornitura pubblica.

Sulla seconda istanza auspico
che si possa lavorare come dice il segretario di Stato per avere più controlli,
più sanzioni e maggiori iniziative di sensibilizzazione per ridurre i consumi.
E anche per una modifica al rialzo delle tariffe per i grandi consumatori. C10
è in linea con il segretario di Stato”.

Augusto Michelotti, Su: “Stiamo parlando dell’oro blu, dell’emergenza di
domani. Le politiche del passato sono state dissennate sulla gestione delle
risorse idriche, così mendichiamo l’acqua sperando che qualcuno non chiuda il
rubinetto. La prima istanza fa una proposta seria: contributi per convogliare
l’acqua piovana e ben venga la volontà del governo ad accoglierla. Sulla
seconda non condivido la posizione dell’esecutivo. D’estate siamo certi che ci
sarà siccità, il provvedimento automatico è un’idea intelligente per costringere
i cittadini  a essere previdenti. La
norma è utile e possibile, mentre le ragioni del no sono risibili”.

Elena Tonnini, Rete: “Rete sostiene un nuovo modello di concepire
l’acqua, non come una merce ma come una risorsa. Occorre diffondere una cultura
per valorizzarla e meccanismi per facilitare la raccolta e il riutilizzo.
Un’ordinanza di qualche mese non può migliorare la situazione dato che siamo
dipendenti dalle precipitazioni e da fonti esterne, rappresentate al 60% dal
Marecchia e poi da Hera e dal vaso di Ridracoli. La dipendenza totale pesa
d’estate, quando il Marecchia è al minimo, che viene toccato invece da
Ridracoli a novembre. Noi dobbiamo sapere se e quando siamo a rischio. I
consumi eccessivi e gli usi impropri vanno vietati tutto l’anno.

Siamo d’accordo con l’istanza
17, l’automatismo nel decreto deve essere il punto di partenza per altri
provvedimenti. Un altro problema è la rete fognaria, occorre valutare la doppia
canalizzazione e il recupero delle acque grigie. Gestendo il ciclo nelle case
si possono fare risparmi del 30% sull’uso di acqua potabile. Siamo un Paese di
spreconi, ci sono tanti meccanismi per risparmiare, anche sul lavaggio auto.
Rete dice no a grandi opere di invaso e sostiene una maggiore differenziazione
e programmazione nell’approvvigionamento. Siamo favorevoli anche all’istanza
13, a una tassa aggiuntiva per chi consuma troppo e a maggiori risorse per le
agevolazioni. E’ vero che c’è un codice ambientale, ma non viene applicato, va
dunque creato il previsto Ufficio di protezione ambientale per conoscere quante
sanzioni e denunce fa”.

Franco Santi, C10: “Prendo atto e condivido la volontà del governo
sull’istanza 13 e sull’istanza 17 di ragionare su politiche di risparmio e
riuso tutto l’anno, non solo nei periodi di emergenza. Il codice ambientale ha
parti normative che non sono state attuate. Dobbiamo al più presto discutere in
Aula del piano  di gestione e tutela
delle acque che dovrebbe contenere dati e informazioni importanti, oltre alla
programmazione degli interventi che è fondamentale. Ricordo inoltre che la
Finanziaria all’articolo 28 prevede già incentivazioni sulla riqualificazione
del patrimonio edilizio al cui interno si potrebbero fare rientrare quelle
previste dall’istanza 13”.

Gian Matteo Zeppa, Rete: “Ben venga il parere positivo del governo sulla
prima istanza, ma sono perplesso sul respingimento della seconda. Dovremmo
prendere esempio dai Comuni vicini. Il nostro sistema è farraginoso. Dovremmo
creare dei piccoli invasi in svariati punti del territorio, manca un regime
sanzionatorio, mentre in estate il consumo di acqua è abnorme. E’ paradossale
non scaglionare i consumi in modo che più usa più paga, non si possono
parificare orti e piscine. E’ brutto educare il popolo con sanzioni, ma
altrimenti nessuno pensa alla comunità di intenti   ”.

Marco Podeschi, Upr: “L’Upr è a favore delle due istanze. Il problema è
di natura culturale. Il nostro Stato ha ragionato come fosse un piccolo Comune
del circondario, senza pensare di gestire autonomamente l’approvvigionamento
idrico e i rifiuti. Abbiamo fatto accordi non soddisfacenti e non abbiamo
implementato le politiche interne. Do merito all’ex segretario di Stato per
l’Industria, Tito Masi, di avere fatto nel 2008 un progetto di legge in
materia, che però è stato poco applicato. Sono state fatte le ordinanze, ma
sono state comminate poche sanzioni e c’è stato uno scarso impegno sul piano di
gestione dell’acqua. La cultura va poi infusa anche in chi progetta. L’Azienda
dei Servizi si è impegnata, ma non basta. Serve uno sforzo culturale maggiore”.

Federico Pedini Amati, Ps: “Nel programma di governo di Intesa per il Paese si
parla di risparmio idrico e della possibilità di creare un bacino imbrifero, la
soluzione definitiva per renderci indipendenti dall’Italia. Ora acquistiamo
acqua da Ridracoli, dal Marecchia e da Hera, e spenderemmo meno anche per
l’energia. Come il governo anche il Ps è a favore dell’istanza 13. sosteniamo
anche il convogliamento dell’acqua piovana dalle grondaie. Si potrebbe
prevederlo per legge per le nuove costruzioni. Ci sono tanti piccolo
accorgimenti per risparmiare acqua, in Aula ne parliamo spesso, ma non
riusciamo a partire con una soluzione definitiva. Sulla seconda istanza, se il
governo garantisce un impegno possiamo valutarlo positivamente”.

Vladimiro Selva, Psd: “Acquistiamo molte risorse dall’esterno. Ogni anno
piovono sul Titano 50 milioni di metri cubi d’acqua e a fini civili ne
utilizziamo 3 milioni, il 6%, che viene dall’esterno. La sensibilità dei
cittadini sul tema è aumentata, c’è una legge del 2008 sull’efficienza
energetica che per il risparmio idrico prevede obblighi sulle cisterne per le
nuove costruzioni con una superficie coperta superiore ai 100 metri quadrati.
Ci sono incentivi per il risparmio e la raccolta di acqua piovana, ma mi
preoccupa che non siano noti nel Paese. Possiamo inoltre pensare a un sistema
parallelo a quello dell’acqua potabile per altri usi”.

Gerardo Giovagnoli, Psd: “Non si parte da zero, la legge del 2008 parla di
strumenti per regolare i flussi dei rubinetti e gli scarichi per le nuove
costruzioni, e di incentivi per il riutilizzo. Negli anni c’è stato un
incremento delle risorse inferiore a quello per l’energia, serve più impegno
sull’educazione e sulle normative.

L’approvvigionamento è
sbilanciato all’esterno, importiamo il 75%, e la rete idrica non è efficiente e
necessita di un monitoraggio. E’ poi necessaria un’opera di informazione
sull’utilizzo dell’acqua che è una risorsa vulnerabile e va trattata in maniera
seria. Il principio deve essere utilizzarne meno per fare le stesse cose. Siamo
a favore dell’istanza 13, mentre sulla seconda serve un ragionamento
importante. In Repubblica è necessario un bacino che dia sicurezza nei momenti
di emergenza. Comunque molto dipende dalla sensibilità dei cittadini che va
potenziata con strumenti che vanno dall’educazione alla coercizione ”.

Fabio Berardi, Pdcs-Ns: “Il tema è strategico. Siamo a favore della prima
istanza, qualche riserva invece sulla seconda. Il codice ambientale è
significativo e l’azienda dei Servizi è particolarmente attenta. Le perdite
della rete sono monitorate, è anche prevista la separazione della rete. Occorre
cominciare a stanziare le risorse necessarie. E’ anche partito il rilevamento
della rete, è ammessa la raccolta dell’acqua piovana in forma libera e ci sono
sanzioni e tasse sul consumo.

Un piano di gestione esiste
già, va formalizzato, in cui si parla di bacino imbrifero interno, una
soluzione che può garantire autonomia. Sono importanti anche le raccolte
superficiali di acqua per le caratteristiche del nostro territorio per cui
l’acqua non rimane come il caso del nevone dimostra. Le sanzioni saranno
effettive da quest’anno, vanno fatte, ma personalmente preferisco la formazione
e la cultura. Così come per l’ordinanza: è l’ultima ratio, anche perché è
difficile darle un range”.

Francesco Mussoni,
segretario di Stato per la Sanità, replica
: “Il dibattito ha evidenziato l’importanza del tema. Dobbiamo
investire di più sulla gestione delle risorse primarie. Confermo l’orientamento
del governo”.

Augusto Michelotti, Su,
replica
: “Il concetto di incentivo va
superato dall’atto dovuto. C’è il malcostume nel Paese di non applicare le
leggi. Preciso che gli effetti del nevone ci saranno tra due anni”.

Gian Matteo Zeppa, Rete,
replica
: “Sono contento della
posizione del consigliere Berardi sulla cultura. Ma fa specie che si citi una
istanza sulla raccolta della neve bocciata. Le falde recepiscono poco a causa
della cementificazione”.

 

Istanza d’Arengo n 14 –
Cittadini sammarinesi perché sia sperimentata l’installazione di compostiere
pubbliche.

Istanza d’Arengo n 16 –
Cittadini sammarinesi perché siano adottati strumenti idonei ad incrementare la
raccolta differenziata dei rifiuti su tutto il territorio.

Francesco Mussoni,
segretario di Stato per la Sanità (in sostituzione di Pasquale Valentini
segretario di Stato per i Rapporti con l’Aass)
: “Il tema è troppo ampio per un’istanza. Per la
raccolta di rifiuti organici ci sono impianti di trattamento nell’area San
Giovanni per le mense e a breve per gli altri produttori. I vantaggi sono
dimostrati. Le compostiere vicine alle mense sono invece una soluzione poco
percorribile, è più economico centralizzare gli impianti. Occorre inoltre
potenziare l’utilizzo di compostiere private, ora sono 1.300, e puntare sulle
campagne di informazione. L’impegno va aumentato, concordiamo con lo spirito
dell’istanza che però non va accolta.

Per la numero 16, il mancato
incremento nella raccolta differenziata riguarda i rifiuti solidi urbani (rsu)
da usi civili, una parte minima. Su 60 mila tonnellate di rsu prodotte ogni
anno, solo 16 mila vengono da uso civile, il restante dalle industrie. Di
questo, 4 mila tonnellate sono rifiuti speciali, le restanti 40 mila sono
gestite dalle industrie stesse. Il 22% di rsu è riciclato con i cassonetti, il
porta a porta e la raccolta dell’organico, su cui però serve più impegno.
Accogliamo l’istanza per sviluppare un piano operativo per aumentare la
differenziata”.

Augusto Michelotti, Su: “Il riutilizzo del rsu è un tema scottante. E’ un
rifiuto rognoso, per cui è molto utile il compostaggio che va stimolato a
partire da mense e ristoranti. Dovremmo fare il ‘mensa a mensa’ e anche tutti i
cittadini dovrebbero impegnarsi. Sull’istanza 16, la differenziata si fa
andando all’area San Giovanni, che non è comodissima per tutti. Il segretario
di Stato ha fatto un discorso non educativo. Va fatta per responsabilità e per
educazione civile. Il porta a porta è il minimo in una realtà come la nostra e
sarebbe il percorso verso l’autosufficienza. Ogni anno spendiamo 2,5 milioni di
euro per portare i rifiuti in discarica, la differenziata è al 20%, se fossimo
in Europa ci seppellirebbero di multe. Siamo a favore di entrambe le istanze”.

Elena Tonnini, Rete: “La differenziata per rsu è irrisoria, circa il 23%.
La raccolta della frazione umida è oggetto di discussione in questi giorni per
la possibilità di creare un impianto a biomasse. Noi siamo contrari
all’incenerimento, ci sono alternative. Lo Stato spende per le tre biocelle per
l’umido a San Giovanni ogni anno 35 mila euro per ognuna. Con compostiere in
zone strategiche, vicino alle mense ma anche nei condomini, e responsabilità da
parte dei cittadini, si potrebbe risparmiare. Ma servono informazioni perché
fare il compost non è semplice. Circa il 40% dei rifiuti domestici viene da
scarti di cucina e potature, per cui non differenziare l’umido è un costo. Il
porta a porta non basta, va unito a un sistema di ricompense e sanzioni,
occorre rivedere le tariffe delle bollette. E gli uffici pubblici dovrebbero
fare da esempio. La differenziazione del rsu ha una bassa qualità e quantità,
il sistema di raccolta con i cassonetti non funziona. Il riciclo va preferito
alla valorizzazione energetica. E in Europa è il secondo passo, perché si punta
alla prevenzione. Per esempio attraverso la simbiosi industriale: i
sottoprodotti creati da una azienda diventano una risorsa primaria per la fase
produttiva successiva. Il nostro codice ambientale recepisce le normative
europee, ma non le applica. Siamo a favore delle due istanza: dai rifiuti
dobbiamo creare un sistema virtuoso di economia”.

Tony Margiotta, Su: “Il problema sono i costi. Si spendono oltre due
milioni di euro per i rifiuti. Ben venga che il governo accolga l’istanza sulla
differenziata. Per noi è importante educare la cittadinanza. L’istanza sulle
compostiere spiace non venga accolta, risolverebbe notevoli problemi. Il tema
dei rifiuti è molto sentito per cui è importante prendere decisioni che cambino
la situazione attuale e siano lungimiranti ”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Delle istanze si tende a criticare lo spirito, il
contenuto o il modo in cui è scritta con spirito quasi masochistico. Invece
sono un aiuto da parte della società civile. E su queste tematiche
l’impostazione mentale della politica non è più ai tempi. La centralizzazione
degli impianti sarebbe la strategia vincente? Semmai il contrario, come per la
produzione di energia. Occorre creare indipendenza localistica, con piccoli
impianti semidomestici. La politica deve riconoscere le dinamiche dei tempi e
favorirle. Inoltre nella gestione unica si dà troppo potere.

Il parco
scientifico-tecnologico, per esempio, dovrebbe investire su queste tematiche.
L’Aula ragioni sulla necessità di favorire la creazione di tanti mini
impianti”.

Franco Santi, C10: “Dichiaro l’appoggio alle due istanze. L’impianto
normativo in merito è all’avanguardia, con priorità precise sulle politiche da
adottare. E’ l’attuazione a essere inadeguata, puntando solo a obiettivi
minimi. Dobbiamo fare molto di più. La sperimentazione del porta a porta a
Chiesanuova dimostra che è possibile: l’incremento è stata dal 24% all’83%. Va
organizzato un sistema di raccolta, con personale qualificato e diffusione di
informazioni. E si può farlo in pochi mesi, con la collaborazione dei
cittadini. Insomma cadono tutti i motivi per essere prudenti. Seguiamo la
strategia ‘rifiuti zero’”.

 

 

 

 

 

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